Osservatorio Spaggiari · n. 1 · ottobre 2026
Spesa pubblica, costo per alunno, bilancio del ministero, stipendi del personale e cantieri del PNRR: i dati ufficiali più recenti, letti direttamente alla fonte e spiegati con le loro definizioni. Con un’elaborazione originale sui 67.722 progetti PNRR del Ministero dell’istruzione e del merito.
Nel 2024 le amministrazioni pubbliche italiane hanno destinato all’istruzione 89,2 miliardi di euro, un terzo in più rispetto ai 67,2 miliardi del 2015 in valori correnti. In rapporto al prodotto interno lordo la spesa vale il 4,0%, contro una media dell’Unione europea del 4,7%. Sul totale della spesa pubblica, all’istruzione va l’8,0% (media UE 9,7%).
Il grafico mostra come si sono mosse le posizioni dei Paesi europei dal 2010 al 2024. La misura in percentuale del PIL risente della dimensione dell’economia: l’Irlanda, per esempio, ha un PIL gonfiato dagli utili delle multinazionali e risulta in fondo alla classifica anche se dedica all’istruzione una quota elevata della propria spesa pubblica. Per questo è utile guardare entrambe le misure.
La spesa per l’istruzione nei Paesi dell’Unione, anno per anno
Fonte: Eurostat, gov_10a_exp, funzione COFOG GF09 «Istruzione», spesa totale delle amministrazioni pubbliche; aggiornamento del 16/09/2026. Il 2024 è l’ultimo anno completo disponibile.
Vedi i dati del grafico| Paese | % del PIL | % della spesa pubblica | % PIL 2015 | % PIL 2010 |
|---|---|---|---|---|
| Svezia | 7,3 | 14,4 | 7,2 | 7,1 |
| Belgio | 6,3 | 11,7 | 6,3 | 6,0 |
| Estonia | 6,3 | 14,2 | 5,8 | 6,5 |
| Finlandia | 6,3 | 10,8 | 6,4 | 6,5 |
| Lettonia | 6,1 | 13,4 | 6,1 | 6,3 |
| Danimarca | 5,6 | 11,7 | 7,0 | 7,1 |
| Polonia | 5,6 | 11,3 | 5,2 | 5,6 |
| Lituania | 5,5 | 13,9 | 5,1 | 6,0 |
| Slovenia | 5,5 | 11,8 | 5,6 | 6,5 |
| Austria | 5,3 | 9,6 | 5,0 | 5,2 |
| Francia | 5,1 | 8,9 | 5,3 | 5,5 |
| Paesi Bassi | 5,1 | 11,5 | 5,2 | 5,6 |
| Slovacchia | 5,1 | 10,8 | 4,1 | 4,4 |
| Cipro | 5,0 | 13,2 | 5,6 | 6,5 |
| Croazia | 5,0 | 10,5 | 5,0 | 5,3 |
| Lussemburgo | 5,0 | 10,6 | 4,5 | 5,0 |
| Ungheria | 4,9 | 10,4 | 5,2 | 5,5 |
| Media UE | 4,7 | 9,7 | 4,7 | 5,0 |
| Malta | 4,7 | 12,6 | 4,7 | 5,1 |
| Cechia | 4,5 | 10,6 | 4,2 | 4,3 |
| Germania | 4,5 | 9,1 | 4,2 | 4,3 |
| Bulgaria | 4,3 | 10,9 | 3,9 | 3,6 |
| Portogallo | 4,3 | 10,3 | 5,1 | 6,7 |
| Spagna | 4,1 | 9,1 | 4,1 | 4,5 |
| Italia | 4,0 | 8,0 | 4,0 | 4,4 |
| Romania | 4,0 | 9,3 | 3,1 | 3,3 |
| Grecia | 3,9 | 8,2 | 4,2 | 4,2 |
| Irlanda | 2,7 | 12,0 | 3,2 | 4,6 |
Guardata per singolo studente, la fotografia cambia. Nel 2023, ultimo anno disponibile, l’Italia spende per ogni alunno più della media europea nella scuola dell’infanzia (+7%), nella primaria (+19%) e nella secondaria di primo grado (+6%). La spesa è invece inferiore nella secondaria di secondo grado (−11%) e all’università (−25%).
Una parte della crescita della spesa per alunno dipende dalla demografia. Secondo l’OCSE, tra il 2015 e il 2024 gli alunni della primaria sono diminuiti dell’11% mentre i docenti sono aumentati del 4%; la popolazione tra 5 e 14 anni è prevista in calo di un ulteriore 18% entro il 2033. A parità di risorse, meno studenti significa più spesa per ciascuno.
Spesa annua per alunno, Italia e media UE
In PPS (standard di potere d’acquisto), istituzioni pubbliche e private
Fonte: Eurostat, educ_uoe_fini04, spesa annua per alunno equivalente a tempo pieno; aggiornamento del 15/09/2026. Dati demografici: OCSE, Education at a Glance 2026, nota Paese Italia (licenza CC BY 4.0).
Vedi i dati del grafico| Livello | Italia 2015 | UE 2015 | Italia 2023 | UE 2023 | Differenza 2023 |
|---|---|---|---|---|---|
| Infanzia | 4.765 | 5.602 | 8.700 | 8.151 | 7% |
| Primaria | 6.424 | 5.738 | 9.615 | 8.050 | 19% |
| Secondaria I grado | 7.058 | 7.168 | 9.828 | 9.313 | 6% |
| Secondaria II grado | n.d. | n.d. | 8.746 | 9.785 | −11% |
| Università | 8.583 | 10.346 | 9.626 | 12.798 | −25% |
La scuola è prima di tutto fatta di persone: nel 2024 il 71,0% della spesa pubblica italiana per l’istruzione è andato in retribuzioni del personale (media UE 62,7%), l’11,0% in beni e servizi e il 6,7% in investimenti. Quest’ultima quota era al 3,6% nel 2019: in cinque anni è quasi raddoppiata, avvicinandosi alla media europea (8,2%), anche per effetto dei cantieri finanziati dal PNRR.
Il bilancio 2026 del Ministero dell’istruzione e del merito autorizza spese per 57.947,5 milioni di euro, con un aumento di 375,7 milioni (+0,6%) rispetto al 2025. È il 6,3% della spesa finale del bilancio dello Stato, contro il 6,2% dell’anno precedente.
Come si compone la spesa per l’istruzione, 2010-2024
Quota sul totale della spesa pubblica per l’istruzione
Personale
Investimenti
Fonte: Eurostat, gov_10a_exp, GF09: redditi da lavoro dipendente (D1) e investimenti fissi lordi (P51G) sul totale; elaborazione Osservatorio Spaggiari. Bilancio MIM: Camera dei deputati, Servizio Studi, Legge di bilancio 2026, Tabella 7.
Vedi i dati del grafico| Anno | Personale Italia | Personale UE | Investimenti Italia | Investimenti UE | Totale Italia (mld €) |
|---|---|---|---|---|---|
| 2010 | 74,8% | 63,7% | 4,4% | 8,0% | 71,1 |
| 2015 | 74,6% | 63,7% | 4,2% | 7,1% | 67,2 |
| 2019 | 75,3% | 64,0% | 3,6% | 7,5% | 71,4 |
| 2024 | 71,0% | 62,7% | 6,7% | 8,2% | 89,2 |
Il 1° luglio 2026 è stato firmato in via definitiva all’ARAN il contratto nazionale del comparto Istruzione e Ricerca per il triennio 2025-2027, parte economica. Gli aumenti arrivano in tre tappe, dal 1° gennaio 2025, 2026 e 2027, e per il personale della scuola valgono a regime tra circa 86 e 195 euro lordi al mese secondo il profilo e l’anzianità; per i docenti tra 110 e 185 euro. La differenza non ancora percepita viene corrisposta come arretrato.
Lo strumento qui sotto riporta i valori ufficiali delle tabelle contrattuali: scegli profilo e fascia di anzianità.
Stipendio tabellare annuo lordo, dal 2025 al 2027
Fonte: ARAN, CCNL comparto Istruzione e Ricerca 2025-2027 (parte economica), sottoscritto il 01/07/2026, Tabelle A1 (incrementi mensili) e A2 (retribuzione tabellare annua per 12 mensilità, cui aggiungere la tredicesima). Sono escluse le voci accessorie previste dal contratto.
Dopo le revisioni del Piano, l’ultima approvata a marzo 2026, il Ministero dell’istruzione e del merito è titolare di 16 misure per circa 17 miliardi di euro, il 9% dell’intero PNRR. Gli obiettivi europei di sua competenza sono 23: a fine 2025 ne risultavano raggiunti 16, tra cui l’assunzione di 20.000 docenti con il nuovo sistema di reclutamento, attività di tutoraggio e formazione contro la dispersione per almeno 820.000 beneficiari e corsi sulla didattica digitale per almeno 650.000 beneficiari tra il personale scolastico.
Sul fronte finanziario, a marzo 2026 il ministero aveva trasferito agli enti attuatori 7,7 miliardi su 17,2, il 45%. Il 29 settembre 2026 l’Italia ha inviato alla Commissione europea la richiesta di pagamento della decima e ultima rata, pari a 28,4 miliardi, dopo che la Cabina di regia del 26 settembre ha verificato il conseguimento degli ultimi 156 obiettivi del Piano. La valutazione della Commissione è in corso. Per la scuola, il 5 settembre il ministero ha comunicato di aver «raggiunto e superato tutti i rilevanti target del PNRR legati all’edilizia scolastica entro il 31 agosto».
Per seguire l’attuazione nel tempo abbiamo elaborato gli open data pubblicati sul portale Italia Domani, che riportano per ogni progetto l’ultima fase registrata dall’ente attuatore. Il grafico confronta cinque rilevazioni, da marzo 2025 a giugno 2026.
A che punto erano i progetti PNRR del Ministero dell’istruzione
Distribuzione dei progetti per fase dell’iter; sotto ogni misura il numero di progetti e i fondi PNRR assegnati; a destra la quota di progetti con iter concluso
Fonte: elaborazione Osservatorio Spaggiari su open data Italia Domani (ReGiS), dataset «Progetti del PNRR», versioni dal 31/03/2025 al 13/06/2026, licenza CC BY 4.0. Progetti con amministrazione titolare il Ministero dell’istruzione e del merito. Le fasi sono quelle registrate dagli enti attuatori: un ritardo nell’aggiornamento dei dati appare come ritardo di fase. L’ultima rilevazione precede le scadenze europee del 30 giugno e del 31 agosto 2026. I fondi indicati sono il finanziamento PNRR dei progetti registrati, che può differire dalla dotazione ufficiale della misura dopo le revisioni del Piano.
Vedi i dati del grafico| Misura | Progetti | Fondi PNRR (mld €) | 31/03/2025 | 30/06/2025 | 14/10/2025 | 26/02/2026 | 13/06/2026 |
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Scuola 4.0 | 17.362 | 1,89 | 65% | 65% | 65% | 98% | 97% |
| Riduzione dei divari e dispersione | 11.479 | 1,37 | 5% | 5% | 5% | 93% | 87% |
| STEM e multilinguismo | 10.161 | 1,01 | 4% | 4% | 4% | 97% | 80% |
| Didattica digitale e formazione | 18.770 | 0,62 | 34% | 34% | 33% | 88% | 78% |
| Messa in sicurezza degli edifici | 3.079 | 4,87 | 20% | 24% | 26% | 33% | 43% |
| Palestre e sport a scuola | 408 | 0,31 | 10% | 15% | 21% | 27% | 36% |
| Mense (tempo pieno) | 1.993 | 0,95 | 6% | 9% | 11% | 19% | 29% |
| Asili nido e scuole dell’infanzia | 3.841 | 4,37 | 4% | 5% | 6% | 11% | 18% |
| ITS Academy | 422 | 1,33 | 1% | 1% | 1% | 15% | 13% |
| Nuove scuole (sostituzione edilizia) | 206 | 1,15 | 0% | 0% | 0% | 0% | 2% |
Il quadro distingue nettamente due famiglie di interventi. Le misure realizzate direttamente dalle scuole risultavano concluse quasi per intero già a giugno 2026: Scuola 4.0 al 97%, il contrasto alla dispersione all’87%, i percorsi STEM e di multilinguismo all’80%, la formazione sul digitale al 78%. Le opere edilizie erano invece nell’ultima fase: per gli asili nido il 18% dei progetti era concluso e un ulteriore 32% era in collaudo; per le nuove scuole il 2% era concluso e il 38% in collaudo; la messa in sicurezza degli edifici era al 43%. È la fase che, secondo il ministero, si è conclusa entro il 31 agosto con le certificazioni di fine lavori richieste dai target europei.
| Misura | Obiettivo europeo |
|---|---|
| Asili nido e scuole dell’infanzia | 150.480 posti 0-6 anni certificati a fine lavori, di cui al massimo 35.000 da demolizione e ricostruzione |
| Nuove scuole | 166 edifici sostituiti, con consumi energetici inferiori di almeno il 20% allo standard «a energia quasi zero» |
| Messa in sicurezza | 1.400 edifici scolastici ristrutturati o ricostruiti |
| Mense | 1.000 spazi mensa completati |
| Palestre | 300 palestre o strutture sportive completate |
| ITS Academy | 11.000 iscritti al registro nazionale |
| Reclutamento docenti | graduatorie per almeno 70.000 candidati vincitori di concorso |
Fonte: Corte dei conti, Relazione sullo stato di attuazione del PNRR aggiornata al 31/03/2026, pp. 230-231. Il raggiungimento dichiarato dal Governo è in corso di verifica da parte della Commissione europea.
Sui nidi circolano cifre molto diverse, e sono corrette entrambe: misurano cose diverse.
è il target europeo: posti per bambini da 0 a 6 anni certificati a fine lavori, comprese ristrutturazioni, cambi d’uso e fino a 35.000 posti da demolizione e ricostruzione. Il ministero ne dichiara il superamento.
è la stima dell’Osservatorio sui Conti Pubblici Italiani dell’aumento netto dei posti nei nidi (0-2 anni) rispetto al 2021, ricavata dalla copertura del 37% indicata dal ministero.
La copertura «oltre il 37%» comunicata dal ministero conta anche i posti PNRR che saranno attivati e supera l’obiettivo europeo del 33% fissato a Barcellona nel 2002; il nuovo obiettivo europeo per il 2030 è il 45%. Una parte dell’aumento viene dal calo delle nascite: secondo l’Osservatorio CPI, tra il 2019 e il 2026, a popolazione costante, la copertura sarebbe cresciuta di 4 punti invece di 9. I progetti PNRR prevedono 89.773 posti nei soli nidi; a lavori completati Campania e Sicilia raggiungerebbero una copertura intorno al 25%, il doppio del 2021.
Fonti: Corte dei conti, maggio 2026; MIM, comunicato del 05/09/2026; Osservatorio sui Conti Pubblici Italiani, «Asili nido: quanti nuovi posti sono stati davvero creati?», 18/09/2026.
Le risorse PNRR per la scuola si sono concentrate in misura maggiore nel Mezzogiorno, che riceve il 56,4% dei fondi per gli asili, il 55,5% di quelli per le mense e il 51,4% di quelli per le palestre, oltre la soglia del 40% fissata per il Piano. Anche i tempi di realizzazione variano da territorio a territorio: a giugno 2026 i progetti edilizi conclusi erano il 26% nel Centro-Nord e il 12% nel Mezzogiorno per gli asili, il 48% e il 35% per la messa in sicurezza. Il grafico permette di seguire l’avanzamento regione per regione.
Quota di progetti edilizi PNRR conclusi, per regione
Fonte: elaborazione Osservatorio Spaggiari su open data Italia Domani, «Progetti» e «Localizzazione dei progetti del PNRR», versioni dal 31/03/2025 al 13/06/2026, CC BY 4.0. I progetti su più territori sono ripartiti con la percentuale di localizzazione ufficiale. Opere edilizie: asili, mense, palestre, nuove scuole, messa in sicurezza.
Vedi i dati del grafico| Regione | Area | Progetti | Fondi PNRR (mln €) | 31/03/2025 | 30/06/2025 | 14/10/2025 | 26/02/2026 | 13/06/2026 |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Valle d’Aosta | Centro-Nord | 16 | 16,2 | 29% | 31% | 31% | 38% | 56% |
| Trentino-Alto Adige | Centro-Nord | 96 | 123,1 | 16% | 22% | 29% | 38% | 54% |
| Veneto | Centro-Nord | 572 | 755,5 | 18% | 23% | 24% | 35% | 49% |
| Liguria | Centro-Nord | 188 | 213,4 | 19% | 21% | 27% | 34% | 48% |
| Friuli-Venezia Giulia | Centro-Nord | 128 | 190,7 | 17% | 22% | 23% | 35% | 47% |
| Emilia-Romagna | Centro-Nord | 623 | 749,4 | 19% | 25% | 28% | 34% | 45% |
| Sardegna | Mezzogiorno | 372 | 329,3 | 15% | 20% | 23% | 33% | 42% |
| Piemonte | Centro-Nord | 485 | 645,1 | 16% | 19% | 22% | 30% | 41% |
| Lombardia | Centro-Nord | 943 | 1.304,2 | 15% | 17% | 19% | 27% | 39% |
| Umbria | Centro-Nord | 162 | 189,7 | 8% | 11% | 18% | 30% | 36% |
| Molise | Mezzogiorno | 162 | 149,4 | 16% | 16% | 16% | 22% | 30% |
| Marche | Centro-Nord | 285 | 450,1 | 9% | 11% | 12% | 20% | 29% |
| Basilicata | Mezzogiorno | 281 | 220,5 | 9% | 13% | 16% | 23% | 28% |
| Toscana | Centro-Nord | 345 | 619,3 | 9% | 12% | 14% | 21% | 28% |
| Abruzzo | Mezzogiorno | 423 | 464,5 | 7% | 11% | 12% | 18% | 27% |
| Puglia | Mezzogiorno | 775 | 1.003,1 | 8% | 10% | 12% | 17% | 25% |
| Sicilia | Mezzogiorno | 772 | 964,8 | 5% | 6% | 8% | 11% | 19% |
| Lazio | Centro-Nord | 807 | 883,7 | 10% | 10% | 10% | 12% | 17% |
| Campania | Mezzogiorno | 1.189 | 1.589,2 | 3% | 5% | 5% | 8% | 15% |
| Calabria | Mezzogiorno | 901 | 791,6 | 3% | 4% | 5% | 8% | 13% |
La chiusura del PNRR non coincide con la fine della spesa. Secondo la Corte dei conti, circa 2,1 miliardi delle risorse PNRR in capo al Ministero dell’istruzione risultano in previsione di spesa nel 2027; per l’intero Piano la spesa prevista oltre il 2026 è di 24,2 miliardi.
Il PNRR finanzia le opere. Il funzionamento dei nuovi servizi, a partire dal personale e dalla gestione dei nuovi posti nei nidi, resta a carico dei bilanci ordinari di Stato ed enti locali, ed è da questo che dipende l’attivazione dei nuovi servizi per le famiglie.
Fonte: Corte dei conti, Relazione sullo stato di attuazione del PNRR aggiornata al 31/03/2026, Tavole 14, 16 e 17.
Il sistema nazionale di istruzione comprende scuole statali e paritarie. Secondo l’ultimo dato pubblicato dal ministero, nel 2023/24 le scuole paritarie erano 11.765 con 790.460 alunni; più della metà frequentava la scuola dell’infanzia (433.583 bambini in 8.166 scuole). Nelle scuole statali, all’avvio del 2024/25, gli studenti erano 7.073.587 in 362.115 classi.
Le paritarie ricevono contributi statali ripartiti ogni anno con decreto ministeriale (per il 2025/26 il D.M. 22/2026). La Legge di bilancio 2026 ha introdotto un contributo fino a 1.500 euro per gli studenti delle paritarie secondarie di primo grado e del primo biennio del secondo grado, per famiglie con ISEE fino a 30.000 euro, nel limite di 20 milioni per il 2026.
Fonti: MIM, «Principali dati della scuola – Focus avvio anno scolastico 2024/2025», Appendice; L. 199/2025, art. 1, comma 519 (Camera dei deputati, Servizio Studi).
Il dossier in PDF con tutte le tabelle e il file Excel con le serie storiche, il dettaglio regione per regione dei progetti PNRR della scuola e le tabelle stipendiali del contratto 2025-2027.
Testi, grafici e dati elaborati dall’Osservatorio Spaggiari sono distribuiti con licenza CC BY 4.0: puoi riutilizzarli citando la fonte.
Nel 2024 la spesa pubblica italiana per l’istruzione è stata di 89,2 miliardi di euro, pari al 4,0% del PIL (media UE 4,7%) e all’8,0% della spesa pubblica totale (media UE 9,7%). Fonte: Eurostat.
Dipende dal livello. Nel 2023 la spesa per alunno è superiore alla media UE nella scuola dell’infanzia (+7%), nella primaria (+19%) e nella secondaria di primo grado (+6%), inferiore nella secondaria di secondo grado (−11%) e all’università (−25%), a parità di potere d’acquisto. Fonte: Eurostat.
La Legge di bilancio 2026 autorizza spese finali per 57.947,5 milioni di euro, +0,6% sul 2025, pari al 6,3% della spesa finale dello Stato. Fonte: Camera dei deputati, Servizio Studi.
Il contratto Istruzione e Ricerca 2025-2027, firmato il 1° luglio 2026, porta dal 2027 aumenti mensili lordi tra 110 e 185 euro per i docenti e tra circa 86 e 195 euro per l’insieme del personale della scuola, secondo profilo e anzianità. Fonte: ARAN.
Il Ministero dell’istruzione e del merito gestisce 16 misure per circa 17 miliardi. A marzo 2026 aveva trasferito agli enti attuatori il 45% delle risorse; il 29 settembre 2026 l’Italia ha chiesto la decima e ultima rata del Piano. A giugno 2026 risultava concluso il 97% dei progetti Scuola 4.0 e il 18% di quelli per gli asili, con un ulteriore 32% in collaudo. Fonti: Corte dei conti, Italia Domani.
Il target europeo prevede 150.480 posti per bambini da 0 a 6 anni certificati a fine lavori, di cui fino a 35.000 da demolizione e ricostruzione, e il ministero ne dichiara il superamento. L’Osservatorio sui Conti Pubblici Italiani stima un aumento netto di circa 63.500 posti nei nidi (0-2 anni) rispetto al 2021.
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Osservatorio Spaggiari, «Quanto investe l’Italia nella scuola, e dove sono arrivati i fondi del PNRR», n. 1, ottobre 2026, dati aggiornati al 7 ottobre 2026.
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