Il 15 maggio è la data simbolo della fase finale del consiglio di classe nelle quinte superiori: entro quel termine viene approvato e affisso il documento del consiglio di classe che orienta la commissione d'Esame di Stato. Ma il calendario del consiglio di classe non si esaurisce con quel documento. Tra la fine di maggio e l'apertura degli scrutini di giugno restano adempimenti importanti per tutte le classi (terminali e non) e per ciascun docente: verbalizzazione, comunicazioni alle famiglie, predisposizione delle proposte di voto, raccolta della documentazione probatoria del percorso.
Questa guida sintetizza i passaggi operativi della fine di maggio 2026, distinguendo tra adempimenti normativi obbligatori (D.Lgs. 62/2017, DPR 122/2009, CCNL) e prassi consolidate. Dove la norma non fissa un giorno preciso, evitiamo formulazioni rigide: i tempi reali dipendono dal calendario regionale di fine lezioni e dalle delibere del collegio docenti.
Tra il 15 maggio e l'apertura degli scrutini di giugno il consiglio di classe ha tre famiglie di compiti: verbalizzare la chiusura del percorso disciplinare, comunicare alle famiglie i casi di rischio (insufficienze gravi, criteri di non ammissione, giudizio sospeso), predisporre la documentazione di supporto allo scrutinio finale.
Per le quinte superiori il documento del 15 maggio è il riferimento principale: restano la verifica delle prove di simulazione e la preparazione del verbale di ammissione. Le classi non terminali (prima-quarta superiore, primo-secondo medie) seguono un calendario meno serrato ma altrettanto vincolante: chiudere il lavoro didattico, raccogliere le valutazioni in itinere, formalizzare la proposta di voto disciplinare.
La valutazione finale degli alunni è disciplinata dal D.Lgs. 62/2017 (norme generali sulla valutazione e certificazione delle competenze) e dal DPR 122/2009 (regolamento sulla valutazione degli alunni). Il CCNL Istruzione e Ricerca definisce i compiti del docente nei consigli di classe (artt. 28-29 CCNL 2019, integrato dal CCNL 2024). Lo scrutinio finale e gli adempimenti collegati rientrano nelle attività funzionali all'insegnamento previste dal contratto.
Il consiglio di classe di fine maggio (o di inizio giugno, a seconda del calendario regionale) produce alcuni documenti obbligatori e altri di prassi: il verbale della seduta, gli allegati programmazione consuntiva, la relazione finale per ciascuna disciplina, eventuali verbali aggiuntivi sui casi problematici e la documentazione probatoria a supporto delle proposte di voto.
Il verbale documenta argomenti, decisioni e presenze. Va redatto dal segretario del consiglio (designato dal dirigente scolastico) e sottoscritto dai presenti. Deve riportare i punti all'ordine del giorno, le proposte di voto disciplinari quando definite, le eventuali deliberazioni su attività di recupero estive, le comunicazioni alle famiglie programmate. Un verbale generico è il punto di partenza più frequente per contestazioni successive.
Ciascun docente redige una relazione finale che descrive il percorso effettivamente svolto rispetto alla programmazione di inizio anno, le competenze raggiunte dalla classe, le modalità di valutazione adottate e gli esiti complessivi. È un documento operativo, non un esercizio formale: serve al collegio docenti per la revisione del PTOF e ai consigli di classe successivi per la continuità didattica.
Le proposte di voto devono essere supportate da un numero congruo di verifiche (l'orientamento giurisprudenziale richiede almeno tre prove a quadrimestre per disciplina, con eccezioni per situazioni particolari). Il registro elettronico ClasseViva nella fase di scrutinio finale consente di esportare il quadro delle valutazioni di ciascun alunno per disciplina, facilitando la fase preparatoria.
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La comunicazione alle famiglie dei rischi di non ammissione o di giudizio sospeso è uno degli adempimenti più sensibili sul piano amministrativo: una comunicazione tardiva, generica o non protocollata è la base di molti ricorsi successivi. La regola, ribadita da varie pronunce TAR, è che la famiglia deve essere informata con tempestività e adeguatezza prima dello scrutinio finale.
Le comunicazioni vanno inviate appena emergono elementi di criticità, non a ridosso dello scrutinio. La prassi diffusa è inviare le comunicazioni dopo lo scrutinio intermedio del secondo quadrimestre o, al più tardi, entro la prima metà di maggio. Nelle ultime settimane di scuola si possono inviare comunicazioni aggiornate per i casi in cui la situazione è peggiorata, ma non è opportuno comunicare per la prima volta un rischio grave a pochi giorni dallo scrutinio.
La comunicazione deve indicare le discipline in cui l'alunno presenta gravi carenze, i comportamenti che incidono sulla valutazione del comportamento, le possibili conseguenze (giudizio sospeso, non ammissione, ridotta media). Non deve contenere giudizi di valore sulla persona, paragoni con altri studenti, o anticipare la decisione dello scrutinio. Va firmata dal coordinatore di classe e protocollata.
L'invio tramite registro elettronico con ricevuta di lettura è oggi lo standard più diffuso. Il registro digitale ClasseViva, utilizzato quotidianamente da 4,5 milioni di utenti tra docenti, studenti e famiglie, consente di tracciare la presa visione delle comunicazioni e di rispettare l'obbligo di documentazione probatoria. Per le situazioni più critiche, alcuni dirigenti scolastici dispongono anche l'invio via PEC al genitore esercente la responsabilità genitoriale, per consolidare la tracciabilità.
La predisposizione dello scrutinio richiede un lavoro coordinato tra coordinatore di classe, docenti disciplinari e segreteria didattica. Le proposte di voto vanno inserite nel registro elettronico entro la finestra fissata dal dirigente, i tabelloni vanno verificati, le relazioni allegate, eventuali deroghe al limite di assenze devono essere già state deliberate dal collegio.
Ciascun docente inserisce la propria proposta di voto entro il termine fissato dalla circolare dirigenziale. La proposta è un voto unico per disciplina (o due, scritto/orale, dove previsto dal piano di studi). Il voto deve essere coerente con le valutazioni registrate nel corso dell'anno: scostamenti significativi vanno motivati nel verbale di scrutinio.
Per ciascun alunno il sistema calcola le ore di assenza rispetto al monte ore annuo personalizzato (orario di studio individuale). Il superamento del 25% di assenze comporta la non validità dell'anno scolastico, salvo deroghe deliberate dal collegio docenti per casi documentati (motivi di salute, terapie, assenze giustificate per ragioni rilevanti). La verifica va fatta prima dello scrutinio, non durante.
Per le scuole secondarie di II grado lo scrutinio finale può chiudere con tre esiti: ammesso (con o senza credito), non ammesso, giudizio sospeso. Per i casi di giudizio sospeso, il consiglio di classe definisce le discipline da recuperare, le modalità (sportelli, corsi, studio autonomo) e la data della prova di verifica integrativa (di norma entro l'inizio del nuovo anno scolastico, ovvero entro i primi giorni di settembre). La guida ai requisiti di ammissione alla Maturità 2026 riassume le regole specifiche per l'ammissione delle quinte all'Esame di Stato.
I problemi che emergono nei consigli di classe di fine maggio sono ricorrenti e in larga parte prevenibili. Conoscerli aiuta a intervenire in tempo, prima che diventino motivi di contestazione.
Se per una disciplina mancano verifiche sufficienti a supportare la proposta di voto, il consiglio non può procedere come se nulla fosse: la prassi è registrare nel verbale la motivazione (malattia prolungata, supplenze frammentate, assenze ripetute dell'alunno) e, dove possibile, recuperare con una prova nei giorni precedenti lo scrutinio. La proposta di voto in assenza di documentazione è il punto debole più contestato in sede di TAR.
Comunicare il rischio di non ammissione il giorno prima dello scrutinio è una prassi rischiosa. Se la situazione si è effettivamente aggravata nelle ultime due settimane, conviene comunque inviare una comunicazione scritta protocollata, indicando che si tratta di un aggiornamento rispetto a comunicazioni precedenti. Se non ci sono state comunicazioni precedenti, il consiglio dovrebbe documentare il motivo per cui non sono state inviate (assenze prolungate dell'alunno, situazioni emerse tardivamente).
Se il collegio docenti non ha deliberato in tempo i criteri di deroga al limite del 25% di assenze, lo scrutinio non può applicare deroghe ad hoc per il singolo caso. La delibera del collegio è il presupposto. È buona prassi inserire questo punto nell'ordine del giorno dell'ultimo collegio docenti di maggio.
Il consiglio di classe per gli scrutini è validamente costituito con la presenza di tutti i docenti titolari della classe. In caso di assenza giustificata, il dirigente nomina un sostituto (di norma il docente di disciplina affine) che voterà sulla base degli elementi di valutazione forniti dal docente assente. La sostituzione va verbalizzata. La guida alle procedure di scrutinio di giugno 2026 e alle novità della riforma approfondisce i criteri di validità delle sedute.
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Il verbale documenta in modo tracciabile le decisioni del consiglio di classe nella fase di chiusura dell'anno: proposte di voto, eventuali deroghe deliberate dal collegio, comunicazioni alle famiglie, predisposizione dello scrutinio. È il documento di riferimento in caso di contestazioni, ricorsi al TAR o richieste di accesso agli atti.
Le comunicazioni di carenza disciplinare o di rischio non ammissione vanno firmate dal coordinatore di classe e protocollate dalla segreteria. Per casi particolarmente gravi (provvedimenti disciplinari combinati con rischio non ammissione), il dirigente scolastico può intervenire direttamente. La guida al calendario degli Esami di Stato 2026 ricorda anche gli adempimenti propedeutici per le classi quinte.
L'orientamento prevalente, confermato da varie sentenze TAR e Consiglio di Stato, è che servano almeno tre verifiche per disciplina nel secondo quadrimestre, con valutazioni eterogenee (scritto/orale/pratica dove previsto). Una proposta di voto basata su una sola prova è formalmente impugnabile, salvo motivazioni rilevanti registrate a verbale.
La comunicazione va inviata appena emergono elementi di criticità, e comunque con anticipo congruo rispetto allo scrutinio. La prassi consolidata è inviarla dopo lo scrutinio intermedio del secondo quadrimestre o, al più tardi, entro la prima metà di maggio. Comunicazioni inviate a pochi giorni dallo scrutinio sono ad alto rischio di contestazione.
In assenza di delibera collegiale sui criteri di deroga, il superamento del 25% del monte ore annuo personalizzato comporta la non validità dell'anno scolastico. Il consiglio di classe non può applicare deroghe ad hoc al singolo caso senza il presupposto deliberativo del collegio docenti. Il problema va anticipato con un punto all'ordine del giorno del collegio di maggio.
Sì: durante lo scrutinio finale il consiglio di classe può modificare le proposte di voto inserite dai singoli docenti, motivando la modifica nel verbale. La proposta è un punto di partenza, non un voto definitivo. La modifica deve essere collegiale e motivata, non unilaterale.
Allegati tipici: tabelloni con voti, relazione finale di ciascuna disciplina, prospetto delle assenze per alunno, eventuali delibere collegiali sulle deroghe, comunicazioni precedenti alle famiglie. Per le quinte si aggiungono documento del 15 maggio e documentazione PCTO.
Le date dipendono dal calendario regionale di fine lezioni: tra il 6 e il 13 giugno 2026 nella maggior parte delle regioni, con scrutini avviati nei giorni immediatamente successivi. Per le quinte gli scrutini precedono il 18 giugno (data di inizio della prova scritta di Esame di Stato). La guida agli scrutini di giugno 2026 dettaglia il calendario e le novità procedurali.