Risposta rapida
Le adozioni dei libri di testo per il 2026/27 sono state deliberate a maggio e non si possono modificare ad anno iniziato. Valgono i tetti di spesa del D.M. 51/2026, superabili fino al 20% con delibera motivata del Collegio e approvazione del Consiglio di istituto. Per il 2027/28 il calendario sarà fissato dalla prossima nota ministeriale: l'autunno è il momento per preparare il lavoro nei dipartimenti.
A settembre i libri di testo sono già sui banchi e le scelte fatte in primavera sono in vigore. È il momento giusto, però, per rileggere le regole che le hanno guidate e per organizzare con calma il prossimo ciclo di adozioni. In questo articolo riassumiamo che cosa prevedono la nota MIM n. 97152 del 31 marzo 2026 e il D.M. n. 51 del 26 marzo 2026 sui tetti di spesa, e come docenti e dipartimenti possono prepararsi per il 2027/28.
Il riferimento principale è l'articolo 6 del decreto-legge n. 104/2013, convertito dalla legge n. 128/2013: il Collegio dei docenti può adottare, con delibera motivata, libri di testo oppure strumenti alternativi e integrativi, in coerenza con il PTOF, con l'ordinamento e con il limite di spesa fissato per ciascun anno della secondaria. Ogni anno il Ministero pubblica una nota operativa e i decreti su prezzi e tetti di spesa.
Per l'anno scolastico 2026/27 i documenti sono tre, tutti raccolti nella pagina del Ministero dedicata ai libri di testo:
La base legislativa di prezzi e tetti è l'articolo 15 del decreto-legge n. 112/2008: per il 2026/27 gli importi sono stati adeguati al tasso di inflazione programmata, indicato dalla nota nell'1,5%.
La scelta spetta al Collegio dei docenti, che delibera sulle proposte dei docenti raccolte nei consigli di classe e di interclasse. Il Consiglio di istituto interviene quando si supera il tetto di spesa. Il dirigente vigila sul rispetto dei vincoli normativi e garantisce che le scelte siano espressione della libertà di insegnamento dei docenti.
La nota ricorda anche due regole di comportamento: il dirigente favorisce gli incontri tra docenti e promotori editoriali accreditati, senza intralciare le lezioni, e al personale scolastico è vietato fare commercio di libri di testo (art. 157 del d.lgs. n. 297/1994).
Per il 2026/27 la nota ministeriale ha previsto la delibera del Collegio dei docenti nel mese di maggio, non oltre la seconda decade, per tutti i gradi di istruzione. I dati andavano poi comunicati sulla piattaforma dell'Associazione Italiana Editori entro l'8 giugno. Le scelte deliberate a maggio non si possono modificare ad anno scolastico iniziato.
Il divieto di modifica è motivato dal fatto che le famiglie acquistano i libri anche prima dell'inizio delle lezioni. Per il 2026/27, quindi, eventuali ripensamenti emersi a settembre vanno annotati e portati nella discussione del prossimo anno, non tradotti in cambi di testo in corso d'anno.
La nota ricorda inoltre che le scuole possono pubblicare l'elenco dei testi adottati su Scuola in Chiaro, partendo dai dati comunicati, tramite la funzione "Gestione Libri di Testo" del portale SIDI. È un modo semplice per rendere le informazioni facilmente consultabili dalle famiglie.
Il D.M. 51/2026 fissa il costo massimo dell'intera dotazione libraria per ciascun anno di corso. Per la secondaria di primo grado l'allegato 1 indica 303 euro per la prima classe, 121 euro per la seconda e 136 euro per la terza. Per la secondaria di secondo grado gli importi variano per indirizzo e sono nell'allegato 2 del decreto.
La tabella riporta i valori dell'allegato 1 al D.M. 51/2026:
| Secondaria di primo grado | Tetto di spesa 2026/27 |
|---|---|
| Classe prima | 303 euro |
| Classe seconda | 121 euro |
| Classe terza | 136 euro |
Ai tetti si applicano le riduzioni del D.M. n. 781/2013, richiamate dal D.M. 51/2026: se la dotazione è composta da libri in versione mista, il tetto si riduce del 10%; se è composta solo da libri in versione digitale, del 30%.
Il D.M. 51/2026 ammette incrementi degli importi entro il limite massimo del 20%. In questo caso la delibera deve essere adeguatamente motivata dal Collegio dei docenti e approvata dal Consiglio di istituto. Uffici scolastici regionali e revisori dei conti vigilano sul rispetto dei tetti; per aiutarli è attiva nel SIDI l'applicazione "Cruscotto Tetti di spesa – Libri di testo".
Libri di testo e lavoro in classe. Spaggiari affianca le scuole che usano ClasseViva nell'organizzazione quotidiana della didattica, in coerenza con le scelte adottate dal Collegio dei docenti.
Il Collegio può scegliere, con delibera motivata, strumenti alternativi ai libri di testo; le scuole che lo fanno lo dichiarano sulla piattaforma di comunicazione dei dati. Nella secondaria si possono indicare anche testi consigliati, ma solo se hanno carattere monografico o di approfondimento delle discipline. Rientrano tra i consigliati anche i contenuti digitali integrativi adottati separatamente dal libro.
I Collegi possono confermare i testi in uso o procedere a nuove adozioni. Secondo la nota, le nuove adozioni riguardano i primi volumi di un corso o i volumi unici: classi prime e quarte della primaria, classi prime della secondaria di primo grado, classi prime e terze della secondaria di secondo grado e, per le discipline specifiche, le classi quinte. I volumi successivi dei testi in più volumi si intendono confermati.
Dal 2026/27 i libri per la prima classe della primaria e della secondaria di primo grado devono essere conformi alle Indicazioni nazionali del D.M. n. 221/2025. Per gli altri anni di corso continuano ad applicarsi le Indicazioni del D.M. n. 254/2012 fino al naturale esaurimento. Nelle prossime adozioni i dipartimenti dovranno quindi verificare a quale quadro di riferimento corrisponde ogni testo.
La nota ministeriale per il 2027/28 non è ancora stata pubblicata: date, prezzi e tetti di spesa saranno indicati dal Ministero. I dipartimenti possono però iniziare già in autunno a raccogliere elementi utili: come stanno funzionando i testi adottati, quali costi sostengono le famiglie per ciascuna classe, quali testi scadono o cambiano quadro di riferimento.
Alcune attività pratiche da avviare con anticipo:
Gli errori più comuni riguardano i tempi, la motivazione delle delibere e il calcolo dei costi. Quasi tutti si evitano con una preparazione anticipata e con verbali chiari: ecco i casi più frequenti e come affrontarli.
La nota lo esclude: le scelte deliberate a maggio non si modificano ad anno iniziato. Se un testo si rivela poco adatto, il dipartimento annota le criticità e le porta nella discussione per il prossimo anno, eventualmente integrando con materiali preparati dai docenti.
Lo sforamento è ammesso solo entro il 20%, con motivazione del Collegio e approvazione del Consiglio di istituto. Una delibera senza motivazione espone la scuola ai rilievi dei revisori: conviene scrivere nel verbale le ragioni didattiche della scelta.
Il tetto va ridotto del 10% o del 30% in base alla versione dei libri. Nel calcolo conviene partire dal tetto già ridotto, non dall'importo pieno.
I testi consigliati sono ammessi solo se monografici o di approfondimento. Non possono diventare un modo per aggiungere un secondo manuale fuori dal calcolo del tetto.
No. La nota ministeriale 2026/27 ricorda che non è consentito modificare ad anno scolastico iniziato le scelte deliberate a maggio, anche perché le famiglie acquistano i libri prima dell'inizio delle lezioni.
Il calendario sarà fissato dalla nota ministeriale per il 2027/28, non ancora pubblicata. Per il 2026/27 la delibera era prevista entro la seconda decade di maggio: è un riferimento utile per organizzarsi, ma le date vanno verificate sulla nuova nota.
Secondo l'allegato 1 al D.M. 51/2026 è di 303 euro per la classe prima della secondaria di primo grado, 121 euro per la seconda e 136 euro per la terza, con le riduzioni previste per le versioni mista e digitale.
Fino al 20%, con delibera motivata del Collegio dei docenti e approvazione del Consiglio di istituto, come previsto dal D.M. 51/2026.
Sono testi che il Collegio può indicare nella secondaria solo se hanno carattere monografico o di approfondimento. Vi rientrano anche i contenuti digitali integrativi adottati separatamente dal libro.
Sì. Il Collegio può scegliere, con delibera motivata, strumenti didattici alternativi, in coerenza con il PTOF e con l'ordinamento, e lo segnala sulla piattaforma di comunicazione dei dati adozionali.
Le scuole possono pubblicarlo su Scuola in Chiaro, a partire dai dati comunicati, tramite la funzione del SIDI indicata dalla nota.
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