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L'importo della Carta del docente 2026/27 non è ancora stato fissato: lo stabilirà un decreto annuale in base a risorse e numero dei beneficiari. Nel 2025/26 la Carta valeva 383 euro e spettava a docenti di ruolo, supplenti annuali e fino al termine delle attività didattiche e personale educativo. Le somme 2025/26 non spese restano utilizzabili nel 2026/27.
A inizio anno scolastico molti docenti si chiedono quanto varrà la Carta del docente e quando arriverà il nuovo accredito. Le regole sono cambiate molto negli ultimi due anni: la platea si è allargata ai supplenti, l'importo non è più fisso a 500 euro e l'acquisto di hardware ha nuovi limiti. In questa guida riassumiamo cosa prevede la normativa vigente, partendo dal decreto ministeriale n. 59 del 31 marzo 2026, pubblicato sul portale ufficiale cartadeldocente.istruzione.it, e cosa resta da definire per il 2026/27.
Secondo l'articolo 1, comma 121, della legge n. 107 del 2015, come modificato dal decreto-legge n. 127 del 2025, la Carta spetta ai docenti di ruolo, ai docenti con supplenza annuale su posto vacante e disponibile, ai docenti con supplenza fino al termine delle attività didattiche e al personale educativo delle scuole statali, a tempo pieno o parziale.
Il decreto n. 59/2026, riferito al 2025/26, ha riconosciuto la Carta anche ai docenti in anno di formazione e prova, ai docenti inidonei per motivi di salute, a quelli in comando, distacco o fuori ruolo, ai docenti delle scuole italiane all'estero e delle scuole militari. Il decreto per il 2026/27 dovrà confermare criteri e modalità di assegnazione.
Già nel 2025 il Ministero aveva comunicato l'accredito per i docenti a tempo determinato, come riportato nel comunicato su mim.gov.it.
Al momento non c'è un importo ufficiale per il 2026/27. La legge prevede che un decreto del Ministro dell'istruzione e del merito, di concerto con il Ministro dell'economia, fissi ogni anno l'importo nominale sulla base del numero di docenti e personale educativo e delle risorse disponibili. Il decreto va adottato entro il 30 gennaio di ogni anno.
Per il 2025/26 il valore è stato di 383 euro. Il calo rispetto ai 500 euro degli anni precedenti è legato all'allargamento della platea a parità di fondo. Per il 2026/27 l'importo dipenderà quindi dal nuovo decreto: qualsiasi cifra circolata prima della sua pubblicazione va considerata una stima.
Il decreto n. 59/2026 stabilisce che le somme 2025/26 non spese entro la fine dell'anno scolastico sono utilizzabili anche nel 2026/27, sempre nel rispetto dei limiti sull'hardware. Le somme non sono più utilizzabili in caso di cessazione dal servizio, con un'eccezione: gli importi erogati in esecuzione di sentenze restano spendibili nel 2026/27 anche dopo la cessazione.
L'elenco dei beni e servizi ammessi è fissato dall'articolo 3 del decreto n. 59/2026, che richiama la legge n. 107/2015 e il d.P.C.M. del 28 novembre 2016:
Dal 2025/26 hardware e software si possono acquistare solo alla prima erogazione della Carta e poi con cadenza quadriennale. Chi aveva già ricevuto la Carta prima del 2025/26 ha potuto usarla per hardware e software nel 2025/26: il prossimo acquisto di questo tipo sarà possibile dopo quattro anni. La regola vale anche per chi riceve la Carta in esecuzione di una sentenza.
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Il decreto non prevede una rendicontazione delle spese da parte del docente verso la scuola. Il docente genera sul portale un buono (codice voucher) per l'acquisto scelto e lo consegna all'esercente o all'ente registrato, che lo accetta e lo valida.
La parte di rendicontazione spetta agli esercenti e agli enti: dopo la validazione del buono devono trasmettere la fattura a CONSAP entro novanta giorni, pena la decadenza dal rimborso. Esercenti ed enti devono essere registrati sulla piattaforma secondo il d.P.C.M. del 2016.
Il portale ha comunicato che dopo il 31 agosto 2026, ultimo giorno del 2025/26, l'accesso sarebbe stato temporaneamente inibito per l'aggiornamento dei sistemi in vista del 2026/27. Per sapere se l'accesso è attivo e quali somme sono disponibili fa fede il portale cartadeldocente.istruzione.it.
Con la normativa vigente i docenti con supplenza annuale (31 agosto) e con supplenza fino al termine delle attività didattiche (30 giugno) rientrano nella platea della Carta. Non vi rientrano, in base al testo del comma 121, le supplenze brevi e saltuarie. Per chi ha ottenuto il beneficio con sentenza, il Ministero procede all'esecuzione dei provvedimenti: anche in questo caso valgono le regole sull'hardware.
Per le segreterie è utile verificare che il contratto e la sua tipologia siano registrati correttamente nel sistema informativo: per il 2025/26 il numero dei beneficiari è stato determinato sui dati del sistema informativo del Ministero al 2 gennaio 2026.
Fino alla pubblicazione del decreto 2026/27 non esiste un importo ufficiale. Conviene pianificare gli acquisti sulle somme residue già disponibili.
Se la Carta è già stata usata per hardware o software nel quadriennio, il nuovo acquisto non è ammesso. Prima di generare il buono, verificate quando avete fatto l'ultimo acquisto di questo tipo.
Verificate che l'esercente o l'ente sia registrato sulla piattaforma e che l'acquisto rientri tra le categorie ammesse. Lo stato del buono e le istruzioni operative sono nell'area riservata e nelle FAQ del portale ufficiale.
Alla cessazione dal servizio le somme non spese non sono più fruibili, salvo quelle erogate in esecuzione di sentenze. Chi va in pensione conviene che pianifichi gli acquisti prima.
L'accredito segue il decreto annuale che fissa l'importo, da adottare entro il 30 gennaio. Nel 2025/26 il decreto è del 31 marzo 2026. Per il 2026/27 non c'è ancora una data ufficiale.
No, non automaticamente. La legge fissa un massimo di 500 euro, ma l'importo effettivo dipende da risorse e beneficiari: nel 2025/26 è stato di 383 euro.
Sì. Il decreto n. 59/2026 prevede che le somme non spese nel 2025/26 siano utilizzabili anche nel 2026/27, se si resta in servizio.
Sì, dalla normativa introdotta con il decreto-legge n. 127/2025 la Carta spetta anche ai docenti con supplenza fino al termine delle attività didattiche.
Sì, i servizi di trasporto di persone rientrano tra le spese ammesse dal 2025/26, come previsto dal decreto n. 59/2026.
No. Hardware e software sono acquistabili alla prima erogazione e poi ogni quattro anni.
No. La spesa avviene tramite buoni generati sul portale; la fatturazione a CONSAP è a carico di esercenti ed enti.
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