Le due sentenze del TAR Lombardia Sezione Quinta pubblicate nel 2026 (n. 1769 del 13 aprile e n. 2803 del 1 giugno) hanno riaperto il dibattito su un tema che a settembre torna sui tavoli di tutti i consigli di classe: come si comporta la scuola quando la certificazione DSA o BES arriva a stagione avviata, e cosa succede al Piano didattico personalizzato se non viene formalmente adottato in tempo. Le pronunce non introducono principi nuovi ma ribadiscono un orientamento consolidato: il PDP e uno strumento di equita, non un salvacondotto automatico verso la promozione, e la sua eventuale mancanza deve essere valutata rispetto agli obiettivi formativi effettivamente raggiunti dallo studente. Per dirigenti scolastici, referenti inclusione e coordinatori di classe, questo significa lavorare con maggior attenzione sulla documentazione delle misure adottate, sui verbali del consiglio di classe e sulla comunicazione con le famiglie.
Le sentenze del TAR Lombardia del 2026 confermano un principio consolidato: la mancata adozione o applicazione del PDP non rende automaticamente illegittima la non ammissione alla classe successiva, se non e superato il dato oggettivo del mancato raggiungimento degli obiettivi formativi. Nel caso deciso con la sentenza n. 1769/2026, il TAR ha rilevato che il PDP era stato predisposto dalla scuola ma firmato dai genitori solo mesi dopo, con la dicitura di sola presa visione, e che gli inviti al confronto della scuola erano rimasti senza risposta. La sentenza n. 2803/2026 richiama a sua volta il Consiglio di Stato, Sezione VII, n. 9448/2022, secondo cui l'interesse dello studente con DSA e ottenere una preparazione adeguata, non la promozione a prescindere. Sono orientamenti giurisprudenziali, non norme nuove: il quadro normativo di riferimento resta la L. 170/2010 e il DM 5669/2011 per i DSA, la Circolare Ministeriale 8/2013 per i BES.
Per gli esami di Stato la L. 170/2010 e i decreti attuativi indicano il 31 marzo dell'anno scolastico precedente come termine per il deposito della certificazione, mentre per il PDP corrente la normativa e meno stringente e lascia margini di gestione al consiglio di classe. La distinzione tra DSA e BES socio-culturali resta il primo snodo operativo: per gli studenti con certificazione DSA rilasciata dal Servizio Sanitario Nazionale o da struttura privata accreditata, il PDP e obbligatorio non appena la scuola riceve la documentazione. Per i BES socio-culturali, invece, la CM 8/2013 del MIM ha valore di indirizzo e non impone obbligatoriamente il PDP per tutti i BES: e il consiglio di classe a decidere se attivarlo, motivando la scelta a verbale. Su questo punto la circolare ministeriale e esplicita nel riconoscere ampia discrezionalita professionale, che tuttavia deve essere sempre documentata.
Il PDP viene di norma redatto entro il primo trimestre, in pratica entro fine novembre, dal consiglio di classe con il supporto del referente inclusione, e approvato formalmente in verbale con condivisione della famiglia. Non e un piano stilato dal singolo docente ne dal solo referente inclusione: e un atto collegiale del consiglio di classe, che raccoglie le osservazioni di tutti gli insegnanti coinvolti e le sintetizza in un documento operativo con misure compensative (mappe concettuali, calcolatrice, tempi aggiuntivi, formulari, sintesi vocale) e dispensative (dispensa da lettura ad alta voce, dalla scrittura veloce sotto dettatura, dalle prove a tempo stretto). Va sempre tenuta distinta la triade normativa: il PEI riguarda gli studenti con disabilita certificata ai sensi della L. 104/1992 e ha carattere obbligatorio e vincolante; il PDP vale per DSA (obbligatorio con certificazione) e BES socio-culturali (facolta motivata del consiglio di classe); il piano per BES temporanei o transitori segue le indicazioni della CM 8/2013 del MIM.
La checklist operativa di settembre prevede raccolta protocollata delle certificazioni, colloquio con la famiglia, condivisione con il consiglio di classe, delibera verbalizzata e comunicazione formale alle famiglie del piano proposto. Il primo passaggio e la protocollazione al momento della consegna: la segreteria registra la certificazione con numero e data, ne conserva copia nel fascicolo personale dello studente e la trasmette al coordinatore di classe e al referente inclusione. Segue un colloquio individuale con la famiglia, di norma condotto dal coordinatore insieme al referente, per raccogliere il contesto clinico ed educativo e concordare le priorità. Il consiglio di classe, in seduta ordinaria o dedicata, discute la proposta di PDP, la delibera in modo esplicito nel verbale (con indicazione di misure compensative, dispensative e criteri di valutazione) e ne autorizza la formalizzazione. La comunicazione alla famiglia deve avvenire per iscritto, con firma di condivisione (o annotazione di eventuali osservazioni), e il documento finale viene archiviato nel fascicolo dello studente.
Ricevere la certificazione senza protocollarla, delegare il colloquio con la famiglia al solo referente inclusione senza coinvolgere il coordinatore, saltare il passaggio in consiglio di classe prima della firma della famiglia: sono i tre errori più comuni nelle contestazioni successive. Ogni passaggio va tracciato con data e responsabili.
Anche quando il PDP non e stato formalizzato in tempo, la scuola deve documentare le misure compensative e dispensative effettivamente adottate: registro elettronico, verbali di consiglio di classe intermedi, note del referente inclusione. Le sentenze del 2026 hanno insistito proprio su questo aspetto: il giudice amministrativo valuta cosa la scuola ha fatto in concreto, non solo cosa ha scritto nel documento. Il registro elettronico e il primo strumento probatorio disponibile: la annotazione sistematica delle strategie applicate durante le lezioni, delle prove differenziate somministrate, degli eventuali tempi aggiuntivi concessi costituisce un dossier utile in caso di ricorso. I verbali dei consigli di classe intermedi (novembre, febbraio, aprile) dovrebbero contenere sempre una sezione dedicata al monitoraggio degli studenti con DSA/BES, con osservazioni firmate dai docenti. Il referente inclusione, dal canto suo, tiene un registro dei casi seguiti con date di colloquio, indicazioni fornite ai consigli di classe e comunicazioni alle famiglie. La piattaforma ClasseViva, usata quotidianamente da 4,5 milioni di utenti, permette di documentare in tempo reale le misure dispensative e compensative adottate per lo studente con DSA o BES, con tracciabilita per data, docente e disciplina.
Gli errori più frequenti sono la mancata verbalizzazione delle decisioni, i PDP standardizzati per copia-incolla, l'assenza di monitoraggio trimestrale e la comunicazione alla famiglia solo in occasione degli scrutini. In caso di ricorso, il dossier deve dimostrare il percorso reale seguito dalla scuola.
Il PDP e un documento personalizzato: se lo stesso modello viene applicato senza adattamenti a più studenti dello stesso consiglio di classe, il TAR lo considera un indicatore di scarsa attenzione al caso concreto. Il testo deve indicare misure specifiche per lo studente, non un elenco generico di possibilità.
Un PDP redatto a novembre e mai più rivisto e più difendibile in giudizio di uno regolarmente monitorato con verifiche a febbraio, aprile e maggio? No. Il monitoraggio periodico e uno degli elementi che il giudice amministrativo valuta con maggior attenzione, perché mostra che la scuola ha applicato il piano e non lo ha semplicemente archiviato.
Nel caso di ricorso al TAR, la scuola deve produrre un dossier completo: certificazione protocollata, verbale del consiglio di classe con delibera PDP, copia del PDP firmato, verbali intermedi di monitoraggio, annotazioni sul registro elettronico, comunicazioni scritte alla famiglia, verbali degli scrutini con motivazione analitica dell'esito. La motivazione degli scrutini per studenti con DSA/BES deve essere più articolata rispetto agli altri: non basta indicare i voti, occorre spiegare come sono state applicate (o non applicate) le misure previste e con quali risultati.
La gestione del PDP e delle misure per studenti con DSA o BES richiede tracciabilita puntuale di verbali, comunicazioni e monitoraggi. Con ClasseViva di Spaggiari il consiglio di classe puo registrare in tempo reale le misure compensative e dispensative applicate durante le lezioni, condividere il PDP tra docenti, referente inclusione e coordinatore, e conservare la documentazione richiesta in caso di verifica o contenzioso.
Il PDP e sottoscritto dai docenti del consiglio di classe, dalla dirigenza scolastica (o suo delegato), dal referente inclusione e dai genitori (o dallo studente maggiorenne). La firma dei genitori indica condivisione: in caso di dissenso motivato va comunque acquisita la firma per presa visione, con annotazione delle osservazioni della famiglia nel verbale del consiglio di classe.
Senza certificazione clinica la scuola non può attivare un PDP DSA, ma può comunque documentare osservazioni pedagogiche e attivare, se il consiglio di classe lo delibera motivatamente, un piano BES ai sensi della CM 8/2013. E buona prassi verbalizzare il tentativo di dialogo con la famiglia e le motivazioni della decisione.
No. La CM 8/2013 del MIM ha valore di indirizzo e lascia al consiglio di classe la facolta di attivare o meno un PDP per BES di origine socio-culturale o linguistica. La decisione, in un senso o nell'altro, deve essere sempre motivata e verbalizzata: e la motivazione, non la sola scelta, a essere oggetto di eventuale sindacato.
Il PDP e un documento dinamico: il consiglio di classe può (e in molti casi dovrebbe) rivederlo dopo il primo periodo di applicazione, di norma tra febbraio e marzo. L'aggiornamento va verbalizzato e comunicato per iscritto alla famiglia; se le misure vengono modificate in modo sostanziale, e opportuno acquisire nuovamente la firma dei genitori.
Il PDP incide su come le prove vengono somministrate (tempi, strumenti, formato) ma non abbassa gli obiettivi formativi. La valutazione misura il raggiungimento di questi obiettivi con l'ausilio degli strumenti compensativi. E il principio ribadito dalle sentenze TAR Lombardia n. 1769/2026 e n. 2803/2026 e dal Consiglio di Stato n. 9448/2022.
Il PDP e un atto collegiale del consiglio di classe: la posizione contraria di un singolo docente va verbalizzata, ma non ne blocca l'approvazione se il consiglio delibera a maggioranza. In ogni caso, il docente resta tenuto ad applicare le misure previste dal piano approvato.
Per gli esami di Stato la L. 170/2010 e i decreti attuativi prevedono che le misure compensative e dispensative previste dal PDP siano estese alle prove d'esame, con adattamenti coerenti con quanto praticato durante l'anno. Il documento del consiglio di classe (documento 15 maggio per gli esami del secondo ciclo) deve descrivere in modo analitico il percorso didattico e le misure adottate per lo studente con DSA o BES.
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