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FuoriClasse: ITE Tosi di Busto Arsizio, il Debate come metodologia curricolare

Scritto da Gruppo Spaggiari Parma | 01/06/26 7.00

L'ITE 'Enrico Tosi' di Busto Arsizio (VATD02000X) figura nell'elenco Indire delle scuole capofila del Movimento Avanguardie Educative dal novembre 2014, ed e' polo regionale Lombardia per la diffusione del movimento. La pratica oggi piu strutturata e riconoscibile dell'istituto e' il Debate inteso non come attivita extracurricolare ma come metodologia curricolare: regole formali pro/contro, documentazione critica delle fonti, niente ausili tecnologici durante il confronto orale. Questo articolo della rubrica FuoriClasse descrive che cosa fa esattamente la scuola, da quando, come funziona in classe e cosa serve a un altro istituto per fare lo stesso senza retorica e senza budget straordinari.

Cosa fa esattamente l'ITE Tosi sul Debate?

L'istituto ha introdotto il Debate come metodologia stabile del curricolo, non come attivita di approfondimento del pomeriggio. Le classi lavorano in modo strutturato su tesi pro e contro di un tema dato, con regole formali sui tempi di intervento, sull'ordine degli argomenti e sull'uso documentato delle fonti. Durante il confronto orale non si usano slide, smartphone o appunti digitali: il confronto e' verbale, sostenuto solo da note scritte a mano. La scuola e' anche capofila della rete 'We Debate' in collaborazione con English Speaking Union e IDEA (International Debate Education Association), e svolge funzione di polo regionale Lombardia delle Avanguardie Educative coordinato da Indire.

Come e nata e quanto e cresciuta questa pratica?

La storia operativa parte dal novembre 2014, quando l'istituto risulta nell'elenco Indire delle scuole fondatrici delle Avanguardie Educative, il movimento di innovazione promosso da Indire per diffondere idee didattiche gia sperimentate in classe. Da li la dirigenza scolastica e i docenti hanno strutturato il Debate da pratica laboratoriale a metodologia curricolare riconoscibile, con un format documentato e materiali pubblici. La scelta del polo regionale Lombardia ha portato negli anni l'istituto a fare anche formazione ad altre scuole del territorio, contribuendo alla nascita di squadre debate in altre realta lombarde.

I dati pubblici verificabili

Le fonti primarie consultate per questo articolo sono la scheda Indire delle scuole capofila Avanguardie Educative (dove l'istituto risulta in prima posizione tra le fondatrici, attivo dal novembre 2014), la scheda dedicata sul portale Indire Pheegaro (documento PDF '02_TOSI') e la pagina del sito istituzionale dedicata all'evento 'Scintille di Avanguardie Educative' organizzato dall'istituto nell'ottobre 2025 come polo regionale.

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Come funziona nelle classi: una sessione tipo di Debate

Una sessione tipo dura due ore, in compresenza tra il docente referente del Debate e il docente della disciplina sul cui contenuto verte la mozione. Le classi sono divise in due squadre: 'pro' e 'contro' la tesi assegnata, decisa per sorteggio. Il sorteggio e' importante: gli studenti sono chiamati ad argomentare anche una posizione che non condividono, sviluppando empatia cognitiva e disciplina argomentativa. I ruoli interni a ciascuna squadra (primo oratore, secondo, oratore di replica) sono fissati prima.

Le regole formali del confronto

Il format adottato dalla rete We Debate prevede tempi rigorosi: tipicamente 4 minuti per ciascun oratore principale, 2 minuti per le repliche, un minuto di prep time concesso una sola volta per ciascun oratore. Durante l'intervento dell'avversario gli studenti possono prendere appunti a mano ma non interrompere. Le interruzioni, ammesse nel format inglese (Point of Information), seguono regole specifiche. Gli ausili tecnologici sono vietati durante il confronto orale: niente slide, niente smartphone, niente tablet. L'unica risorsa e' il foglio di appunti con fonti documentate preparate nei giorni precedenti.

La valutazione

La sessione si chiude con il giudizio di una giuria formata da docenti e, talvolta, da studenti delle classi superiori formati come giudici. La valutazione non riguarda chi ha ragione ma la qualita argomentativa: solidita delle fonti, struttura logica dell'argomentazione, capacita di confutazione delle tesi avversarie, gestione del tempo, chiarezza espositiva. I criteri sono pubblici e condivisi con gli studenti a inizio percorso.

Quanto costa e cosa serve per replicare la pratica?

Replicare il Debate come metodologia curricolare non richiede investimenti straordinari in tecnologie. Anzi, e' una delle pratiche didattiche piu low-tech del catalogo Avanguardie Educative: serve un'aula con possibilita di disporre i banchi a confronto, fogli, penne, un cronometro e una giuria formata. I costi reali sono di altra natura.

Il costo principale e' la formazione docenti

La voce significativa e' la formazione iniziale dei docenti referenti: corsi della rete We Debate, percorsi Indire, eventuale partecipazione a tornei come osservatori. Per un istituto che parte da zero, una stima realistica e' di una-due giornate di formazione per il referente principale (talvolta gratuite tramite Indire) piu il tempo del coordinamento interno.

Cosa serve sul piano organizzativo

Serve un docente referente motivato (di norma di italiano, storia, filosofia o lingue straniere), una delibera di collegio che inserisca la metodologia nel PTOF, una progettazione di consiglio di classe che individui le discipline in cui sperimentare il format. Indispensabile anche la continuita pluriennale: un solo anno di sperimentazione non produce risultati visibili. Le scuole che hanno strutturato la pratica parlano di tre-quattro anni per un assestamento.

Quali sono gli errori frequenti e cosa fare se vuoi iniziare nella tua scuola?

L'esperienza delle scuole che hanno provato a introdurre il Debate evidenzia alcuni errori ricorrenti. Conoscerli aiuta a evitare false partenze.

Errore: trattare il Debate come gara o spettacolo

Il rischio piu comune e' presentare il Debate come una competizione fine a se stessa, magari finalizzata alla partecipazione a tornei. La dimensione agonistica esiste ma e' secondaria: il valore didattico sta nell'allenamento sistematico al pensiero critico, alla documentazione delle fonti, all'ascolto attivo dell'avversario. Tornei e campionati arrivano dopo, non prima.

Errore: limitarlo a un'attivita pomeridiana facoltativa

Le esperienze italiane piu strutturate funzionano quando il Debate entra nelle ore curricolari, non come attivita extracurricolare per pochi studenti motivati. La metodologia produce competenze trasversali (cittadinanza, argomentazione, lavoro di squadra) che valgono per tutta la classe.

Errore: improvvisare le mozioni

Le mozioni dei dibattiti vanno scelte con cura: ne' troppo controverse (rischio polarizzazione), ne' troppo banali (nessuno spazio argomentativo). Le mozioni efficaci hanno tesi pro e contro entrambe documentabili e si collegano a contenuti curricolari delle discipline coinvolte (storia contemporanea, attualita scientifica, dilemmi etici, scelte economiche). La rete We Debate e Indire mettono a disposizione raccolte di mozioni gia testate.

Cosa fare se vuoi iniziare nella tua scuola

Tre passi pratici: (1) contattare la rete We Debate o Indire Avanguardie Educative per chiedere materiali e formazione iniziale, identificando un docente referente con motivazione e disponibilita pluriennale; (2) portare in collegio docenti una proposta di sperimentazione su un consiglio di classe pilota (una sola classe terza o quarta), con obiettivi misurabili e tempi triennali; (3) documentare il percorso sul registro elettronico per consolidare la pratica e permettere agli organi collegiali di valutare la prosecuzione. Per inquadrare il Debate nel quadro complessivo delle competenze trasversali, e' utile rileggere le novita del curricolo verticale alla luce delle Indicazioni nazionali 2026/2027 e il primo bilancio della riforma del voto di condotta, che valorizzano esplicitamente le competenze di cittadinanza attiva di cui il Debate e' uno dei principali strumenti didattici.

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Domande frequenti sul Debate come metodologia curricolare

Che differenza c'e' tra Debate scolastico e dibattito generico in classe?

Il Debate scolastico ha regole formali codificate (rete We Debate, IDEA, English Speaking Union): tempi rigorosi per ciascun oratore, ruoli predefiniti, valutazione della qualita argomentativa da parte di una giuria, divieto di ausili tecnologici durante il confronto. Il dibattito generico in classe e' invece libero e non standardizzato. Il Debate scolastico e' una metodologia, non una semplice attivita.

A quale eta si puo iniziare con il Debate?

L'esperienza italiana piu strutturata e' nelle scuole secondarie di secondo grado, dal terzo anno in poi, ma esistono format adattati alla secondaria di primo grado. Per gli istituti che partono, e' consigliabile iniziare con una classe terza di scuola superiore: gli studenti hanno gia maturato basi di scrittura argomentativa e competenze logiche sufficienti.

Il Debate va fatto in italiano o in inglese?

Entrambe le scelte sono possibili. L'ITE Tosi e altre scuole italiane lavorano sia in italiano sia in inglese, con tornei dedicati nelle due lingue. La rete inglese English Speaking Union promuove il Debate in inglese; la rete italiana We Debate sostiene anche le sessioni in italiano. Le competenze trasversali si sviluppano in entrambi i casi.

Serve un'aula speciale per il Debate?

No. Serve solo un'aula in cui i banchi possano essere disposti in modo da far fronteggiare le due squadre, con uno spazio per la giuria. Le aule tradizionali a file vanno benissimo se si possono spostare i banchi. Nessun investimento in tecnologie e' richiesto: il Debate e' una delle metodologie didattiche piu low-tech del catalogo Avanguardie.

Quanto tempo richiede l'avvio in una scuola che parte da zero?

Realisticamente tre anni: il primo di formazione del referente e sperimentazione su una classe pilota; il secondo di estensione ad altre classi; il terzo di consolidamento nel PTOF e prime partecipazioni a tornei. La continuita nel tempo conta piu della dimensione iniziale.

Come si misura il successo della pratica nel medio periodo?

Gli indicatori usati sono: numero di docenti referenti, classi con almeno una sessione documentata, partecipazione a campionati, miglioramento delle competenze argomentative misurato su prove di comprensione del testo e produzione scritta. La valutazione non e' solo agonistica.

Il Debate si puo abbinare ad altre metodologie Avanguardie Educative?

Si. Funziona bene in combinazione con il Service Learning (mozioni su temi della comunita locale), il Flipped Classroom (preparazione delle fonti a casa, dibattito in classe), la Didattica per scenari. L'ITE Tosi come polo regionale Lombardia, in qualita di scuola capofila, promuove proprio l'integrazione tra le 17 idee Avanguardie quando ha senso didattico.

Dove trovo materiali e mozioni gia pronte per partire?

Le fonti istituzionali sono il portale Indire Avanguardie Educative (sezione 'Debate'), il sito della rete italiana We Debate, le pubblicazioni di IDEA e English Speaking Union. Tutti gratuiti o accessibili tramite la rete nazionale.