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Nuove Indicazioni Nazionali primo ciclo: cosa cambia dal 2026/27 e come aggiornare la programmazione

Scritto da Gruppo Spaggiari Parma | 04/09/26, 07:00

Le Nuove Indicazioni Nazionali per il primo ciclo entrano in vigore nell'anno scolastico 2026/27 e chiedono di rileggere il curricolo verticale della scuola dell'infanzia, della primaria e della secondaria di primo grado in chiave di competenze, con nuovi equilibri fra discipline e tempi. Il collegio docenti di settembre è il momento per allineare programmazioni, unità di apprendimento e criteri di valutazione al testo aggiornato, senza stravolgere l'impianto già consolidato ma adeguandolo dove serve.

Cosa cambia con le Nuove Indicazioni Nazionali del primo ciclo

Le Nuove Indicazioni Nazionali riprendono l'impianto del Ministero dell'Istruzione e del Merito del 2012 aggiornandolo su tre assi: rafforzamento delle competenze di base (lettura, scrittura, numeri), integrazione dell'educazione civica e della cittadinanza digitale, orientamento in uscita più strutturato. La bussola resta il Profilo dello studente al termine del primo ciclo; cambiano gli strumenti per raggiungerlo.

Il documento non azzera il curricolo esistente: chiede di verificarne la coerenza rispetto ai traguardi rivisti, di rendere più esplicito il legame fra obiettivi di apprendimento e valutazione per competenze, e di rafforzare la continuità fra i tre segmenti del primo ciclo. Il lavoro operativo di settembre riguarda soprattutto la mappatura dei traguardi disciplinari, la revisione degli obiettivi trasversali e l'aggiornamento delle rubriche valutative.

Per collocare le novità dentro un quadro più ampio, il documento di INDIRE sull'attuazione delle Indicazioni resta un riferimento operativo utile, soprattutto per le scuole che hanno partecipato ai gruppi di ricerca sull'innovazione didattica.

Le principali novità: competenze, discipline, tempi

Le Nuove Indicazioni ridisegnano tre aree in modo più marcato: le competenze chiave europee come cornice trasversale, la ridistribuzione dei tempi fra discipline nucleo e attività di approfondimento, il ruolo dell'educazione civica come asse di cittadinanza attiva.

Competenze chiave e traguardi disciplinari

Le otto competenze chiave europee restano il riferimento e vengono declinate in modo più esplicito nei traguardi disciplinari. Ogni disciplina è chiamata a mostrare come contribuisce alle competenze trasversali (imparare a imparare, competenza personale sociale, cittadinanza), evitando la logica del programma da svolgere in favore di una progettazione per apprendimenti significativi.

Discipline nucleo e attività di approfondimento

Il monte ore complessivo resta quello previsto dagli ordinamenti, ma cambia il peso relativo di alcune aree. Italiano, matematica e lingua straniera confermano la centralità come discipline nucleo; scienze, tecnologia ed educazione civica acquistano maggiore visibilità come laboratori di competenze; le arti, la musica e l'educazione motoria mantengono il ruolo di sviluppo della persona.

Tempi e continuità verticale

Il tema dei tempi è delicato: le Indicazioni chiedono alle scuole di garantire che ogni segmento (infanzia, primaria, secondaria di primo grado) contribuisca al Profilo dello studente in modo progressivo. Questo significa dedicare tempo dedicato alla continuità didattica in verticale, con incontri fra docenti dei tre ordini almeno una volta a quadrimestre.

L'aggiornamento del curricolo verticale non è un adempimento formale: è la mappa didattica dei prossimi anni. Con ClasseViva il collegio docenti può associare i traguardi rivisti alle valutazioni, aggregare le competenze trasversali per periodo e ridurre il carico di rendicontazione a fine quadrimestre.

Come aggiornare il curricolo verticale in coerenza con le Indicazioni

Aggiornare il curricolo verticale in coerenza con le Nuove Indicazioni Nazionali richiede quattro passaggi in sequenza: confronto fra vecchio e nuovo testo sui traguardi, mappatura dei tempi effettivi delle discipline, revisione delle rubriche valutative, integrazione dell'educazione civica come asse trasversale. Il lavoro va organizzato per dipartimenti disciplinari verticali, con un referente curricolo che tiene insieme le decisioni.

Dal confronto testuale alla mappa dei traguardi

Il primo passaggio è tecnico: affiancare il testo delle Indicazioni 2012 e quello aggiornato, evidenziare le variazioni sui traguardi disciplinari, individuare dove il curricolo di istituto è già coerente e dove serve integrare. Molte scuole scoprono che l'impianto regge, ma che alcune formulazioni vanno ricalibrate (in particolare sui traguardi di educazione civica e cittadinanza digitale).

Rubriche valutative e valutazione per competenze

Le rubriche esistenti vanno riviste per riflettere il rinnovato peso delle competenze trasversali. Il consiglio è di partire dalle rubriche di area (linguistico-espressiva, logico-matematica, storico-geografica) e aggiornare gli indicatori senza moltiplicarli: una rubrica utile ha 3-5 dimensioni chiare, non 15 indicatori difficili da osservare.

Per approfondire logica e costruzione del curricolo verticale è disponibile la guida di Spaggiari News: Curricolo verticale: cos'è, a cosa serve e perché le scuole lo stanno riscrivendo. Sull'articolazione operativa delle Indicazioni entrate in vigore, è utile anche la nostra guida operativa per adeguare il curricolo.

Progettazione settembre: passi operativi per il collegio docenti

Il collegio docenti di settembre può governare l'aggiornamento in tre sedute distribuite fra la prima e la seconda quindicina del mese. La prima seduta condivide il quadro generale delle novità; la seconda approva la revisione del curricolo verticale per dipartimenti; la terza delibera il PTOF triennale aggiornato e il piano di formazione docenti.

Prima seduta: quadro generale e mandato ai dipartimenti

All'inizio dell'anno il collegio riceve una relazione sintetica sulle Nuove Indicazioni preparata dal referente curricolo o dalla funzione strumentale POF. La relazione confronta il testo aggiornato con l'impianto attuale della scuola e propone un mandato ai dipartimenti disciplinari verticali per la revisione entro la fine di ottobre.

Seconda seduta: approvazione revisione curricolo

Nella seconda seduta i dipartimenti presentano la proposta di revisione del curricolo verticale: nuove formulazioni dei traguardi, rubriche valutative aggiornate, integrazione dell'educazione civica. Il collegio delibera l'adozione e il consiglio di istituto la recepisce nel PTOF.

Terza seduta: PTOF, valutazione e piano di formazione

La terza seduta chiude il cerchio: PTOF triennale aggiornato, criteri di valutazione, piano di formazione docenti orientato alle competenze richieste dalle Nuove Indicazioni. Il piano di formazione può prevedere percorsi INDIRE, gruppi di ricerca in verticale con altre scuole del territorio, formazione interna sulle rubriche.

Sul fronte degli strumenti, il registro elettronico ClasseViva di Spaggiari consente di associare i traguardi rivisti alle valutazioni e di aggregare le competenze trasversali per periodo, riducendo il lavoro di rendicontazione a fine quadrimestre.

Errori frequenti nel recepimento delle nuove Indicazioni e cosa fare se il curricolo non è allineato

Cinque errori ricorrono con maggior frequenza nell'aggiornamento del curricolo: considerarlo un adempimento formale, moltiplicare gli indicatori nelle rubriche, saltare la fase di confronto verticale fra ordini, ignorare l'educazione civica come asse trasversale, non aggiornare la valutazione delle competenze.

Errore 1: trattare il curricolo come adempimento burocratico

Il curricolo aggiornato non è un documento da protocollare e archiviare: è la mappa didattica della scuola per i prossimi anni. Se il collegio lo approva senza confronto reale nei dipartimenti, l'aggiornamento non produce cambiamento in aula. La soluzione è dedicare tempo strutturato al lavoro dei dipartimenti verticali, con verbale delle scelte compiute.

Errore 2: rubriche con troppi indicatori

Rubriche con 10-15 indicatori sono difficili da usare: i docenti finiscono per non compilarle o per riempirle in modo meccanico. Meglio 3-5 dimensioni chiare per ogni competenza, con descrittori osservabili in situazioni didattiche concrete.

Errore 3: saltare la continuità verticale

Se infanzia, primaria e secondaria di primo grado lavorano in silos, il curricolo verticale resta un documento sulla carta. Va organizzato almeno un incontro fra i tre ordini in ogni quadrimestre, con focus su una competenza chiave per volta.

Cosa fare se il curricolo non è allineato entro settembre

Non è realistico chiudere tutto a settembre. Un percorso credibile prevede: settembre-ottobre analisi e proposta dei dipartimenti, novembre-dicembre delibera collegio e recepimento consiglio di istituto, gennaio-giugno prima applicazione con monitoraggio, giugno riepilogo e correzioni. L'aggiornamento è un processo di un anno scolastico, non di una seduta.

Domande frequenti sulle Nuove Indicazioni Nazionali primo ciclo

Le Nuove Indicazioni sostituiscono quelle del 2012?

No, le aggiornano. L'impianto complessivo del Profilo dello studente e delle competenze chiave resta; cambiano alcune formulazioni dei traguardi, il peso di alcune discipline e l'articolazione dell'educazione civica. Il curricolo di istituto va rivisto, non riscritto integralmente.

Entro quando bisogna aggiornare il curricolo verticale?

Il testo non fissa una scadenza rigida, ma la logica dell'anno scolastico suggerisce di delineare le linee guida a settembre, deliberare la revisione entro novembre-dicembre e applicare il curricolo aggiornato dal secondo quadrimestre. Documentare i passaggi nei verbali del collegio docenti e del consiglio di istituto.

Cosa cambia per la valutazione degli apprendimenti?

La valutazione resta ancorata ai criteri del Ministero dell'Istruzione e del Merito, ma le rubriche vanno riviste per riflettere il rinnovato peso delle competenze trasversali. La valutazione dei livelli di padronanza al termine della primaria e della secondaria di primo grado va allineata al nuovo Profilo dello studente.

L'educazione civica pesa di più?

L'educazione civica mantiene la posizione di asse trasversale integrato nelle discipline, ma acquista maggiore visibilità come dimensione di cittadinanza attiva e digitale. Non è una nuova disciplina autonoma: è un asse che attraversa il curricolo con propri traguardi e criteri di valutazione condivisi.

Come coinvolgere i docenti nel processo di aggiornamento?

Il lavoro nei dipartimenti verticali è la chiave. Un referente curricolo o funzione strumentale può facilitare gli incontri, ma la revisione dei traguardi va fatta dai docenti che li useranno. Prevedere ore riconosciute per il lavoro di dipartimento e restituzioni pubbliche in collegio aumenta la partecipazione.

Serve formazione specifica sulle Nuove Indicazioni?

Sì, soprattutto per i docenti neoassunti e per chi non ha partecipato ai gruppi di ricerca INDIRE. Sono disponibili percorsi sull'Osservatorio sull'innovazione didattica e sui movimenti Avanguardie Educative, oltre alla formazione interna organizzata dalla scuola sulle rubriche valutative.

Come si documenta l'aggiornamento del curricolo nel PTOF?

Il PTOF triennale va aggiornato entro dicembre con la sezione curricolo revisionata. Documentare in verbale del collegio docenti la delibera, indicare le tempistiche di applicazione, integrare il piano di formazione. Il consiglio di istituto recepisce il PTOF aggiornato con propria delibera.

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