Il 4 settembre 2026 il Ministero dell'Istruzione e del Merito ha trasmesso alle scuole i "Primi orientamenti per la progettazione curricolare finalizzata al passaggio al nuovo ordinamento degli istituti tecnici": 27 pagine che spiegano come leggere il nuovo curricolo e come tradurlo in curricolo di istituto. Non contengono i quadri orari, già definiti dal DM 29/2026, e non contengono gli obiettivi di apprendimento per indirizzo, rinviati alle Linee guida. Le classi prime 2026/27 sono già nel nuovo ordinamento: qui cosa c'è nel documento, cosa manca e cosa decidere nei collegi di settembre.
Gli Orientamenti sono un documento di indirizzo della Direzione generale per l'istruzione tecnica e professionale che accompagna l'avvio del nuovo ordinamento previsto dal D.L. 144/2022 (art. 26 e 26-bis, come modificati dal D.L. 45/2025) e dal DM 29/2026 sui quadri orari. Arrivano ora perché le classi prime 2026/27 seguono già il nuovo assetto e i collegi devono deliberare il curricolo di istituto senza attendere le Linee guida.
In sintesi. Il documento trasmesso dal Ministero il 4 settembre 2026 è organizzato in tre parti: identità e profilo educativo, culturale e professionale (PECuP) dei nuovi istituti tecnici; innovazioni ordinamentali, dal curricolo nazionale al curricolo di istituto, con ambiti disciplinari, quote e verticalità; assetti didattici del primo biennio, con Scienze sperimentali, Elementi di base dell'indirizzo e Tecnologie di base.
Cosa non disciplina. Il testo stesso precisa che non definisce gli obiettivi di apprendimento per indirizzo, articolazione e disciplina: quelli arriveranno con apposite Linee guida. Non riporta i quadri orari, che restano quelli del DM 29/2026.
A chi serve. Dirigenti, dipartimenti e referenti PTOF degli istituti tecnici, che devono deliberare il curricolo di istituto delle classi prime 2026/27 e impostare la progettazione interdisciplinare del primo biennio.
Il documento va letto insieme ai quadri orari già analizzati nell'articolo sulla riforma degli istituti tecnici 2026/27 e i quadri orari del primo biennio e nell'approfondimento sulla revisione dei quadri orari: qui non ripetiamo le tabelle, l'oggetto sono i criteri con cui usarle. La base normativa (D.L. 144/2022, Allegati 2-bis e 2-ter) è su Normattiva.
Il filo conduttore è il modello TVET: doppia transizione digitale ed ecologica, superamento della separazione tra teoria e pratica, verticalità verso ITS Academy, lauree professionalizzanti e STEM. Il Ministero insiste su un punto: la riduzione delle ore in alcune discipline non va letta come compressione dei saperi, ma come richiesta di individuare i nuclei fondanti e integrare le discipline. Che ciò sia realizzabile a organici e tempi dati è una valutazione che spetta a ogni collegio.
La parte seconda distingue il curricolo nazionale (traguardi inderogabili, discipline, monte ore, classi di concorso) dal curricolo di istituto, lo spazio in cui la scuola personalizza il percorso. Tre strumenti fanno da cerniera.
Ambiti disciplinari. Raggruppamenti di insegnamenti affini (per esempio le Scienze sperimentali) pensati per la progettazione comune, non nuove materie: il documento chiede di lavorare sui nuclei fondanti dell'ambito e non sulla somma dei programmi.
Quota dell'area di indirizzo flessibile. Serve a potenziare insegnamenti, attivare opzionali o laboratori specialistici e costruire una "Area territoriale" facoltativa da integrare nel PTOF. Le vecchie opzioni del dPR 88/2010 non sono più ordinamentali: chi le usava deve ripensarle dentro questa quota, che si somma alle quote di autonomia e flessibilità degli Allegati 2-bis e 2-ter.
Verticalità 2+2+1. Il curricolo va progettato come un percorso unico, non come tre segmenti.
Accoglienza, orientamento e obbligo di istruzione, con una novità: gli Elementi di base dell'indirizzo portano i nuclei fondanti della specializzazione già in prima. Il documento apre alla possibilità di anticipare la formazione scuola-lavoro (FSL) dal secondo anno, scelta che resta della scuola.
Nel secondo biennio entrano articolazioni e specializzazione; il quinto anno è anno di sintesi e transizione (CLIL, flessibilità, raccordo con l'istruzione terziaria). Gli obiettivi del triennio devono essere visibili già nel biennio, evitando sovrapposizioni con gli Elementi di base.
Il raccordo con ITS Academy, università e sistema produttivo è collocato "dal primo anno": accordi di rete, comitati tecnico-scientifici e collaborazioni territoriali entrano nel PTOF 2026/27, con una governance che il documento descrive ma non prescrive. Sulla logica della progettazione per tappe può essere utile la lettura su cos'è il curricolo verticale e perché le scuole lo stanno riscrivendo.
Progettare per ambiti e per UDA richiede che dipartimenti diversi lavorino sullo stesso formato di curricolo, rubriche e prove. Con PLS di Spaggiari la scuola costruisce il curricolo di istituto, le unità di apprendimento e le rubriche di competenza in un ambiente condiviso, collegato al registro elettronico e riutilizzabile dai consigli di classe.
La parte terza, la più operativa, riguarda solo il primo biennio. Il metodo indicato è la didattica centrata sullo studente: metodologie attive, apprendimento per indagine, problem solving e "progettazione a ritroso", cioè partire dai traguardi di competenza per definire prove e attività.
Scienze sperimentali. L'ambito integra Fisica, Chimica, Biologia e Scienze della Terra e va progettato come insieme, non per compartimenti. Il documento suggerisce collegamenti con gli Elementi di base dell'indirizzo (Agrobiologia, Chimica applicata, Fisica applicata, Geografia turistica ed economica, a seconda del settore): dipartimento di scienze e dipartimento di indirizzo devono progettare insieme, non in sequenza.
Elementi di base dell'indirizzo. È l'innovazione che il Ministero considera più significativa, prevista dall'Allegato 2-ter del D.L. 144/2022 come introdotto dal D.L. 45/2025. Supera la separazione tra biennio generalista e triennio professionalizzante. Tre finalità: consolidare la scelta o consentire un riorientamento precoce; introdurre subito la didattica laboratoriale; fare da baricentro della progettazione interdisciplinare. Criteri per i dipartimenti: modularità, verticalità rispetto al triennio, integrazione con Scienze sperimentali, Tecnologie di base e area generale.
Tecnologie di base (settore tecnologico-ambientale). Comprendono Tecnologie dell'informazione e della comunicazione (TIC) e Tecnologie e tecniche di rappresentazione grafica (TTRG), lette come flusso unico dal dato al progetto. Tre modelli di organizzazione temporale. Il primo, "propedeuticità sequenziale", colloca le TIC solo al primo anno e le TTRG al secondo, e riguarda gli indirizzi Meccanica, meccatronica ed energia, Elettronica ed elettrotecnica, Costruzioni, ambiente e territorio, Agraria, agroalimentare e agroindustria, Trasporti e logistica, Sistema moda. Il secondo prevede solo TTRG su entrambi gli anni per Informatica e telecomunicazioni e Grafica e comunicazione, dove l'informatica è già negli Elementi di base. Il terzo, "integrazione parallela", riguarda Chimica, materiali e biotecnologie: TIC al primo anno e TTRG su entrambi gli anni. Il dipartimento deve verificare nel quadro orario del proprio indirizzo quale dei tre si applica.
Lo strumento di progettazione indicato è l'unità di apprendimento (UDA) costruita a ritroso: prerequisiti, situazione-problema o compito autentico, obiettivi, rubriche di competenza, prova autentica, riflessione metacognitiva. Il documento non fissa numero né durata delle UDA; chiede compiti di realtà che richiedano l'apporto di più discipline. Anche i temi trasversali (STEM, analisi dei dati, intelligenza artificiale, economia circolare, efficientamento energetico, internazionalizzazione) sono proposti come contenuti delle UDA, non come nuove materie. Anche qui lo schema è orientativo: la scelta spetta al collegio.
Il documento non contiene un calendario; l'avvio dell'anno permette però di distinguere ciò che non può aspettare da ciò che può.
Da deliberare nei primi collegi di settembre. L'assetto del curricolo di istituto delle classi prime: insegnamenti e classi di concorso degli Elementi di base; uso della quota flessibile; modello di Tecnologie di base applicabile; composizione dei dipartimenti per ambito e tempi di co-progettazione; eventuale Area territoriale. Sono decisioni che condizionano orario, cattedre e consigli di classe.
Da impostare entro ottobre. Le prime UDA interdisciplinari, le rubriche condivise, la valutazione delle prove autentiche e l'aggiornamento del PTOF. Qui il documento dà criteri, non modelli: conviene partire da una UDA per indirizzo e allargare dopo la prima verifica.
Cosa può attendere le Linee guida. Gli obiettivi di apprendimento per disciplina e indirizzo, la progettazione di dettaglio di secondo biennio e quinto anno, i raccordi formali con ITS Academy e università: il Ministero li rinvia alle Linee guida, e deliberarli oggi espone al rischio di doverli riscrivere. Meglio lavorare sui nuclei fondanti e tenere le programmazioni di dettaglio come documenti di dipartimento rivedibili.
Un documento di 27 pagine non si legge in plenaria. Tre passaggi praticabili: il dirigente o il referente PTOF prepara una sintesi di due pagine con decisioni richieste e scadenze interne; i dipartimenti di indirizzo e di scienze leggono la parte terza e formulano una proposta congiunta su Elementi di base, Scienze sperimentali e prima UDA; il collegio delibera l'assetto del curricolo e rinvia a ottobre la validazione delle UDA. Le riunioni per ambito, con docenti di discipline diverse allo stesso tavolo, sono la condizione che il documento dà per scontata e che richiede una scelta organizzativa esplicita. Sul piano degli strumenti, UDA e rubriche condivise si possono impostare a livello di dipartimento e riusare nei consigli di classe, con modelli di istituto o con una piattaforma di progettazione, purché il formato sia unico.
Il primo errore è trattare gli Orientamenti come una norma: le fonti vincolanti restano il D.L. 144/2022 e il DM 29/2026. Il secondo è il contrario: ignorarli in attesa delle Linee guida, quando le classi prime sono già partite. Il terzo è ricostruire il vecchio biennio con nomi nuovi, per esempio usando gli Elementi di base come riproposizione di Scienze e tecnologie applicate, o riproponendo le opzioni del dPR 88/2010 fuori dalla quota flessibile. Il quarto è progettare le Scienze sperimentali come tre programmi paralleli. Il quinto è caricare le UDA di tutti i temi trasversali insieme.
Le delibere di giugno e luglio, adottate sulla base del DM 29/2026, restano valide. Se il collegio riscontra incoerenze, può integrarle nella prima seduta di settembre con una modifica motivata, senza annullare il lavoro fatto: gli elementi rivedibili sono di norma Elementi di base, modello di Tecnologie di base e uso della quota flessibile. La stessa procedura servirà per allineare gli obiettivi alle Linee guida. Conviene verbalizzare la scelta di lavorare per nuclei fondanti e rinviare il dettaglio, così che la revisione successiva risulti coerente.
Un documento di 27 pagine trasmesso alle scuole il 4 settembre 2026 che spiega come progettare il curricolo di istituto nel nuovo ordinamento: identità e PECuP, innovazioni ordinamentali, assetti didattici del primo biennio.
No. Sono indicazioni per la progettazione. Le fonti vincolanti sono il D.L. 144/2022 con i suoi allegati e il DM 29/2026; il collegio dei docenti resta l'organo che delibera il curricolo di istituto.
Gli Orientamenti danno criteri generali e descrivono la struttura del curricolo. Le Linee guida conterranno gli obiettivi di apprendimento per indirizzo, articolazione e disciplina: il documento precisa espressamente di non disciplinarli.
Entrano gli Elementi di base dell'indirizzo; le Scienze sperimentali diventano un ambito integrato; nel settore tecnologico le Tecnologie di base seguono uno dei tre modelli di organizzazione di TIC e TTRG previsti per l'indirizzo.
Il documento le indica come strumento privilegiato nel primo biennio, ma non fissa numero né durata: quantità e formato sono scelte del collegio e dei dipartimenti.
Come ambito unico che integra Fisica, Chimica, Biologia e Scienze della Terra attorno a nuclei fondanti, con collegamenti agli Elementi di base. Il monte ore resta quello del DM 29/2026.
Il documento non indica una data: afferma solo che gli obiettivi di apprendimento saranno sviluppati in apposite Linee guida. Fino ad allora la progettazione di dettaglio va tenuta rivedibile.
La delibera resta valida. Se emergono incoerenze, il collegio può integrarla nella prima seduta di settembre con una modifica motivata su Elementi di base, Tecnologie di base e quota flessibile, rinviando gli obiettivi disciplinari alle Linee guida.
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