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Come preparare la classe al rientro di settembre 2026: guida per docenti

Scritto da Gruppo Spaggiari Parma | 02/08/26, 07:00

La prima settimana di scuola per un docente non inizia il giorno in cui gli studenti entrano in aula: comincia con le riunioni preliminari di fine agosto e prosegue con la costruzione del patto formativo, la calibrazione della programmazione, l'accoglienza dei nuovi studenti e delle loro famiglie. Riorganizzare tutto questo in pochi giorni è un lavoro complesso, ma è anche il momento in cui si costruiscono le basi dell'intero anno scolastico. Questa guida ricostruisce le attività cardine del rientro di settembre 2026 per docenti di primaria e secondaria, con i riferimenti normativi principali del Testo Unico e alcune indicazioni pratiche su come organizzare le prime lezioni, la programmazione annuale e la relazione con la classe.

Cosa cambia per il docente nella prima settimana di scuola 2026/2027?

Nella prima settimana i docenti devono partecipare al collegio docenti di apertura, alle riunioni di dipartimento e ai consigli di classe di programmazione, mentre in parallelo definiscono il patto formativo, aggiornano la programmazione disciplinare e preparano l'accoglienza degli studenti. Rispetto al 2025/2026, cambiano soprattutto gli strumenti operativi legati alle nuove Indicazioni nazionali per il primo ciclo, che entrano in vigore proprio da settembre 2026 e richiedono un aggiornamento della progettazione per competenze.

L'anno scolastico 2026/2027 si apre con un calendario che varia tra le regioni italiane, in genere tra il 7 e il 15 settembre, secondo le determinazioni delle Giunte regionali. Per un quadro dettagliato dei calendari regione per regione è utile fare riferimento all'articolo di sintesi del blog: Inizio scuola settembre 2026: calendario regione per regione.

Le riunioni preliminari: collegio docenti, dipartimenti, consigli di classe

Le riunioni preliminari sono il primo appuntamento del rientro. Il collegio docenti, disciplinato dagli articoli 7 e 41 del Testo Unico DPR 297/1994, viene convocato dalla dirigenza scolastica in genere nella prima settimana di settembre. All'ordine del giorno figurano l'approvazione del Piano annuale delle attività, la definizione delle articolazioni funzionali del collegio (dipartimenti, commissioni), la nomina dei coordinatori di classe e dei referenti, oltre alla verifica del PTOF. Fonte istituzionale: Normattiva - DPR 297/1994, Testo Unico.

Riunioni di dipartimento

Le riunioni di dipartimento raggruppano i docenti per aree disciplinari (lingue, area scientifica, area umanistica, ecc.) e servono a definire gli obiettivi minimi disciplinari, le prove comuni, i criteri di valutazione e le linee comuni di programmazione. È qui che si costruisce la coerenza verticale tra classi parallele e tra ordini di scuola diversi. Sono in genere convocate dopo il collegio di apertura e prima dei consigli di classe.

Consigli di classe di programmazione

I consigli di classe della prima settimana sono di sola componente docente e servono ad analizzare la situazione di partenza della classe, condividere i profili degli studenti, definire i progetti didattici trasversali e programmare le uscite e le attività integrative. Per le classi nuove, come le prime della primaria o della secondaria, il consiglio si concentra sul progetto accoglienza. Per le classi in continuità, si parte dagli esiti dello scrutinio di giugno.

Progettazione delle prime lezioni: patto formativo e regole di classe

Le prime lezioni non sono lezioni ordinarie. Il primo obiettivo del docente è costruire il gruppo classe e definire il patto formativo, ovvero l'accordo esplicito tra docenti, studenti e famiglie sugli obiettivi, i metodi di lavoro, i criteri di valutazione e le regole di convivenza. Nella secondaria di secondo grado il patto formativo è obbligatorio ed è disciplinato dal DPR 235/2007. Nella primaria e nella secondaria di primo grado è una prassi diffusa, anche se non formalizzata dallo stesso decreto.

Nella pratica, la prima settimana di lezione conviene dedicarla ad attività di conoscenza reciproca (specialmente nelle prime classi), a un ripasso strutturato dei prerequisiti disciplinari (specialmente nelle classi in continuità) e alla presentazione del programma annuale con obiettivi, metodi e criteri di valutazione. Un errore frequente è partire subito con nuovi contenuti disciplinari: lo studente ha bisogno di un breve periodo di orientamento cognitivo e relazionale.

Un registro elettronico integrato per il rientro di settembre. ClasseViva, il registro elettronico di Spaggiari utilizzato ogni giorno da oltre 4,5 milioni di utenti tra docenti, studenti e famiglie, mette a disposizione strumenti per la programmazione didattica, la gestione delle prime lezioni, la comunicazione con le famiglie e la condivisione dei documenti del consiglio di classe. Nelle prime settimane di scuola, questo si traduce in un canale ordinato per patto formativo, programmazioni disciplinari e circolari organizzative. Scopri ClasseViva.

Accoglienza degli studenti nuovi e delle famiglie

L'accoglienza è una fase progettuale a sé, particolarmente rilevante nelle classi prime della primaria, nelle prime della secondaria di primo grado e nelle prime della secondaria di secondo grado. In queste tre soglie il passaggio è più delicato: lo studente cambia contesto, docenti, compagni e a volte anche città. Le scuole più organizzate prevedono un progetto accoglienza articolato su due o tre giorni con visite guidate agli spazi, presentazione dei docenti, laboratori di conoscenza, incontri con le famiglie.

Per le famiglie, il primo incontro dell'anno è in genere un incontro informativo (non un colloquio individuale) in cui la dirigenza scolastica e i coordinatori di classe illustrano il piano dell'offerta formativa, i criteri di valutazione, le modalità di comunicazione scuola-famiglia e gli strumenti digitali del registro elettronico. Nel Gruppo Spaggiari il registro elettronico ClasseViva è tra gli strumenti più utilizzati dalle scuole italiane per la comunicazione istituzionale con le famiglie.

Programmazione annuale: come strutturarla nelle prime settimane

La programmazione annuale è il documento in cui il docente traduce le Indicazioni nazionali (per la primaria e la secondaria di primo grado) o le Linee guida ministeriali (per la secondaria di secondo grado) in obiettivi di apprendimento, competenze attese, contenuti disciplinari, metodologie e criteri di valutazione. Per l'anno 2026/2027 la programmazione della primaria e della secondaria di primo grado deve tenere conto delle nuove Indicazioni nazionali per il primo ciclo, entrate in vigore proprio da settembre 2026. Ulteriore approfondimento sui progetti didattici della rete Indire è disponibile su Indire.it.

Struttura consigliata della programmazione

Una programmazione annuale efficace è organizzata su unità di apprendimento trimestrali o quadrimestrali, con obiettivi misurabili, prove di verifica programmate (almeno due scritte e due orali per quadrimestre nelle discipline con voto unico) e attività di recupero e potenziamento integrate nel percorso ordinario. Molte scuole adottano modelli comuni di programmazione condivisi tra i docenti dello stesso dipartimento, per garantire coerenza tra classi parallele.

Coordinamento con il PTOF

La programmazione del singolo docente si inserisce nel Piano Triennale dell'Offerta Formativa dell'istituto. La coerenza tra programmazione individuale, programmazione di dipartimento, programmazione di classe e PTOF va verificata nelle prime riunioni di settembre. In assenza di coerenza si rischia una frammentazione della progettazione che poi si riflette sulla valutazione finale degli studenti.

Errori frequenti nel rientro / Cosa fare se la classe è disomogenea

Il primo errore diffuso è iniziare subito con contenuti disciplinari senza dedicare tempo alla conoscenza reciproca e alla costruzione del gruppo classe. Il secondo è programmare le prime verifiche già nella seconda settimana: il rischio è di misurare la fatica del rientro anziché le competenze effettive. Il terzo è considerare il patto formativo una formalità burocratica invece che uno strumento operativo di lavoro. Il quarto è sottovalutare il ruolo delle famiglie nelle prime settimane, quando la comunicazione scuola-famiglia è più densa e serve a costruire fiducia.

Cosa fare se la classe è disomogenea: quando arrivano da percorsi diversi, con prerequisiti differenti (frequente nelle prime della secondaria di secondo grado), è utile prevedere una fase iniziale di prove di ingresso non valutative (test diagnostici) per mappare i livelli reali. Sulla base della mappatura, il consiglio di classe può articolare gruppi di lavoro differenziati, attivare interventi di consolidamento nelle prime quattro-sei settimane e concordare con i colleghi le prove comuni da somministrare a metà del primo quadrimestre.

Per un approfondimento sulla dimensione emotiva del rientro, non solo per i docenti ma anche per gli studenti, il blog Spaggiari News ha pubblicato una riflessione dedicata: Perché settembre fa paura ai bambini (e ai grandi): come accompagnare il rientro.

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Domande frequenti sul rientro settembre 2026

Quando si convoca il collegio docenti di apertura?
Il collegio docenti di apertura è convocato dalla dirigenza scolastica in genere entro la prima settimana di settembre, con almeno cinque giorni di preavviso e ordine del giorno pubblicato. Le date esatte variano per istituto, ma quasi sempre precedono l'inizio delle lezioni.

Il patto formativo è obbligatorio anche nella primaria?
Nella primaria e nella secondaria di primo grado il patto formativo non è obbligatorio nella forma prescritta dal DPR 235/2007 (che riguarda la secondaria di secondo grado), ma è una prassi consolidata e raccomandata dalla dirigenza scolastica di molti istituti come strumento di corresponsabilità educativa.

Devo aggiornare la programmazione con le nuove Indicazioni nazionali?
Sì, se insegni nella scuola primaria o nella secondaria di primo grado. Le nuove Indicazioni nazionali per il primo ciclo entrano in vigore da settembre 2026 e richiedono un adeguamento delle programmazioni disciplinari, in particolare sugli obiettivi di apprendimento e sui traguardi di competenza.

Quante prove di verifica devo programmare per il primo quadrimestre?
Non esiste una norma nazionale che fissi un numero minimo per ordine e disciplina. La prassi consolidata prevede almeno due prove scritte e due orali per quadrimestre nelle discipline con voto unico, ma il consiglio di classe e il dipartimento definiscono i criteri specifici per l'istituto in coerenza con il PTOF.

Come organizzo l'accoglienza in una classe prima della secondaria?
Un progetto accoglienza tipico dura da due a tre giorni e include la visita degli spazi, la presentazione dei docenti, un'attività di conoscenza reciproca strutturata (non un semplice giro di nomi), la presentazione del regolamento e del patto formativo, e un incontro con le famiglie nel pomeriggio del primo o del secondo giorno.

Cosa fare se un docente non è ancora stato nominato all'inizio delle lezioni?
Se il posto è scoperto, la dirigenza scolastica attiva le supplenze temporanee attingendo dalle graduatorie provinciali (GPS) o di istituto. Il consiglio di classe integra il docente supplente non appena arriva, aggiornandolo sulla programmazione e sui progetti di classe già definiti.

Il coordinatore di classe è obbligatorio?
Il coordinatore di classe non è una figura prevista da una norma di legge nazionale, ma è una prassi organizzativa consolidata in quasi tutti gli istituti secondari. Viene nominato dalla dirigenza scolastica su indicazione del consiglio di classe e ha funzioni di raccordo tra docenti, studenti e famiglie.