Con gli scrutini finali di giugno 2026 si è chiuso il secondo anno scolastico di piena applicazione della Legge 1 ottobre 2024, n. 150, che ha ridisegnato la valutazione del comportamento nelle scuole secondarie di primo e secondo grado. Il passaggio operativo più delicato riguarda la sospensione del giudizio nel secondo ciclo per gli studenti con voto di condotta pari a sei decimi. In questo articolo ricostruiamo la procedura passo passo per docenti, coordinatori di classe e dirigenti, in vista degli adempimenti dell'estate e dell'accertamento a inizio anno.
La sospensione del giudizio per condotta si applica agli studenti della scuola secondaria di secondo grado che, in sede di scrutinio finale, riportano una valutazione del comportamento pari a sei decimi. In questa situazione il consiglio di classe non delibera immediatamente l'ammissione alla classe successiva: sospende il giudizio e assegna allo studente un elaborato critico in materia di cittadinanza attiva e solidale. È quanto stabilito dalla Legge 150/2024, che ha modificato il Decreto legislativo 62/2017. Un voto inferiore a sei decimi determina invece la non ammissione diretta alla classe successiva o all'esame di Stato.
La sospensione del giudizio nasce nel verbale di scrutinio finale. Il consiglio di classe, dopo aver esaminato il quadro complessivo dello studente, delibera l'attribuzione del sei in condotta, motiva la scelta in riferimento agli episodi rilevati durante l'anno e verbalizza contestualmente la sospensione del giudizio. Nel verbale devono comparire in modo chiaro il voto assegnato, il richiamo espresso alla Legge 150/2024 è la conseguente assegnazione dell'elaborato critico in materia di cittadinanza attiva e solidale. La delibera indica anche l'oggetto dell'elaborato, i tempi di consegna previsti e la data indicativa entro cui il consiglio di classe si riunira per valutarlo prima dell'avvio del nuovo anno scolastico.
Tre livelli richiedono attenzione: la corrispondenza tra registro elettronico e verbale cartaceo (voto identico nelle due fonti, con la stessa dicitura di sospensione); la comunicazione ufficiale alla famiglia, tramite i canali istituzionali con voto, sospensione del giudizio e indicazioni per l'elaborato; la tracciabilità nell'archivio della scuola, con conservazione della delibera nel fascicolo dello studente per l'intero anno successivo, in previsione di eventuali contestazioni.
La Legge 150/2024 introduce l'elaborato critico come strumento educativo di riparazione, non come sanzione ulteriore. Il consiglio di classe definisce il tema in coerenza con gli episodi che hanno determinato il voto di sei e con il percorso di educazione civica già svolto durante l'anno. La formula usata dalla norma è "cittadinanza attiva e solidale", non "prova di cittadinanza" o "colloquio istituzionale": la finalità è far riflettere lo studente sui comportamenti, sulle conseguenze e sui principi costituzionali rilevanti nella vicenda concreta.
Il consiglio di classe indica in genere l'argomento centrale (rispetto della persona, responsabilità nella comunità scolastica, tutela del personale, uso corretto di dispositivi e spazi comuni), l'estensione minima, i materiali di partenza (Costituzione, manuali di educazione civica, regolamento di istituto) e le modalità di consegna. La discussione avviene, come precisato dalla norma, in sede di accertamento del recupero delle carenze formative previsto dal DPR 122/2009, collocato nella settimana zero di settembre.
La comunicazione alle famiglie è uno dei punti in cui più spesso si verificano contestazioni. La scuola non è tenuta a comunicare motivazioni educative in tempo reale, ma la sospensione del giudizio con voto di condotta pari a sei decimi va notificata subito dopo la pubblicazione degli esiti nella stessa cornice temporale prevista per le comunicazioni sugli scrutini finali. Il documento minimo comprende: voto di condotta finale, indicazione della sospensione del giudizio, riferimento normativo alla Legge 150/2024, oggetto sintetico dell'elaborato critico, indicazioni operative per lo studente (materiali consigliati, estensione, formato, data di consegna, data prevista per la discussione).
La comunicazione utilizza un tono equilibrato e informativo. Evitare formule allarmistiche verso lo studente: la sospensione del giudizio è una procedura tecnica prevista dalla norma, non una pronuncia definitiva. Il coordinatore di classe resta il riferimento della famiglia per chiarimenti durante l'estate e per la tempistica della discussione a settembre. Per studenti minori con genitori separati, la comunicazione va inviata a entrambi i genitori con diritto di informazione.
Il ruolo del consiglio di classe non si esaurisce con lo scrutinio. Nelle settimane successive il coordinatore mantiene aperto un canale di supporto per chiarimenti sul tema dell'elaborato, senza correggerlo o guidarlo passo passo: la responsabilità del testo resta dello studente, che deve dimostrare di aver riflettuto sui comportamenti oggetto della delibera. In alcune scuole viene messo a disposizione un pacchetto di materiali di lettura consigliati, spesso curato dal docente di educazione civica o di storia, con brani della Costituzione, articoli del regolamento di istituto e testi divulgativi di riferimento.
Il coordinatore di classe verifica inoltre che la famiglia abbia ricevuto la comunicazione, che lo studente abbia accesso ai materiali indicati e che la data di consegna sia stata condivisa. Nel caso in cui la famiglia contatti la scuola per chiedere chiarimenti sul contenuto della delibera, il consiglio di classe può riunirsi in via straordinaria per riformulare l'oggetto dell'elaborato, senza modificare il voto già assegnato. La decisione sul voto in condotta, una volta verbalizzata, è definitiva ed è impugnabile solo con i normali strumenti di ricorso amministrativo previsti dalla legge.
La procedura si chiude nella settimana precedente l'inizio delle lezioni con la discussione dell'elaborato in sede di consiglio di classe. Il consiglio esamina il testo consegnato, valuta la riflessione dello studente sui comportamenti, sulle conseguenze e sui principi di cittadinanza richiamati e delibera l'ammissione alla classe successiva. Come precisato dalla Legge 150/2024, la mancata presentazione dell'elaborato prima dell'inizio dell'anno scolastico successivo o la valutazione non sufficiente da parte del consiglio di classe comportano la non ammissione della studentessa o dello studente all'anno scolastico successivo.
La discussione dell'elaborato si svolge insieme all'accertamento del recupero delle carenze formative nelle discipline in cui lo studente ha riportato una insufficienza sanata durante l'estate. La delibera finale, con l'ammissione o la non ammissione, viene verbalizzata e comunicata alle famiglie con la stessa procedura utilizzata per lo scrutinio finale di giugno. Sul piano dell'attribuzione del credito scolastico va ricordato che il punteggio più alto della fascia può essere attribuito solo con voto di condotta pari o superiore a nove decimi: il sei in condotta, anche se risolto positivamente dopo l'elaborato critico, resta un elemento di rilievo nella determinazione del credito finale.
Sulla base delle osservazioni raccolte nei collegi docenti dopo il primo anno pieno di applicazione della Legge 150/2024, alcuni errori si ripetono con una certa regolarita e possono essere prevenuti con una gestione più attenta della procedura.
Se la famiglia contesta il voto, il primo passo e ricostruire in modo trasparente il percorso disciplinare dello studente durante l'anno. Il coordinatore di classe può predisporre un promemoria interno che riepiloghi le annotazioni sul registro elettronico, gli eventuali richiami scritti, i verbali dei consigli di classe intermedi. Se la contestazione riguarda vizi procedurali (mancata comunicazione, mancata motivazione), la scuola può autonomamente riformulare gli atti mantenendo la sostanza della delibera. Se la contestazione riguarda il merito del voto, la famiglia può attivare i normali strumenti di ricorso amministrativo previsti dalla legge, con l'assistenza del proprio consulente di fiducia. In nessun caso la scuola deve modificare il voto di condotta già deliberato per pressione informale della famiglia: la delibera del consiglio di classe può essere annullata solo per vizi di legittimita accertati dagli organi competenti.
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No. La sospensione del giudizio con elaborato critico riguarda le scuole secondarie di secondo grado, come precisato dalla Legge 150/2024. Per la scuola secondaria di primo grado la valutazione del comportamento e espressa in decimi ma non è prevista la procedura di sospensione con elaborato: il voto insufficiente comporta la non ammissione alla classe successiva o all'esame di Stato.
La comunicazione va inviata nella stessa cornice temporale prevista per le comunicazioni sugli scrutini finali, subito dopo la pubblicazione degli esiti a giugno. La scuola utilizza i canali istituzionali con archiviazione documentale e indica il voto, la sospensione del giudizio, l'oggetto dell'elaborato è la data prevista per la discussione a settembre.
La norma prevede che la valutazione avvenga prima dell'inizio dell'anno scolastico successivo. Ritardare la discussione dopo l'avvio delle lezioni non e coerente con la Legge 150/2024. In casi motivati (malattia dello studente, forza maggiore documentata), il consiglio di classe può riunirsi in via straordinaria nei giorni immediatamente successivi all'inizio delle lezioni, ma la posizione dello studente va risolta con rapidita.
La Legge 150/2024 è chiara: la mancata presentazione dell'elaborato prima dell'inizio dell'anno scolastico successivo comporta la non ammissione allo studente all'anno scolastico successivo. La stessa conseguenza si applica se il consiglio di classe valuta l'elaborato come non sufficiente. La delibera di non ammissione va verbalizzata e comunicata alla famiglia con la procedura ordinaria.
La delibera del consiglio di classe può essere impugnata solo attraverso i normali strumenti di ricorso amministrativo previsti dalla legge, con l'assistenza di un consulente di fiducia. La scuola non è tenuta a modificare informalmente il voto è la modifica in autonomia della delibera può comportare rilievi disciplinari nei confronti del dirigente scolastico e del consiglio di classe.
La Legge 150/2024 prevede che il punteggio più alto nella fascia di attribuzione del credito scolastico spettante sulla base della media dei voti possa essere attribuito solo se il voto di comportamento e pari o superiore a nove decimi. Un sei in condotta, anche se risolto positivamente dopo l'elaborato critico, esclude quindi lo studente dalla parte alta della fascia di credito.
Si. La Legge 150/2024 fa riferimento alle scuole secondarie di secondo grado nel loro complesso: licei, istituti tecnici, istituti professionali. La procedura non prevede eccezioni per indirizzo o per tipo di percorso, salvo diverse specificazioni contenute in successivi regolamenti attuativi.
Il coordinatore fornisce chiarimenti sull'oggetto dell'elaborato, sui materiali consigliati e sulla data di consegna. Non deve correggere il testo passo passo o suggerire i contenuti: la finalità educativa dello strumento richiede che lo studente elabori una riflessione personale sui propri comportamenti e sui principi di cittadinanza richiamati.