La sessione di settembre concentra due esami distinti che spesso vengono confusi: l’esame integrativo per chi cambia indirizzo alla secondaria di secondo grado e l’esame di idoneità per studenti in istruzione parentale o iscritti a scuole non paritarie. Guida operativa alla sessione di settembre 2026, con focus su passaggi tra indirizzi e organizzazione delle prove in segreteria. Per la parte generale su chi può sostenere le prove e sulle scadenze annuali si rimanda all’approfondimento normativo sugli esami integrativi e di idoneità 2026.
Sono due percorsi con finalità diverse. L’esame integrativo, secondo la pagina istituzionale del MIM, riguarda lo studente già iscritto a una scuola secondaria di secondo grado che intende passare a una scuola di diverso indirizzo, articolazione od opzione. L’esame di idoneità, invece, verifica l’assolvimento dell’obbligo di istruzione per alunni in istruzione parentale, o consente l’iscrizione a un anno di corso successivo a quello previsto in base all’età. Anche gli alunni ad alto potenziale intellettivo possono chiederlo per anticipare l’iscrizione all’anno successivo senza interrompere la frequenza scolastica.
La sessione di settembre è il momento in cui si concentrano soprattutto gli esami integrativi legati ai passaggi di indirizzo dal terzo anno in poi: come indicato dal MIM, dopo lo scrutinio finale l’esame integrativo deve concludersi prima dell’inizio delle lezioni. Le famiglie e gli studenti che stanno valutando un cambio di percorso lavorano su un orizzonte temporale stretto ed è utile che segreterie e docenti abbiano un quadro chiaro delle procedure.
La finestra di svolgimento non è fissata da un termine nazionale unico, ma dal calendario deliberato da ogni istituto. L’unico vincolo temporale esplicito indicato dal MIM per gli esami integrativi dal terzo anno è la conclusione prima dell’inizio delle lezioni. Nella pratica, la scuola pubblica il calendario delle prove sul proprio sito istituzionale e comunica alle famiglie interessate. Per gli esami di idoneità la scadenza principale è annuale, con domanda entro il 30 marzo e svolgimento entro il 30 giugno; la sessione di settembre è utilizzata di norma per gli integrativi e per situazioni particolari residuate dopo lo scrutinio.
Gli esami di idoneità riguardano principalmente la scuola primaria e la secondaria di primo grado: per la primaria prevedono una prova scritta sulle competenze linguistiche, una prova scritta sulle competenze logico-matematiche e un colloquio; per la secondaria di primo grado prove scritte di italiano, matematica e inglese oltre a un colloquio pluridisciplinare. Gli esami integrativi riguardano invece la secondaria di secondo grado, con procedure diverse tra primo biennio (con interventi didattici integrativi ma senza esame nel senso stretto secondo la pagina MIM) e triennio (con esame integrativo obbligatorio per il passaggio).
Nel dettaglio, gli esami integrativi settembre 2026 riguardano tre tipologie principali di studenti.
Sono la casistica più diffusa a settembre. Dopo lo scrutinio finale, se lo studente decide di iscriversi a una classe corrispondente di un altro percorso, indirizzo, articolazione od opzione della secondaria di secondo grado, l’esame integrativo verte sulle discipline non presenti (o presenti in misura ridotta) nel piano di studi di provenienza. La sede dell’esame è l’istituto in cui lo studente intende proseguire gli studi. Chi passa nel primo biennio, invece, segue la procedura del 31 gennaio e beneficia degli interventi didattici integrativi della scuola di destinazione.
Gli studenti che rientrano da percorsi di studio all’estero e chiedono di iscriversi a una classe della secondaria di secondo grado italiana possono essere sottoposti dalla scuola a un colloquio di accertamento o a un esame integrativo, secondo il quadro definito dagli Uffici scolastici. In alcune situazioni la scuola valuta i titoli di studio già ottenuti; in altre chiede la sostenimento di prove sulle discipline non presenti nel curriculum estero.
Gli alunni in istruzione parentale sostengono ogni anno l’esame di idoneità, con domanda entro il 30 marzo e svolgimento entro il 30 giugno. Gli alunni iscritti a scuole non paritarie iscritte negli albi regionali sostengono l’esame di idoneità solo al termine della quinta classe della primaria oppure in caso di trasferimento in una scuola statale o paritaria.
La sessione di settembre in segreteria richiede canali chiari con le famiglie. ClasseViva, il registro elettronico di Spaggiari, supporta le segreterie nella gestione delle comunicazioni per le sessioni straordinarie: dalla convocazione all’esame integrativo, alla pubblicazione dei calendari, fino all’esito. Un canale digitale unico per docenti, studenti e famiglie durante le fasi critiche di inizio anno. Scopri ClasseViva.
Le materie oggetto dell’esame integrativo dipendono dall’indirizzo di destinazione. In pratica la scuola di destinazione confronta il piano di studi dell’indirizzo di provenienza con quello dell’indirizzo prescelto e identifica le discipline nuove o significativamente diverse. Su queste discipline si concentrano le prove, secondo modalità stabilite dai regolamenti interni dell’istituto.
La prassi diffusa prevede una prova scritta per le materie che comportano competenze operative (per esempio matematica, discipline economiche, tecnologia) e una prova orale per le materie a prevalente componente teorica. Le modalità precise, tuttavia, non sono uniformi a livello nazionale e vanno verificate presso la segreteria della scuola di destinazione. Per gli esami di idoneità della primaria e secondaria di primo grado, invece, le prove sono standard e indicate dalla pagina istituzionale del MIM.
La composizione della commissione d’esame per gli integrativi non è dettagliata dalla pagina istituzionale del MIM sugli esami integrativi. Nella prassi consolidata, la commissione è composta da docenti dell’istituto di destinazione, di norma titolari delle discipline oggetto d’esame, presieduta dal dirigente scolastico o da un suo delegato. Il regolamento interno della scuola può prevedere ulteriori dettagli operativi.
Per DSGA, referenti e assistenti amministrativi la sessione di settembre concentra alcune operazioni sensibili: ricezione delle domande, verifica dei prerequisiti documentali, calendarizzazione delle prove, individuazione della commissione, comunicazione degli esiti in tempo utile per l’iscrizione definitiva alla nuova classe prima dell’inizio delle lezioni.
Le famiglie presentano domanda di ammissione all’esame integrativo alla scuola di destinazione, allegando in genere il documento di identità dello studente, la pagella dell’anno precedente, l’attestazione dell’avvenuta iscrizione o scrutinio nella scuola di provenienza. La modulistica precisa varia per istituto ed è di norma disponibile sul sito della scuola. Se prevista, la scuola raccoglie anche il nulla osta della scuola di provenienza secondo la procedura del cambio scuola. Un approfondimento operativo su nulla osta e trasferimenti è disponibile nell’approfondimento dedicato al cambio scuola estate 2026.
Il calendario delle prove viene deliberato dagli organi collegiali dell’istituto e comunicato per iscritto alle famiglie. Le date devono essere sufficientemente anticipate rispetto all’inizio delle lezioni per consentire, in caso di esito positivo, l’inserimento in classe fin dai primi giorni. Molte segreterie utilizzano il periodo tra il 20 agosto e i primi giorni di settembre, in coincidenza con lo svolgimento anche degli esami di recupero per gli studenti con sospensione del giudizio.
La comunicazione tempestiva ai destinatari è un elemento chiave della sessione di settembre. Il registro elettronico ClasseViva, utilizzato ogni giorno da oltre 4,5 milioni di utenti tra docenti, studenti e famiglie, offre canali digitali per la comunicazione ufficiale tra segreteria e nucleo familiare durante le fasi di ammissione, calendario delle prove ed esito.
La pagina istituzionale del MIM sugli esami integrativi non specifica un elenco chiuso di criteri di valutazione. Nella prassi le commissioni valutano le prove sulla base delle indicazioni nazionali e delle linee guida dell’indirizzo di destinazione, verificando che lo studente abbia le conoscenze, le abilità e le competenze necessarie per inserirsi utilmente nel percorso prescelto. L’esito è tipicamente espresso con valutazioni numeriche disciplinari e con la determinazione finale di ammissione o non ammissione al passaggio.
Se lo studente non supera l’esame integrativo la scuola di destinazione comunica formalmente la non ammissione. Le opzioni concrete sono la ripetizione della classe nell’indirizzo di provenienza, la richiesta di iscrizione a un anno inferiore nell’indirizzo prescelto (con nuovo colloquio o esame) oppure la scelta di un percorso di istruzione e formazione professionale. La segreteria della scuola di provenienza è il primo riferimento per rientrare nella propria classe originaria.
Le segnalazioni ricorrenti nella sessione di settembre riguardano tempistiche, documentazione mancante e disallineamenti tra scuola di provenienza e di destinazione. Ecco i casi più comuni e la loro gestione.
La scuola di destinazione può rigettare la domanda se presentata dopo la scadenza deliberata dall’istituto. Prima di considerare il passaggio bisogna verificare le date pubblicate sul sito della scuola prescelta e, se necessario, contattare direttamente la segreteria per confermare la possibilità di iscrizione a settembre.
Alcune scuole richiedono il nulla osta della scuola di provenienza come documento propedeutico all’esame integrativo. In assenza di nulla osta è opportuno contattare la segreteria di provenienza per attivare la procedura di rilascio. Analoga attenzione per la pagella o l’attestato di frequenza, di norma richiesti allo sportello.
Un errore frequente è chiedere l’esame integrativo per il primo biennio quando la procedura prevista è quella dell’iscrizione entro il 31 gennaio con interventi didattici integrativi. In caso di dubbio è utile chiedere alla scuola di destinazione se il passaggio è gestito come iscrizione con integrazioni o come esame integrativo vero e proprio.
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Quando si svolgono di preciso gli esami integrativi a settembre 2026?
Il MIM non fissa una data unica nazionale. Per gli integrativi dal terzo anno l’unico vincolo esplicito è la conclusione prima dell’inizio delle lezioni. Ogni istituto delibera il proprio calendario e lo comunica alle famiglie: è la segreteria della scuola di destinazione il riferimento per conoscere le date.
Posso passare dallo scientifico al classico a inizio terzo anno?
Sì. Dopo lo scrutinio finale è possibile richiedere l’iscrizione a una classe corrispondente di un altro percorso o indirizzo della secondaria di secondo grado, previo superamento dell’esame integrativo sulle discipline non presenti nel curriculum di provenienza. La domanda va presentata alla scuola di destinazione secondo la sua tempistica.
Che documenti servono per la domanda di ammissione?
La modulistica varia per istituto e va verificata sul sito della scuola. In genere sono richiesti documento di identità dello studente, pagella o attestato dello scrutinio finale, autocertificazione dei dati anagrafici e, se prevista, dichiarazione della scuola di provenienza. La segreteria fornisce l’elenco preciso al momento della richiesta.
Chi paga eventuali costi dell’esame integrativo?
Gli esami sostenuti presso scuole statali non prevedono di norma tasse d’esame a carico della famiglia. Possono essere richieste marche da bollo per la domanda o altri diritti amministrativi secondo la normativa vigente. La segreteria comunica i costi effettivi al momento della presentazione della domanda.
Cosa succede se lo studente non supera l’esame integrativo?
La non ammissione comporta la mancata iscrizione alla classe della scuola di destinazione nell’indirizzo prescelto. Le opzioni operative sono la ripetizione della classe nell’indirizzo di provenienza, la richiesta di iscrizione a un anno inferiore nel nuovo indirizzo (con nuova valutazione) oppure la scelta di un percorso di istruzione e formazione professionale.
L’esame integrativo si può fare più di una volta?
La normativa nazionale non pone un vincolo esplicito sul numero di tentativi. In pratica lo studente non superato può presentare una nuova domanda per una sessione successiva (in genere non oltre l’inizio delle lezioni) o riorientare il proprio percorso di studio verso un altro indirizzo o istituto. La scuola di destinazione fornisce indicazioni operative sulla riammissione.
Rientro dall’estero: serve sempre un esame integrativo?
Non necessariamente. La scuola valuta caso per caso il curriculum di studio compiuto all’estero e decide se richiedere un esame integrativo, un colloquio di accertamento o l’inserimento diretto in classe. La procedura è coordinata con l’Ufficio scolastico competente e prevede la verifica della documentazione tradotta e legalizzata.
Che ruolo hanno le segreterie e ClasseViva in questa fase?
Le segreterie curano tutta la parte amministrativa e organizzativa, dalla ricezione delle domande fino alla comunicazione degli esiti. ClasseViva supporta il processo con canali di comunicazione digitale tra scuola e famiglia per la circolazione tempestiva di modulistica, calendari e comunicazioni ufficiali, un aspetto particolarmente rilevante nella sessione di settembre quando i tempi sono compressi.