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Maturità 2026: cosa cambia davvero con il nuovo colloquio orale e le quattro materie

Scritto da Gruppo Spaggiari Parma | 15/04/26 7.00

In questo articolo:

Il 18 giugno 2026 oltre mezzo milione di studenti italiani affronterà un esame di Maturità profondamente rinnovato. L'Ordinanza Ministeriale n. 54 del 26 marzo 2026 ha recepito le modifiche introdotte dal decreto-legge 127/2025, ridisegnando in modo significativo la struttura del colloquio orale, la composizione delle commissioni e il peso del comportamento nel percorso di valutazione. Non si tratta di ritocchi marginali: la Maturità 2026 segna un cambio di paradigma nel modo in cui la scuola italiana certifica la maturazione complessiva dei propri studenti.

La direzione è chiara: meno improvvisazione, più struttura. Meno nozionismo, più capacità di ragionamento. E soprattutto, una responsabilizzazione maggiore di ogni candidato, chiamato non solo a dimostrare cosa ha studiato, ma come ha maturato il proprio pensiero critico nel corso del triennio.

Il nuovo colloquio orale su quattro materie: addio allo spunto a sorpresa

La novità più rilevante della Maturità 2026 riguarda il colloquio orale, che abbandona il formato precedente — basato su uno spunto a sorpresa da cui il candidato doveva costruire un percorso multidisciplinare — per adottare una struttura fondata su quattro discipline specifiche, comunicate dal Ministero dell'Istruzione e del Merito entro il 31 gennaio di ogni anno.

Le quattro materie non sono casuali: comprendono sempre la materia della prima prova (Italiano) e quella della seconda prova (specifica per indirizzo), alle quali si aggiungono due ulteriori discipline scelte dal MIM in base al percorso formativo. Le combinazioni variano per indirizzo e riflettono l'identità culturale di ciascun corso di studi.

Per il Liceo Classico, ad esempio, il colloquio verte su Italiano, Latino, Storia e Matematica. Lo Scientifico prevede Italiano, Matematica, Storia e Scienze Naturali. Al Linguistico si affrontano Italiano, Lingua Straniera 1, Lingua Straniera 2 e Scienze Naturali. Per gli Istituti Tecnici ad indirizzo Amministrazione, Finanza e Marketing le materie sono Italiano, Economia Aziendale, Seconda Lingua Comunitaria e Diritto.

Questa scelta risponde a un'esigenza precisa: permettere agli studenti di prepararsi in modo mirato, sapendo con largo anticipo su cosa verranno valutati, e ai commissari di condurre un'interrogazione più approfondita e meno dispersiva. La trasparenza nella comunicazione delle materie rappresenta un passo avanti significativo nella relazione tra istituzione scolastica e studenti.

Come si svolge il colloquio: le cinque fasi della prova orale

Il nuovo colloquio si articola in cinque fasi ben definite, ciascuna con un obiettivo specifico di valutazione. La prima fase prevede un'auto-presentazione del candidato a partire dal proprio Curriculum dello Studente: un momento dedicato alla riflessione sul percorso scolastico e personale, utile anche per rompere il ghiaccio e mettere a proprio agio lo studente.

Segue la fase centrale: l'accertamento delle conoscenze sulle quattro discipline. Qui l'enfasi non è sulla ripetizione mnemonica, ma sulla capacità di argomentare, collegare concetti e dimostrare maturità critica. I commissari valutano il metodo di ragionamento prima ancora della completezza delle risposte.

La terza fase è dedicata alla presentazione delle esperienze PCTO (Percorsi per le Competenze Trasversali e l'Orientamento), che devono essere raccordate al profilo educativo dello studente. È il momento in cui il candidato dimostra come l'esperienza lavorativa ha contribuito alla propria crescita.

Il colloquio prosegue con la verifica delle competenze di Educazione Civica e si conclude con l'analisi critica degli elaborati delle prove scritte, dove il candidato può commentare le proprie scelte e, se necessario, correggere o approfondire quanto prodotto.

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La commissione da cinque membri: cosa cambia nella valutazione

La riforma riduce la composizione delle commissioni da sette a cinque membri: un presidente esterno, due commissari esterni e due commissari interni per ciascuna delle due classi abbinate. La scelta, introdotta dal decreto-legge 127/2025, risponde anche a esigenze di razionalizzazione della spesa — con un risparmio stimato di circa 35 milioni di euro — ma ha suscitato un acceso dibattito nel mondo della scuola.

La UIL Scuola, ad esempio, ha espresso in sede di Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione la propria contrarietà alla riduzione, sottolineando il rischio di compromettere la collegialità della valutazione. La preoccupazione è condivisa da diverse organizzazioni sindacali: con meno commissari, il peso di ciascun membro nella determinazione del voto finale aumenta inevitabilmente.

D'altra parte, una commissione più snella può favorire una maggiore coesione nella conduzione dell'esame e tempi più rapidi per lo svolgimento dei colloqui. Tutti i commissari, inoltre, dovranno seguire una formazione specifica finanziata con risorse aggiuntive previste dalla riforma, un elemento che punta ad elevare la qualità complessiva della valutazione.

La prima prova di Italiano è affidata a un commissario interno, mentre la seconda prova di indirizzo è in capo a un commissario esterno. Le due ulteriori materie dell'orale sono assegnate ai commissari interni, garantendo così un equilibrio tra la conoscenza diretta del percorso della classe e lo sguardo esterno di valutatori indipendenti.

Scena muta all'orale: perché ora porta alla bocciatura

Tra le novità che hanno acceso maggiormente il dibattito pubblico c'è l'introduzione dell'obbligo di sostenere regolarmente tutte le prove d'esame. L'articolo 28 dell'O.M. 54/2026 stabilisce che "l'esame di maturità è validamente sostenuto se il candidato ha regolarmente svolto tutte le prove". In altre parole: chi fa scena muta al colloquio orale non supera l'esame, indipendentemente dai risultati ottenuti nelle prove scritte.

La norma nasce come risposta diretta ai casi verificatisi durante la Maturità 2025, quando alcuni studenti rifiutarono deliberatamente di rispondere durante il colloquio, ritenendo sufficiente il punteggio già accumulato con crediti e prove scritte per ottenere il diploma. Il Ministro Valditara definì quei casi una forma di insubordinazione, annunciando provvedimenti che sono poi confluiti nel decreto-legge 127/2025.

Il tema è delicato e merita una riflessione equilibrata. Se da un lato la norma ristabilisce il principio che l'esame è un percorso unitario e non una somma di prove intercambiabili, dall'altro solleva interrogativi legittimi sulla distinzione tra un rifiuto deliberato e un blocco emotivo. Un attacco d'ansia, un momento di panico possono generare una scena muta involontaria, e la sfida per le commissioni sarà proprio quella di saper riconoscere e gestire queste situazioni con la sensibilità necessaria.

Per i docenti, preparare gli studenti al colloquio non significa più soltanto trasmettere contenuti: diventa essenziale lavorare sulle competenze comunicative, sulla gestione dello stress e sulla capacità di sostenere un'argomentazione anche in condizioni di pressione. Piattaforme come Aule Virtuali Plus offrono ambienti digitali dove esercitare presentazioni, simulazioni di colloquio e lavori collaborativi che rafforzano la sicurezza degli studenti.

Crediti scolastici e voto di condotta: il peso del comportamento

La struttura del punteggio della Maturità 2026 conferma la formula 40+60: fino a 40 punti dal credito scolastico maturato nel triennio e fino a 60 punti dalle tre prove d'esame (20 per la prima prova, 20 per la seconda, 20 per il colloquio). Il punteggio minimo per il superamento resta 60/100.

Il credito scolastico viene ripartito progressivamente: fino a 12 punti per il terzo anno, 13 punti per il quarto e 15 punti per il quinto. La novità significativa riguarda il rapporto tra credito e comportamento: per ottenere il punteggio più alto all'interno della propria fascia è necessario un voto di condotta pari o superiore a 9/10.

La regola non si applica soltanto al quinto anno, ma anche al terzo e al quarto, rendendo il comportamento un elemento di valutazione costante lungo l'intero triennio. Con un voto di condotta pari a 6/10, lo studente viene ammesso all'esame ma con l'obbligo di preparare un elaborato critico in materia di cittadinanza attiva e solidale da presentare durante il colloquio. Con un voto inferiore al 6, la non ammissione all'esame è automatica.

I punti bonus, inoltre, scendono a un massimo di 3 (rispetto ai 5 precedenti) e sono riservati esclusivamente a chi raggiunge almeno 90/100 nella somma di crediti e prove, senza aiuti extra. La lode può essere conferita solo a chi ottiene 100/100 senza bonus, con il massimo del credito e risultati eccellenti in tutte le prove, con decisione unanime della commissione.

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Le novità della seconda prova: logica, problem solving e pensiero critico

Se il colloquio orale rappresenta il cambiamento più visibile, anche la seconda prova scritta evolve in modo significativo. La data è fissata per il 19 giugno 2026, il giorno successivo alla prima prova di Italiano. Resta una prova di indirizzo — Matematica allo Scientifico, Latino al Classico, Economia Aziendale all'AFM — ma il suo approccio cambia.

Per il Liceo Scientifico, ad esempio, la prova di Matematica si orienta verso quesiti che privilegiano il ragionamento logico e il problem solving rispetto al calcolo meccanico. Come evidenziato dagli esperti di didattica della matematica, il baricentro si sposta: non basta saper derivare, occorre interpretare e argomentare. Lo studente viene valutato per la qualità del ragionamento prima ancora che per l'esattezza del calcolo finale.

Questa evoluzione riflette una tendenza più ampia: la scuola italiana sta progressivamente superando il modello basato sulla riproduzione di procedure standard per abbracciare una valutazione delle competenze trasversali. Leggere un grafico, discutere l'andamento di una funzione, interpretare un modello diventano parte integrante della competenza matematica richiesta.

Per gli indirizzi tecnici e professionali, l'attenzione si concentra sulla capacità di applicare le conoscenze a contesti reali e professionali, valorizzando le competenze acquisite anche attraverso le esperienze di PCTO.

Come prepararsi: il ruolo degli strumenti digitali

La Maturità 2026 richiede una preparazione che va oltre il tradizionale ripasso delle materie. Gli studenti devono allenarsi a collegare concetti tra discipline diverse, a presentare il proprio percorso in modo coerente e a sostenere un'argomentazione strutturata. I docenti, dal canto loro, hanno la responsabilità di accompagnare questo processo con strumenti adeguati.

Le simulazioni di colloquio, i lavori di gruppo interdisciplinari e la preparazione della presentazione PCTO richiedono ambienti collaborativi che la sola aula fisica non sempre può offrire. Le piattaforme digitali integrate nell'ecosistema scolastico diventano quindi alleate preziose nella preparazione all'esame.

Per l'orientamento post-diploma, WonderWhat accompagna gli studenti nella scoperta dei propri talenti e nella scelta dei percorsi formativi e professionali, un aspetto che acquista particolare rilevanza proprio nel momento in cui la Maturità certifica la conclusione di un ciclo e l'inizio di un nuovo capitolo.

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Le date da segnare

Per chi affronta la Maturità 2026, ecco il calendario essenziale:

  • 18 giugno 2026, ore 8:30 — Prima prova scritta (Italiano)
  • 19 giugno 2026 — Seconda prova scritta (materia di indirizzo)
  • 25 giugno 2026 — Eventuale terza prova (percorsi EsaBac e sezioni internazionali)
  • Dalla settimana del 25 giugno — Inizio dei colloqui orali

La Maturità 2026 rappresenta un momento di svolta per il sistema di valutazione italiano. Le novità introdotte dal decreto-legge 127/2025 e recepite dall'O.M. 54/2026 disegnano un esame più strutturato, più trasparente e più esigente. Un esame che chiede agli studenti non solo di sapere, ma di saper essere. E alla scuola, di accompagnarli in questo percorso con gli strumenti e la visione giusta.