La Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025) introduce, con i commi 706-710 dell'articolo 1, una novità di portata storica per l'inclusione scolastica: il Livello Essenziale delle Prestazioni (LEP) per l'assistenza all'autonomia e alla comunicazione personale degli studenti con disabilità. Significa, in concreto, una soglia minima di 50 ore annue garantite per ogni alunno certificato, un profilo professionale nazionale qualificato per l'assistente specialistico (Asacom) e un registro unico del fabbisogno alimentato dal SIDI. È un passaggio strutturale che mette ordine in un settore finora frammentato a livello territoriale e che valorizza il lavoro silenzioso di migliaia di operatori e operatrici nelle nostre scuole.
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I commi 706-710 dell'articolo 1 della Legge di Bilancio 2026 traducono in norma un principio costituzionale (art. 117, co. 2, lett. m della Costituzione): l'assistenza all'autonomia e alla comunicazione personale degli alunni con disabilità in età evolutiva diventa un Livello Essenziale delle Prestazioni, un servizio che lo Stato garantisce in modo uniforme su tutto il territorio nazionale. La definizione, contenuta nel comma 707, è chiara: il LEP deve assicurare un supporto adeguato, permanente e personalizzato, in attuazione dei principi di inclusività, uguaglianza e non discriminazione (testo pubblicato in Gazzetta Ufficiale).
Tre sono le componenti fondamentali del LEP. La prima è il numero di ore di assistenza all'autonomia e alla comunicazione, che vanno assicurate progressivamente e in coerenza con quanto stabilito dal Piano educativo individualizzato (PEI). La seconda è l'impiego di personale dotato di uno specifico profilo professionale, dedicato proprio a queste funzioni: una novità importante, perché finora il quadro era frastagliato e diverso da Regione a Regione. La terza è il rispetto di standard qualitativi definiti a livello nazionale, che dovranno garantire omogeneità di servizio anche nelle aree del Paese storicamente più carenti.
Il messaggio è netto: l'inclusione non è più un tema lasciato alla buona volontà o alle disponibilità di bilancio del singolo Comune. È un diritto esigibile, misurabile, condivisibile. Una conquista che rafforza la cornice già tracciata dal D.Lgs. 66/2017 sull'inclusione scolastica e che dialoga direttamente con il PEI come perno della progettazione personalizzata.
Il comma 709 introduce una disciplina transitoria per gli anni 2026 e 2027, in attesa che il registro nazionale del fabbisogno diventi pienamente operativo. In questa fase di avvio, gli enti territoriali (Comuni per il primo ciclo, Regioni per la secondaria di secondo grado) sono tenuti a garantire l'erogazione del servizio nei territori più carenti, assicurando una media annua non inferiore a 50 ore per studente certificato, ove previsto dal PEI e nei limiti delle risorse disponibili.
La cifra ha basi tecniche solide. La relazione tecnica della Legge di Bilancio, citando i dati dell'esercizio 2025, stima un costo orario di 20 euro e una platea di 243.840 studenti certificati nel primo ciclo. Su questi numeri il governo ha calibrato un quadro di copertura che integra il Fondo unico per l'inclusione delle persone con disabilità, il Fondo equità e livello dei servizi (FELS) e i contributi di Regioni ed enti locali nei rispettivi bilanci. È un investimento strutturale che si aggiunge ai 132 milioni già ripartiti ai Comuni per il primo ciclo nel 2025 e ai 128 milioni destinati alle Regioni per la secondaria di secondo grado.
Il valore di 50 ore va letto come obiettivo di servizio, non come tetto: un parametro di tutela minima che può essere ampiamente superato grazie alle risorse aggiuntive degli enti locali e alle indicazioni del PEI. Per le famiglie significa avere finalmente un riferimento concreto su cui contare; per le scuole significa poter pianificare con maggiore stabilità e prevedibilità.
💡 Una buona pianificazione del PEI è la chiave per trasformare le ore garantite in inclusione reale.
Con PLS – Progettiamo La Scuola di Gruppo Spaggiari Parma, dirigenti, docenti di sostegno e GLO redigono PEI e PDP digitali condivisi, tracciabili e sempre aggiornati.
Il comma 707 valorizza espressamente il ruolo dell'Assistente specialistico all'autonomia e alla comunicazione (Asacom), una figura prevista dalla normativa vigente ma finora caratterizzata da una definizione non uniforme a livello territoriale. Con il LEP, l'Asacom acquisisce un profilo professionale nazionale, contratti di riferimento omogenei e un ruolo riconosciuto all'interno del Gruppo di Lavoro Operativo (GLO) che redige il PEI.
Le competenze di questa figura sono molto specifiche. L'Asacom non si sovrappone all'insegnante di sostegno, che si occupa della didattica: lavora invece sull'autonomia personale dello studente e sulla facilitazione della comunicazione. Padroneggia strumenti come la Comunicazione Aumentativa e Alternativa (CAA), la Lingua dei Segni Italiana (LIS), il metodo Malossi, il Braille, l'approccio ABA per studenti con disturbi dello spettro autistico, oltre a una conoscenza approfondita delle tecnologie assistive.
La riforma punta a inquadrare l'Asacom all'interno della pubblica amministrazione, con il riferimento al CCNL Funzioni Locali applicato obbligatoriamente anche ai lavoratori impiegati tramite appalti o affidamenti. È un passaggio decisivo: da un settore caratterizzato da turnover elevato e contratti precari si va verso una professione stabile, con percorsi di carriera, formazione continua e tutele simili a quelle degli altri operatori scolastici. Per gli studenti significa continuità di relazione, che è uno dei fattori più importanti per costruire un percorso di crescita autentico.
Per le scuole significa anche poter contare su una figura più facilmente identificabile e formata, da inserire nel team educativo accanto a docenti di sostegno, insegnanti curricolari e famiglie. La formazione continua di tutto il personale resta un pilastro: piattaforme come ItaliaScuola.it offrono corsi accreditati MIM su normativa scolastica, PEI e inclusione, e le proposte didattiche di Scuola.net aiutano i docenti a progettare attività realmente inclusive.
Il PEI resta lo strumento perno dell'inclusione. È nel PEI che il GLO definisce le risorse di assistenza specialistica per l'autonomia e la comunicazione, in funzione del progetto educativo individuale di ogni studente. La nuova architettura LEP rafforza questa centralità: il numero di ore di assistenza non è più una variabile residuale, ma un dato strutturato, alimentato verso il registro nazionale tramite il SIDI del Ministero dell'Istruzione e del Merito.
Per le scuole si apre quindi un'opportunità concreta: portare a sintesi tutta la documentazione del PEI in un ambiente digitale, integrato con il registro elettronico, accessibile a tutti gli attori del GLO e capace di dialogare con i flussi informativi ministeriali. La buona scuola è già pronta a questa sfida. ClasseViva, utilizzato ogni giorno da 4,5 milioni di utenti tra docenti, studenti e famiglie, offre la spina dorsale per gestire presenze, comunicazioni e collaborazione scuola-famiglia in una logica trasparente e tracciabile.
L'integrazione con PLS – Progettiamo La Scuola consente poi di redigere il PEI digitale, condividerlo con tutti i membri del GLO, archiviarlo in modo conforme alle linee guida e produrre documentazione coerente con i flussi SIDI. Una catena coerente che riduce il carico burocratico e libera tempo per quello che conta davvero: la relazione educativa.
Una nota distintiva: siamo l'unico ecosistema integrato che ti permette di seguire lo studente 0-6 e poi K-12. Significa che i bisogni educativi rilevati nella scuola dell'infanzia con ClasseViva Infanzia trovano continuità nel passaggio alla primaria e ai cicli successivi, dove il PEI e l'eventuale PDP costruiscono la cornice per un percorso di lungo periodo. Anche l'orientamento entra in questa traiettoria: con WonderWhat gli studenti, anche con disabilità, possono esplorare interessi e talenti in modo personalizzato, costruendo un progetto di vita che non si esaurisce nel diploma.
Il comma 708 prevede l'istituzione di un registro nazionale del fabbisogno relativo alle ore di assistenza e agli utenti assistiti, gestito dalla Presidenza del Consiglio dei ministri – Dipartimento per le politiche in favore delle persone con disabilità. Il registro deve essere pienamente alimentato entro il 31 dicembre 2027 e si nutre dei dati raccolti dal Ministero dell'Istruzione e del Merito attraverso il SIDI, nel rispetto delle norme sulla protezione dei dati personali.
È uno strumento di governance fondamentale. Per la prima volta lo Stato avrà una fotografia condivisa, aggiornata e georeferenziata del bisogno reale di assistenza, dei servizi effettivamente erogati e dei territori più carenti. Sulla base di questi dati la Commissione tecnica per i fabbisogni standard potrà costruire un riparto delle risorse più equo, coerente con le esigenze concrete delle scuole e delle famiglie. È un'operazione di trasparenza che rafforza la fiducia tra cittadini e istituzioni.
Per le segreterie scolastiche, il registro significa una cosa molto pratica: i dati relativi al PEI, al numero di ore proposte dal GLO e alle ore effettivamente erogate dagli enti territoriali andranno gestiti in modo strutturato, con flussi puntuali verso il SIDI. Una Segreteria Digitale ben configurata diventa quindi un alleato strategico, perché automatizza i flussi documentali, garantisce la conformità GDPR e libera personale ATA da operazioni ripetitive a basso valore.
💡 I flussi verso il SIDI richiedono dati ordinati, sicuri e sempre tracciabili.
Segreteria Digitale di Gruppo Spaggiari Parma struttura il protocollo, l'archivio e i flussi documentali, con piena conformità alle linee guida AGID e GDPR.
La fase transitoria 2026-2027 è il momento giusto per costruire le condizioni che permetteranno di sfruttare appieno il LEP quando andrà a regime. Tre sono le azioni più concrete che ogni dirigente può avviare già nei prossimi mesi.
La prima azione è mappare lo stato attuale: quanti PEI, quante ore di assistenza richieste, quante effettivamente erogate, quali criticità sui flussi SIDI. Una fotografia di partenza chiara è la base per dialogare con Comuni e Regioni, candidarsi alle risorse aggiuntive e impostare il rapporto con il futuro registro nazionale. Strumenti come il registro elettronico ClasseViva e PLS aiutano a centralizzare le informazioni in modo coerente.
Il LEP funziona se tutti gli adulti che ruotano attorno allo studente con disabilità parlano la stessa lingua. Docenti curricolari, docenti di sostegno, Asacom, personale ATA e dirigenti devono condividere riferimenti normativi, prassi e strumenti. Le proposte di formazione di ItaliaScuola.it coprono in modo aggiornato l'intera architettura dell'inclusione, dal D.Lgs. 66/2017 alle novità della Legge di Bilancio 2026, passando per le linee guida ministeriali sul PEI.
Comuni, Regioni, ASL, associazioni di famiglie e cooperative sociali sono attori chiave. Condividere il fabbisogno mappato a inizio anno, programmare le risorse, definire criteri di affidamento e monitorare in itinere i risultati permette di arrivare al 2028 con un sistema collaudato. Il portale del Ministero dell'Istruzione e del Merito e i tavoli regionali per l'inclusione sono i luoghi naturali di questo dialogo.
Il LEP per la disabilità a scuola è una conquista di civiltà che chiude un percorso aperto da anni e ne apre uno nuovo: quello dell'attuazione concreta. Le 50 ore annue garantite, l'Asacom riconosciuto, il PEI come strumento centrale e il registro nazionale sono i pilastri di un'architettura ambiziosa, che ora chiede alle scuole di essere protagoniste. La buona scuola italiana ha già dimostrato di sapersi muovere con generosità e competenza sul fronte dell'inclusione: il quadro normativo offre adesso strumenti più solidi per consolidare quella generosità in un sistema misurabile, equo e sostenibile. Gli ecosistemi digitali integrati possono essere un alleato determinante per accompagnare studenti, famiglie, docenti e personale ATA in questo passaggio, trasformando ogni ora di assistenza in un'ora di vera crescita.