Per il consiglio di classe gli scrutini di giugno sono sempre stati il momento in cui un anno intero di lavoro prende forma in numeri, giudizi e decisioni. Per il 2026, però, qualche colonna del tabellone non è più quella di un anno fa: è il primo anno di applicazione piena della riforma del voto in condotta e dei criteri di ammissione, con un impianto normativo aggiornato che chiede di rivedere prassi consolidate. Niente di traumatico, se ci si arriva preparati. Ecco le cinque novità su cui vale la pena fissare l'attenzione, accompagnate da indicazioni operative pensate per chi gli scrutini li deve davvero condurre.
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Il quadro di riferimento per gli scrutini di giugno 2026 poggia su tre pilastri normativi che è utile tenere insieme. Il primo è la Legge 1° ottobre 2024, n. 150 (Normattiva), che ridisegna la disciplina della valutazione delle studentesse e degli studenti e introduce un nuovo equilibrio tra apprendimento, comportamento e responsabilità. Il secondo è il decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 62, ancora cornice generale degli esami di Stato e dei criteri di valutazione, da leggere oggi in combinato disposto con le modifiche introdotte dalla 150/2024. Il terzo è l'Ordinanza Ministeriale n. 54 del 26 marzo 2026, che traduce in regole operative le novità per l'esame di Stato del secondo ciclo.
Per il 2025-2026 vale anche il pacchetto di regolamenti approvato in via definitiva dal Consiglio dei Ministri il 30 luglio 2025, in attuazione della riforma: sono questi a rendere concretamente operative le novità sul voto di condotta e sulle modalità di gestione delle sospensioni. La pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della legge è disponibile sul portale della Gazzetta Ufficiale.
Tenere a portata di mano questi tre riferimenti aiuta a leggere correttamente i casi limite, che ogni anno si presentano in qualche classe. Per il fact-checking puntuale, una fonte specializzata utile alle scuole è ItaliaScuola.it, la rivista giuridica per la scuola.
La prima novità su cui si gioca tutto il resto è il nuovo ruolo del voto di condotta. Da quest'anno scolastico non è più un indicatore accessorio ma un elemento determinante per l'ammissione alla classe successiva e per la composizione della media e del credito.
Lo schema è chiaro e va comunicato bene a studenti e famiglie. Un voto di condotta pari o superiore a sette decimi consente l'ammissione senza condizioni. Un voto pari a sei decimi comporta la sospensione del giudizio di ammissione: in sede di scrutinio finale lo studente non viene ammesso direttamente, ma rinvia il giudizio all'eventuale superamento di un elaborato critico su tematiche di cittadinanza attiva, collegato ai motivi che hanno determinato la valutazione del comportamento. Un voto inferiore a sei decimi determina la non ammissione alla classe successiva o all'esame di Stato.
C'è poi l'impatto sui crediti, particolarmente rilevante per il triennio della secondaria di secondo grado: per ottenere il massimo della fascia di credito è richiesto un voto di condotta almeno pari a nove decimi. Significa che il comportamento entra a pieno titolo nella valutazione complessiva del percorso e nella costruzione del punteggio che lo studente porterà all'esame di Stato.
Operativamente, conviene preparare per tempo i criteri di attribuzione del voto di condotta, deliberati dal collegio dei docenti e ricondotti alle situazioni concrete. Avere il registro elettronico aggiornato e i comportamenti annotati in modo coerente durante l'anno è la base per arrivare allo scrutinio senza tensioni: il registro elettronico ClasseViva mette a disposizione note, osservazioni e categorie di comportamento utilizzabili come traccia documentale.
La sospensione del giudizio per insufficienze nelle discipline resta lo strumento principe di flessibilità del consiglio di classe, ma quest'anno convive con la sospensione del giudizio per il sei in condotta, che ne è una novità distinta e parallela. Tenere chiare le due cose è essenziale.
Per le insufficienze disciplinari, il consiglio di classe valuta — nel quadro dei criteri deliberati dal collegio docenti — se il numero, la gravità e la riconducibilità a un percorso di recupero estivo consentano di rinviare la decisione finale. Si conferma la prassi del debito formativo, con verifica entro l'inizio delle lezioni dell'anno successivo. Per il sei in condotta, invece, il giudizio è sospeso e legato alla stesura e discussione dell'elaborato di cittadinanza attiva: percorso formativo a tutti gli effetti, non un'attività simbolica, e va programmato come tale.
Il consiglio di classe ha la responsabilità di motivare ogni decisione di sospensione, indicando in verbale gli elementi che hanno guidato la scelta e la natura del compito assegnato. È un atto amministrativo formale, che incide sui diritti dello studente: vale la pena dedicare a questa parte tempo adeguato, anche per evitare contenziosi che a fine giugno nessuno desidera. La soluzione ClasseViva Scrutinio Online facilita la produzione dei verbali e la coerenza tra dati e delibere.
L'Educazione civica continua a essere disciplina trasversale con voto autonomo che concorre alla media generale dello scrutinio finale. È un dato ormai consolidato, ma con la riforma del voto di condotta il suo peso pedagogico si rafforza: i percorsi di Educazione civica forniscono il quadro entro cui costruire l'elaborato di cittadinanza nei casi di sospensione del giudizio per il comportamento.
Per gli scrutini di giugno 2026 vale la pena verificare che la programmazione di Educazione civica svolta in classe sia tracciata in modo riconoscibile nel registro elettronico, con i moduli effettivamente affrontati, i docenti coinvolti, le valutazioni assegnate. Quando il voto di Educazione civica entra in media, deve poter contare su un percorso documentato: la trasparenza qui è anche tutela per il consiglio di classe.
Per chi gestisce la programmazione e la documentazione delle attività trasversali, strumenti come PLS – Progettiamo La Scuola aiutano a tenere insieme programmazione, evidenze e valutazioni in un unico flusso, riducendo il rischio di disallineamenti tra ciò che è stato fatto e ciò che è stato registrato.
Per le classi quinte, l'attenzione si sposta su un punto che ormai è diventato vincolante: lo svolgimento dei PCTO è requisito di ammissione all'esame di Stato. Il decreto ministeriale 12 novembre 2024, n. 226 ha definito monte ore, modalità di certificazione e criteri di valutazione delle attività, distinguendo le situazioni dei candidati interni ed esterni.
Nel concreto, il consiglio di classe in sede di scrutinio finale di giugno verifica che ciascun candidato all'esame abbia maturato le ore di PCTO previste dal proprio percorso e che le attività siano documentate. Per situazioni eccezionali — degenza in luoghi di cura, detenzione, impossibilità di lasciare il domicilio per lungo periodo — il D.M. 226/2024 e l'OM 54/2026 prevedono possibilità di deroga, con valorizzazione di attività parzialmente svolte negli anni precedenti. In tutti i casi la decisione di ammissione resta del consiglio di classe e deve essere motivata.
Per chi ha gestito i PCTO durante il triennio, il momento dello scrutinio è anche un'occasione per fare ordine nella documentazione: convenzioni, fogli di presenza, valutazioni dei tutor aziendali, attestati. Una piattaforma di gestione integrata come PLS – Progettiamo La Scuola riduce sensibilmente il carico amministrativo, perché tiene insieme le diverse fonti dei dati e produce reportistica pronta per lo scrutinio.
La riforma del 2024 non ridisegna formalmente le competenze del coordinatore di classe né l'organizzazione del consiglio di classe in sede di scrutinio, ma cambia il peso specifico di entrambi. Con il voto di condotta che incide su ammissione e credito, con l'elaborato di cittadinanza da progettare nei casi di sospensione, con i PCTO da rendicontare come requisito di ammissione, le decisioni assunte in scrutinio diventano più articolate e devono essere più motivate.
Il coordinatore svolge un ruolo decisivo nella preparazione dello scrutinio: raccoglie le proposte di voto, presidia la coerenza tra annotazioni, valutazioni e proposte, predispone la documentazione, ascolta i singoli docenti, segnala al consiglio i casi più delicati. Una buona pratica è una pre-riunione informale del consiglio di classe nei giorni precedenti, in cui si condividono già le situazioni che richiederanno attenzione: lo scrutinio formale diventa così il momento della delibera, non quello della scoperta.
Le scuole che lavorano nell'ecosistema integrato Spaggiari hanno un vantaggio strutturale: siamo l'unico ecosistema integrato che ti permette di seguire lo studente 0-6 e poi K-12, e la continuità del dato tra registro, programmazione, scrutinio e documento finale riduce duplicazioni di lavoro e rischi di disallineamento. Per la fascia 0-6 ricordiamo ClasseViva Infanzia, per la didattica digitale trasversale WonderWhat.
Tre suggerimenti pratici per arrivare allo scrutinio senza inseguire le scadenze.
Sulla timeline: fissare in calendario, già a inizio maggio, le date dei consigli di classe per gli scrutini, lasciando margine sufficiente tra una classe e l'altra. Per le classi quinte conviene prevedere un consiglio aggiuntivo dedicato alla verifica formale dei requisiti di ammissione (PCTO, Educazione civica, condotta). Per le altre classi un'ora abbondante per classe è il minimo ragionevole.
Sulla predisposizione dei tabelloni: le proposte di voto vanno inserite nel registro elettronico almeno 24-48 ore prima dello scrutinio, per consentire al coordinatore una lettura preventiva. I tabelloni intermedi prodotti dal sistema permettono di individuare in anticipo i casi che richiederanno discussione e di evitare sorprese in sede di scrutinio.
Sulla comunicazione alle famiglie: le decisioni di non ammissione e di sospensione del giudizio richiedono comunicazioni formali e tempestive. Stabilire in anticipo il format della comunicazione, i canali (cartaceo o digitale tramite registro elettronico) e i tempi è il modo migliore per evitare contestazioni successive. Per i casi delicati — non ammissioni motivate, sospensioni per condotta — vale la pena prevedere un colloquio dedicato con la famiglia, non solo una notifica formale: la scuola che dialoga è la scuola che riduce i contenziosi e accompagna gli studenti nel passaggio successivo.
Il 2025-2026 è il primo anno di applicazione piena della riforma del voto di condotta (Legge 150/2024). Le novità principali sono: il voto di condotta pesa effettivamente su ammissione e credito; il sei in condotta determina sospensione del giudizio con elaborato di cittadinanza; i PCTO sono requisito di ammissione all'esame di Stato; l'Educazione civica concorre alla media con un peso pedagogico rafforzato.
Comporta la sospensione del giudizio di ammissione. Lo studente non viene ammesso direttamente alla classe successiva o all'esame: deve elaborare e discutere un compito su tematiche di cittadinanza attiva, collegato ai motivi che hanno determinato la valutazione. L'ammissione è subordinata all'esito positivo di questo percorso.
Resta lo strumento ordinario per gli studenti delle classi non terminali con un numero limitato di insufficienze recuperabili. Il consiglio di classe motiva la decisione, assegna il debito formativo, programma le attività di recupero estivo e la verifica entro l'inizio delle lezioni dell'anno successivo. È un percorso distinto dalla sospensione per il voto di condotta, anche se le due possono coesistere nello stesso studente.
No. Con la riforma, il credito massimo della fascia richiede un voto di condotta almeno pari a 9. Un 6 in condotta, oltre a determinare la sospensione del giudizio, colloca lo studente nella fascia bassa del credito.
Lo svolgimento dei PCTO è requisito di ammissione. In situazioni eccezionali e documentate previste dal D.M. 226/2024 (degenze, detenzione, impedimenti gravi), il consiglio di classe può disporre l'ammissione valorizzando le attività parzialmente svolte. Negli altri casi, la mancanza di PCTO determina la non ammissione all'esame.