Risposta rapida
Il Testo unico (D.Lgs. 297/1994) consente agli studenti delle superiori un'assemblea d'istituto al mese, nel limite delle ore di lezione di una giornata, e una di classe di due ore. Non si tengono assemblee nell'ultimo mese di lezione. Data e ordine del giorno vanno presentati prima al dirigente, che può intervenire se il regolamento è violato.
In autunno, con l'insediamento dei nuovi rappresentanti, le scuole superiori tornano a organizzare le assemblee studentesche. Le regole di base sono nel Testo unico dell'istruzione e nello Statuto delle studentesse e degli studenti; il resto lo definisce il regolamento d'istituto.
Cosa prevede il Testo unico sulle assemblee?
Il decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297 dedica alle assemblee gli articoli 12, 13 e 14. L'art. 12 riconosce agli studenti della scuola secondaria superiore, e ai genitori degli alunni di ogni ordine e grado, il diritto di riunirsi in assemblea nei locali della scuola.
L'art. 13 definisce le assemblee studentesche "occasione di partecipazione democratica per l'approfondimento dei problemi della scuola e della società in funzione della formazione culturale e civile degli studenti". Le assemblee possono essere di classe o di istituto; in base al numero di alunni e ai locali disponibili, quella d'istituto può articolarsi in assemblee di classi parallele.
Lo Statuto delle studentesse e degli studenti (DPR 24 giugno 1998, n. 249), all'art. 2, comma 9, aggiunge che la scuola "garantisce e disciplina nel proprio regolamento" il diritto di riunione e di assemblea degli studenti a livello di classe, di corso e di istituto. Il testo dello Statuto è disponibile anche sul sito del Ministero.
Il comitato studentesco
L'art. 13 prevede anche che i rappresentanti degli studenti nei consigli di classe possano esprimere un comitato studentesco di istituto. Il comitato può esprimere pareri o formulare proposte direttamente al consiglio d'istituto e, come vedremo, ha un ruolo nella convocazione e nell'ordinato svolgimento dell'assemblea d'istituto. La sua costituzione non è obbligatoria: la norma usa il verbo "possono", e l'art. 14 parla infatti di comitato "ove costituito". Dove manca, è il presidente eletto dall'assemblea a garantire l'esercizio democratico dei diritti dei partecipanti.
Quante assemblee di classe si possono fare e come si chiedono?
L'art. 13, comma 6, consente un'assemblea di classe al mese, nel limite di due ore. La norma aggiunge che l'assemblea di classe non può essere tenuta sempre lo stesso giorno della settimana durante l'anno scolastico, per non penalizzare sempre le stesse discipline.
Il Testo unico non fissa una procedura specifica per la richiesta dell'assemblea di classe: modalità, preavviso e moduli sono definiti dal regolamento d'istituto. Nella pratica la richiesta parte dai rappresentanti degli studenti, che abbiamo descritto nell'articolo sulle elezioni dei rappresentanti di classe 2026/27.
Quali limiti valgono per l'assemblea d'istituto?
Lo stesso comma 6 consente un'assemblea d'istituto al mese, nel limite delle ore di lezione di una giornata. Un'altra assemblea mensile può svolgersi fuori dall'orario delle lezioni, se ci sono locali disponibili.
- Convocazione: per l'art. 14 l'assemblea d'istituto è convocata su richiesta della maggioranza del comitato studentesco o del 10% degli studenti.
- Preavviso: la data di convocazione e l'ordine del giorno devono essere presentati prima al dirigente scolastico.
- Regolamento: l'assemblea d'istituto deve darsi un regolamento, inviato in visione al consiglio d'istituto.
- Periodo: per l'art. 13, comma 8, non si tengono assemblee nel mese conclusivo delle lezioni.
- Attività alternative: su richiesta degli studenti, le ore destinate alle assemblee possono essere usate per ricerca, seminari e lavori di gruppo.
Esperti esterni
Alle assemblee d'istituto svolte in orario di lezione, in numero non superiore a quattro, può essere richiesta la partecipazione di esperti di problemi sociali, culturali, artistici e scientifici, indicati dagli studenti insieme agli argomenti dell'ordine del giorno. La partecipazione deve essere autorizzata dal consiglio d'istituto.
Chi vigila e che ruolo ha il dirigente?
Il Testo unico distribuisce le responsabilità in modo preciso:
- Presenza: l'art. 13, comma 8, prevede che all'assemblea di classe o d'istituto possano assistere il dirigente o un suo delegato e i docenti che lo desiderino.
- Ordinato svolgimento: per l'art. 14 il comitato studentesco, se costituito, o il presidente eletto dall'assemblea garantisce l'esercizio democratico dei diritti dei partecipanti.
- Intervento del dirigente: il dirigente ha potere di intervento in caso di violazione del regolamento o se constata l'impossibilità di un ordinato svolgimento dell'assemblea.
Turni dei docenti, gestione degli spazi e organizzazione della sorveglianza non sono disciplinati in dettaglio dal Testo unico: rientrano nel regolamento d'istituto e nelle disposizioni organizzative della scuola.
Come si informano le famiglie?
La norma non stabilisce una forma specifica di comunicazione alle famiglie. È però buona prassi che la scuola informi per tempo su data, orario e modalità dell'assemblea, soprattutto quando cambia l'orario di ingresso o di uscita, secondo quanto previsto dal regolamento d'istituto.
Anche le famiglie hanno un proprio diritto di assemblea, riconosciuto dall'art. 12 del Testo unico ai genitori degli alunni di ogni ordine e grado. Il livello provinciale della rappresentanza studentesca è trattato nel nostro articolo sulle consulte provinciali degli studenti.
Scuola e famiglie. Spaggiari affianca le scuole che usano ClasseViva nelle comunicazioni quotidiane con studenti, docenti e famiglie.
Errori frequenti e cosa fare se
- Fissare l'assemblea di classe sempre nello stesso giorno. La norma lo esclude: conviene alternare i giorni della settimana.
- Superare i limiti di durata. Due ore per l'assemblea di classe, le ore di una giornata per quella d'istituto.
- Invitare esperti senza autorizzazione. La partecipazione va autorizzata dal consiglio d'istituto.
- Programmare un'assemblea nell'ultimo mese di lezione. Il Testo unico non lo consente.
- Cosa fare se l'assemblea non si svolge in modo ordinato. Il dirigente può intervenire, come previsto dall'art. 14.
- Confondere assemblea d'istituto e assemblea di classi parallele. Quando i locali non bastano, la norma consente di articolare l'assemblea d'istituto per classi parallele, e il regolamento d'istituto ne precisa le modalità.
- Cosa fare se manca il regolamento dell'assemblea d'istituto. Va adottato dall'assemblea e inviato in visione al consiglio d'istituto.
Domande frequenti
Quante assemblee d'istituto si possono fare in un anno?
Una al mese in orario di lezione, esclusa l'ultima mensilità; un'altra mensile può svolgersi fuori orario, se ci sono locali.
Chi può convocare l'assemblea d'istituto?
La maggioranza del comitato studentesco o il 10% degli studenti.
I docenti devono essere presenti?
La norma prevede che possano assistere il dirigente o un suo delegato e i docenti che lo desiderino; il resto è regolato dall'istituto.
Si possono invitare persone esterne?
Sì, esperti indicati dagli studenti, in non più di quattro assemblee d'istituto in orario di lezione, con autorizzazione del consiglio d'istituto.
Cos'è il comitato studentesco?
È l'organismo che i rappresentanti di classe possono esprimere a livello d'istituto: formula pareri e proposte al consiglio d'istituto e può chiedere la convocazione dell'assemblea.
Le assemblee valgono anche alle medie?
No: le assemblee studentesche del Testo unico riguardano la scuola secondaria superiore.
Le ore di assemblea possono diventare altro?
Sì, su richiesta degli studenti possono essere usate per ricerca, seminari e lavori di gruppo.
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