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Il Ministero dell'istruzione e del merito ha destinato 18.689.726,62 euro all'eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici scolastici pubblici. I fondi vanno agli enti locali proprietari degli edifici, non alle scuole. La graduatoria è stata approvata con il decreto direttoriale 18 settembre 2026, n. 575, che ha annullato quello di aprile.
Rampe, ascensori, servizi igienici accessibili: sono interventi che le scuole chiedono da tempo e che dipendono quasi sempre dall'ente proprietario dell'edificio. Il piano nazionale sulle barriere architettoniche è arrivato alla graduatoria definitiva. Ecco cosa prevede, chi riceve i fondi e cosa possono fare dirigenti e segreterie.
Cosa prevede il piano sulle barriere architettoniche?
Il quadro è fissato dal decreto del Ministro dell'istruzione e del merito 24 ottobre 2025, n. 200, pubblicato in Gazzetta Ufficiale. L'articolo 1 destina "la somma complessiva di euro 18.689.726,62" all'abbattimento delle barriere architettoniche "negli edifici pubblici ospitanti scuole statali o paritarie di ogni ordine e grado". La cifra è quella annunciata nel comunicato del Ministero, che parla di oltre 18,6 milioni provenienti dal bilancio ministeriale.
Le risorse arrivano da più capitoli di bilancio, per gli esercizi 2024 e 2025, e sono gestite dalla Direzione generale per l'edilizia scolastica, le risorse e il supporto alle istituzioni scolastiche tramite avvisi pubblici. Gli interventi devono rispettare le norme tecniche sull'accessibilità richiamate dal decreto: il D.P.R. 24 luglio 1996, n. 503, e il decreto ministeriale 14 giugno 1989, n. 236.
Chi poteva presentare domanda e chi riceve i fondi?
L'articolo 2 del decreto è netto su due punti. Il primo: "Oggetto dei suindicati interventi possono essere esclusivamente edifici scolastici pubblici". Gli edifici privati sono esclusi, "anche se oggetto di locazione". Il secondo: i finanziamenti "sono assegnati direttamente agli enti locali proprietari e/o gestori di edifici pubblici adibiti ad uso scolastico", secondo la legge 11 gennaio 1996, n. 23 sull'edilizia scolastica.
In pratica i beneficiari sono Comuni, Province e Città metropolitane, a seconda di chi è competente per l'edificio. Le scuole non sono destinatarie dirette dei fondi: le risorse vengono trasferite sulle contabilità di Tesoreria unica degli enti locali.
Come leggere la graduatoria del 18 settembre 2026?
Il comunicato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 232 del 6 ottobre 2026 riporta che con il decreto direttoriale 18 settembre 2026, n. 575, è stata approvata la graduatoria degli interventi, in attuazione del decreto n. 200 e dell'avviso pubblico 31 ottobre 2025, n. 18807. Lo stesso decreto ha disposto "l'annullamento d'ufficio del decreto direttoriale 17 aprile 2026, n. 124", cioè della graduatoria precedente.
Per questo chi aveva consultato la graduatoria di aprile deve fare riferimento a quella nuova. Il testo integrale del decreto e l'allegato con l'elenco degli interventi sono pubblicati sul sito del Ministero, nella sezione dedicata all'edilizia scolastica, come indicato nel comunicato. Nella lettura conviene verificare:
- se l'intervento dell'ente proprietario compare tra quelli finanziati o solo tra quelli ammessi;
- l'importo assegnato al singolo intervento;
- l'edificio scolastico a cui l'intervento si riferisce, soprattutto negli istituti con più plessi.
Qual è il ruolo di enti locali e scuole?
L'ente locale beneficiario progetta ed esegue i lavori, li rendiconta e, secondo l'articolo 4 del decreto, deve aggiornare costantemente i dati dell'Anagrafe nazionale dell'edilizia scolastica. Il Ministero può effettuare controlli in loco e deve revocare il finanziamento, in tutto o in parte, se non vengono rispettati i termini fissati negli avvisi o se la rendicontazione è omessa o incompleta.
La scuola non è beneficiaria, ma ha un ruolo concreto. Il dirigente scolastico conosce i bisogni reali degli spazi: può segnalarli all'ente proprietario, condividere le esigenze degli alunni e del personale con disabilità e collaborare alla programmazione dei lavori per ridurre l'impatto sulle attività didattiche. Sui diritti degli studenti con disabilità c'è il nostro approfondimento sull'accomodamento ragionevole a scuola.
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Quali sono i tempi di attuazione?
Il decreto n. 200 rinvia agli avvisi pubblici per i termini: l'articolo 3 prevede che ogni avviso stabilisca, tra l'altro, il cronoprogramma di ciascun intervento e le modalità di rendicontazione e monitoraggio. I termini per l'aggiudicazione dei lavori, l'ultimazione e la rendicontazione vanno quindi letti nel decreto direttoriale n. 575 e nell'avviso n. 18807, pubblicati dal Ministero.
L'articolo 5 prevede infine lo scorrimento della graduatoria se si rendono disponibili ulteriori risorse, economie di gara non utilizzate, rinunce o revoche. Un intervento ammesso ma non finanziato può quindi essere recuperato in un secondo momento, se si liberano fondi.
Anche le economie di gara hanno una regola precisa: secondo l'articolo 4 "non sono nella disponibilità dell'ente locale" e possono essere usate, nei limiti previsti dal codice dei contratti pubblici, solo con l'autorizzazione del Ministero. Per l'ente significa che eventuali ribassi non si trasformano automaticamente in nuovi lavori sullo stesso edificio.
Errori frequenti e cosa fare se
- Pensare che la scuola possa candidarsi. I finanziamenti vanno agli enti locali proprietari o gestori degli edifici scolastici pubblici.
- Consultare la graduatoria di aprile. Il decreto direttoriale n. 124 del 17 aprile 2026 è stato annullato: vale la graduatoria approvata il 18 settembre 2026.
- Dare per scontati i tempi. Le scadenze per i lavori sono fissate dal decreto e dall'avviso: vanno verificate sui testi ufficiali.
- Edificio in affitto da privati. Il decreto esclude gli interventi su edifici privati, anche se in locazione.
- Cosa fare se l'intervento non è stato finanziato. La scuola può chiedere all'ente proprietario se l'intervento è tra gli ammessi e se c'è margine per uno scorrimento.
- Cosa fare se i lavori interessano spazi didattici. Conviene concordare con l'ente un calendario che limiti l'impatto sulle lezioni e informare per tempo personale e famiglie.
Per orientarsi tra le altre opportunità di finanziamento rivolte alle scuole è disponibile la nostra guida su bandi e finanziamenti per la scuola.
Domande frequenti
Quanto vale il piano per le barriere architettoniche nelle scuole?
Il decreto 24 ottobre 2025, n. 200, destina 18.689.726,62 euro.
Chi riceve i finanziamenti?
Gli enti locali proprietari o gestori di edifici pubblici adibiti a uso scolastico.
Le scuole paritarie sono comprese?
Il decreto riguarda edifici pubblici che ospitano scuole statali o paritarie. Sono esclusi gli edifici privati, anche se in locazione.
Qual è la graduatoria valida?
Quella approvata con il decreto direttoriale 18 settembre 2026, n. 575, che ha annullato il decreto n. 124 di aprile.
Dove si consulta l'elenco degli interventi?
Sul sito del Ministero dell'istruzione e del merito, nella sezione sull'edilizia scolastica indicata nel comunicato in Gazzetta Ufficiale.
Che cosa può fare il dirigente scolastico?
Segnalare i bisogni all'ente proprietario, verificare in graduatoria gli interventi che riguardano i propri edifici e collaborare alla programmazione dei lavori.
Se arrivano nuove risorse, la graduatoria scorre?
Sì: il decreto prevede lo scorrimento in caso di ulteriori risorse, economie, rinunce o revoche.
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