Risposta rapida
Il bonus asilo nido INPS rimborsa le rette di nidi pubblici e privati autorizzati per i bambini sotto i 3 anni. Nel 2026, per i nati dal 1° gennaio 2024, vale fino a 3.600 euro l'anno con ISEE neutralizzato fino a 40.000 euro e 1.500 euro oltre questa soglia o senza ISEE. La domanda si presenta online entro il 31 dicembre.
Per molte famiglie la retta del nido è una delle voci di spesa più pesanti nei primi anni di vita dei figli. Il contributo INPS previsto dalla legge di bilancio 2017 è stato rivisto per il 2026: cambia l'ISEE di riferimento, cambiano le regole sulla durata della domanda e restano precise le richieste sui documenti. Questa guida riassume cosa dicono la circolare INPS n. 29 del 27 marzo 2026 e il messaggio INPS n. 1136 del 31 marzo 2026, che ha aperto il servizio per le domande dell'anno.
Che cos'è il bonus asilo nido?
Il bonus nasce dall'art. 1, comma 355, della legge 232/2016 e comprende due prestazioni distinte:
- contributo asilo nido: rimborso delle rette pagate per la frequenza di un servizio educativo per l'infanzia;
- contributo per forme di supporto presso la propria abitazione: sostegno per i bambini sotto i 3 anni che, a causa di una grave patologia cronica, non possono frequentare il nido.
Per il contributo asilo nido sono ammessi solo servizi di strutture pubbliche o private con regolare titolo abilitativo secondo la normativa regionale: nidi e micronidi, sezioni primavera, spazi gioco e servizi educativi in contesto domiciliare. Sono esclusi, tra gli altri, i servizi ricreativi, il pre-scuola e il post-scuola e i centri per bambini e famiglie in cui il bambino è accompagnato da un adulto.
Chi può chiederlo?
La domanda riguarda un minore di età inferiore a tre anni. Il richiedente deve possedere, alla data della domanda e per tutta la durata della prestazione:
- cittadinanza italiana o di uno Stato dell'Unione europea, oppure uno dei titoli di soggiorno elencati dalla circolare per i cittadini di Paesi terzi;
- residenza in Italia.
Per il contributo asilo nido la domanda va presentata dal genitore che sostiene il pagamento della retta. Per il supporto presso l'abitazione serve invece il genitore che coabita con il figlio e ha dimora abituale nello stesso comune. Possono presentare domanda anche gli affidatari del minore in affidamento temporaneo o preadottivo. Chi ha ottenuto il contributo asilo nido per almeno una mensilità in un anno solare non può chiedere, per lo stesso anno, il supporto presso l'abitazione.
Quanto spetta nel 2026 e quale ISEE serve?
Dal 1° gennaio 2026 l'importo è legato all'ISEE per specifiche prestazioni familiari e per l'inclusione, al netto dell'Assegno unico e universale percepito dal nucleo: la circolare parla di ISEE "neutralizzato". Gli importi annui sono questi:
- bambini nati dal 1° gennaio 2024: 3.600 euro con ISEE neutralizzato pari o inferiore a 40.000 euro; 1.500 euro oltre 40.000 euro o senza ISEE;
- bambini nati prima del 1° gennaio 2024: 3.000 euro con ISEE fino a 25.000,99 euro; 2.500 euro tra 25.001 e 40.000 euro; 1.500 euro oltre 40.000 euro o senza ISEE.
L'importo è suddiviso in undici rate mensili: ad esempio, per i 3.600 euro sono dieci rate da 327,27 euro e una da 327,30 euro. Il rimborso non può superare la spesa effettivamente sostenuta. Per il contributo asilo nido conta l'ISEE valido l'ultimo giorno del mese precedente alla mensilità. Un ISEE con omissioni o difformità porta all'importo minimo, che viene ricalcolato dopo la rettifica della DSU.
Come si presenta la domanda?
La domanda è solo telematica, secondo il messaggio 1136/2026:
- sul portale inps.it, con SPID di livello 2 o superiore, CIE 3.0 o CNS, nel percorso "Sostegni, Sussidi e Indennità", poi "Per genitori", poi "Bonus asilo nido e forme di supporto presso la propria abitazione";
- tramite un istituto di patronato.
Le domande si presentano ogni anno dall'apertura del servizio fino al 31 dicembre. La novità del 2026 riguarda la durata: la domanda vale per l'intero ciclo di fruizione, fino al mese di agosto dell'anno in cui il bambino compie tre anni. Negli anni successivi non serve una nuova istanza: basta accedere alla domanda già registrata e indicare le mensilità per cui si chiede il contributo, fino a un massimo di undici. Le istruzioni operative sono anche nella scheda INPS del servizio.
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Quali documenti servono per il rimborso?
Per ogni mensilità richiesta va allegata la fattura oppure, se non c'è obbligo di fatturazione, la ricevuta o l'avviso di pagamento, insieme alla prova di un pagamento tracciabile. La fattura deve indicare:
- denominazione e dati identificativi del nido, con sede legale e codice fiscale o partita IVA;
- intestazione al richiedente o al minore;
- descrizione del servizio, mese e anno di riferimento, nome e cognome o codice fiscale del minore e importo.
Per i nidi comunali e le sezioni primavera comunali o statali si può allegare l'avviso di pagamento. Se la retta del nido pubblico si paga dopo la frequenza, si può allegare la posizione in graduatoria o un'attestazione di frequenza. Sono validi bonifico eseguito, carta o POS, PagoPA con codice IUV, bollettino postale, assegno non trasferibile e, per i nidi aziendali, l'attestazione del datore di lavoro. La documentazione delle mensilità 2026 va allegata, a pena di decadenza, entro il 30 aprile 2027.
Per il supporto presso l'abitazione serve un'attestazione del pediatra di libera scelta sull'impossibilità del bambino di frequentare il nido per l'intero anno solare a causa di una grave patologia cronica. In questo caso la circolare prende come riferimento l'ISEE minorenni e prevede il pagamento in un'unica soluzione al genitore.
Errori frequenti e cosa fare se
Errore: presentare la domanda a nome del genitore che non paga la retta
Il contributo asilo nido spetta al genitore che sostiene il pagamento. Cosa fare: verificare chi paga e, se paga un'altra persona, allegare la sua dichiarazione con documento d'identità, come previsto dalla circolare.
Errore: allegare un ordine di bonifico revocabile. Non sono ammessi documenti di home banking da cui non risulti l'esecuzione. Cosa fare: scaricare la contabile del bonifico eseguito.
Errore: unire più mesi in un'unica ricevuta senza dettaglio. La documentazione va allegata per ogni mese. Cosa fare: se per lo stesso mese ci sono più ricevute, inviarle in un unico file.
Errore: chiedere anche la detrazione fiscale per le stesse rette. Il contributo asilo nido non è cumulabile con la detrazione per la frequenza degli asili nido. Cosa fare: valutare quale delle due misure utilizzare.
Cosa fare se l'ISEE non è ancora pronto. Il contributo viene pagato nella misura minima e ricalcolato dopo la presentazione di una DSU regolare.
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Domande frequenti
Fino a quando si può presentare la domanda per il 2026?
La circolare 29/2026 indica che le domande si presentano ogni anno dall'apertura del servizio fino al 31 dicembre.
Ogni anno bisogna ripresentare la domanda?
No. Dal 2026 la domanda vale fino ad agosto dell'anno in cui il bambino compie tre anni: negli anni successivi basta indicare le mensilità.
Quale ISEE si usa nel 2026?
Per il contributo asilo nido l'ISEE per specifiche prestazioni familiari e per l'inclusione, neutralizzato dall'importo dell'Assegno unico.
Cosa succede senza ISEE?
Il contributo asilo nido viene erogato nella misura minima di 1.500 euro annui.
Il bonus vale anche per i nidi privati?
Sì, se la struttura è autorizzata dalla Regione a erogare servizi educativi per la fascia 0-3 anni.
Entro quando vanno caricate le ricevute del 2026?
Entro il 30 aprile 2027, a pena di decadenza, secondo la circolare INPS.
Il bonus nido è lo stesso del bonus nuovi nati?
No, sono misure diverse con requisiti e domande distinti: questa guida riguarda solo il bonus asilo nido.
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