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Redazione Spaggiari24/10/26, 17:028 min di lettura

Docenti e intelligenza artificiale in classe: linee guida del Ministero e regole d'istituto

Risposta rapida

Le linee guida del Ministero sull'intelligenza artificiale, allegate al D.M. 166/2025, non introducono divieti o permessi per la singola lezione. Chiedono alla scuola di introdurre l'IA con un progetto in quattro fasi, guidato dal dirigente, con requisiti di trasparenza e protezione dei dati e una DPIA prima di trattare dati personali. Le regole d'uso in classe restano una scelta dell'istituto.

L'uso di chatbot e strumenti di intelligenza artificiale da parte degli studenti è ormai un tema quotidiano nei consigli di classe. Le indagini più recenti, tra cui quella di Indire sugli studenti e le policy d'istituto e quella sui docenti e l'intelligenza artificiale, mostrano che la domanda delle scuole non è più se parlarne, ma come regolarlo. Questa guida parte dal documento ministeriale di riferimento e lo traduce in indicazioni operative per docenti e dirigenti, distinguendo ciò che il testo prevede da ciò che resta all'autonomia dell'istituto.

Cosa dicono le linee guida ministeriali sull'IA a scuola?

Il Decreto Ministeriale n. 166 del 9 agosto 2025 prevede, nell'ambito della Piattaforma Unica, un servizio digitale di accompagnamento per un uso corretto e consapevole dell'intelligenza artificiale in ambito scolastico. Il decreto ha ricevuto il parere favorevole del Garante per la protezione dei dati personali ed è stato registrato dagli organi di controllo. Al decreto sono allegate le Linee guida per l'introduzione dell'Intelligenza Artificiale nelle Istituzioni scolastiche, versione 1.0.

Il documento propone un modello fondato su quattro pilastri. Tra questi:

  • principi di riferimento, di carattere generale, per guidare l'introduzione dell'IA nel contesto educativo;
  • requisiti di base in ambito etico, tecnico e normativo, per verificare trasparenza, robustezza tecnologica dei sistemi e piena conformità alle norme sulla protezione dei dati;
  • un framework di implementazione, cioè il modello operativo che accompagna la scuola dall'individuazione degli ambiti di intervento fino alla valutazione e al monitoraggio dei risultati.

Le linee guida individuano tre ambiti di applicazione: l'IA al servizio degli studenti, l'IA a supporto dei docenti e l'IA a sostegno dell'organizzazione scolastica. Il punto operativo è questo: il testo non contiene un elenco di strumenti ammessi o vietati, ma un metodo per decidere, progetto per progetto.

Come si introduce l'IA in una scuola secondo il metodo ministeriale?

Le linee guida descrivono un approccio metodologico in quattro fasi:

  1. Definizione: si identifica una necessità o un'idea progettuale ascoltando la comunità scolastica. Il testo attribuisce un ruolo strategico alla guida del dirigente scolastico, per esempio attraverso la formulazione dell'atto di indirizzo.
  2. Pianificazione: per il caso d'uso scelto si analizzano dipendenze tecniche e organizzative e si redige un piano di progetto con traguardi, risultati attesi, team, ruoli, costi e modalità di monitoraggio.
  3. Adozione: il sistema di IA viene integrato nel caso d'uso selezionato.
  4. Monitoraggio: si svolge in parallelo all'adozione, per verificare che il progetto proceda come previsto e correggerlo.

Per i docenti questo significa che l'uso strutturato di uno strumento di IA in classe, soprattutto se comporta il trattamento di dati degli studenti, non dovrebbe essere un'iniziativa isolata del singolo insegnante, ma rientrare in un progetto condiviso. Il Ministero ha anche messo a disposizione modelli per la ricognizione interna delle competenze dei docenti sull'IA, utili al dirigente per conoscere il livello di formazione e i bisogni del proprio personale.

Mani di un docente su un portatile chiuso accanto a un quaderno di appunti su una cattedra
Immagine generata con AI a partire da brief editoriale Spaggiari, senza rappresentare persone reali.

Quali usi didattici sono coerenti con le linee guida?

Il documento non elenca attività didattiche obbligatorie o consigliate per la singola disciplina. Indica però i criteri da rispettare: centralità della persona, trasparenza, spiegabilità, attenzione ai soggetti vulnerabili e ai minori, supervisione umana. Su questa base, molte scuole stanno lavorando su usi che mantengono il docente al centro, per esempio:

  • analisi critica in classe di testi prodotti da un sistema di IA, per riconoscerne errori, omissioni e fonti mancanti;
  • preparazione da parte del docente di materiali differenziati, verificati prima dell'uso;
  • attività di educazione civica digitale sul funzionamento dei modelli e sui rischi per i dati personali.

Sono esempi di scelte didattiche, non indicazioni del testo ministeriale: la loro adozione va valutata dal consiglio di classe e, se comportano l'uso di piattaforme con dati degli studenti, inserita nel percorso di progetto descritto sopra.

Come gestire compiti e valutazione quando gli studenti usano l'IA?

Le linee guida sull'IA non introducono nuove regole di valutazione. Resta valido il principio generale, richiamato anche dalle Linee guida per la didattica digitale integrata, secondo cui la funzione valutativa spetta ai docenti, con riferimento ai criteri approvati dal collegio dei docenti e inseriti nel PTOF.

In pratica, le scelte più utili sono organizzative:

  • dichiarare in anticipo se, per un compito, l'uso dell'IA è escluso, consentito con dichiarazione o richiesto;
  • valutare il processo oltre al prodotto: bozze, appunti, spiegazione orale delle scelte fatte;
  • chiedere la dichiarazione dello strumento usato e di come è stato impiegato, quando l'uso è consentito;
  • condividere i criteri nel consiglio di classe, per evitare regole diverse da un docente all'altro.

Attenzione ai software che promettono di riconoscere automaticamente i testi generati dall'IA: il loro uso per decisioni valutative coinvolge dati personali degli studenti e rientra comunque nelle verifiche di trasparenza e affidabilità richieste dalle linee guida.

Scuola e famiglie. Spaggiari affianca le scuole che usano ClasseViva nelle comunicazioni quotidiane con docenti, personale e famiglie.

Quali obblighi ci sono sulla privacy e sui dati degli studenti?

Su questo punto il testo è esplicito. Prima di procedere al trattamento di dati personali mediante sistemi di IA, l'istituzione scolastica, in qualità di titolare del trattamento, è tenuta a eseguire una valutazione d'impatto sulla protezione dei dati (DPIA), secondo gli articoli 35 e seguenti del GDPR. La DPIA descrive il trattamento, ne valuta necessità e proporzionalità e individua le misure per gestire i rischi per i diritti delle persone. Le linee guida richiedono inoltre di descrivere come viene attuata la supervisione umana, secondo le istruzioni d'uso del sistema.

Per i docenti la conseguenza pratica è semplice: non inserire dati personali di studenti, valutazioni o informazioni su salute e situazioni familiari in strumenti di IA non valutati e autorizzati dalla scuola. Il riferimento per dubbi concreti è il responsabile della protezione dei dati dell'istituto.

Serve un regolamento d'istituto sull'intelligenza artificiale?

Le linee guida non impongono un regolamento specifico sull'IA. Indicano però strumenti di governo che una scuola già usa: l'atto di indirizzo del dirigente, il PTOF, i progetti approvati e i criteri di valutazione deliberati dal collegio. Molte scuole scelgono di raccogliere le regole d'uso in un documento unico, da far conoscere a studenti e famiglie. Un documento di questo tipo, di solito, chiarisce:

  • quali strumenti la scuola ha valutato e adottato, e per quali finalità;
  • le regole sui compiti: quando l'uso è escluso, consentito o richiesto, e come va dichiarato;
  • le regole sui dati: cosa non va mai inserito in strumenti esterni;
  • chi è il riferimento interno per i dubbi e come si aggiornano le regole.

Le linee guida prevedono che il Ministero, sentito il Garante, aggiorni modalità e strumenti di supporto attraverso la Piattaforma Unica: è prudente prevedere una revisione periodica delle regole d'istituto.

Errori frequenti e cosa fare se

Errore: pensare che le linee guida vietino o autorizzino singoli strumenti

Il testo fornisce principi, requisiti e un metodo di progetto. Cosa fare: decidere a livello di istituto, con un progetto approvato e criteri condivisi.

Errore: usare con gli studenti una piattaforma che tratta dati personali senza DPIA. Le linee guida la richiedono prima del trattamento. Cosa fare: coinvolgere dirigente e responsabile della protezione dei dati prima dell'avvio.

Errore: regole diverse da docente a docente sui compiti. Generano contestazioni. Cosa fare: concordare nel consiglio di classe quando l'uso dell'IA è escluso, consentito o richiesto.

Errore: valutare solo il prodotto finale. Rende difficile capire cosa ha fatto lo studente. Cosa fare: prevedere bozze, spiegazioni orali o lavoro in classe.

Cosa fare se uno studente consegna un testo che sembra generato dall'IA. Chiedere allo studente di spiegare il lavoro e il procedimento seguito, applicando le regole già comunicate, senza basarsi su un solo strumento automatico.

Domande frequenti

Le linee guida sull'IA sono obbligatorie per le scuole?

Sono allegate al D.M. 166/2025 e costituiscono il riferimento ministeriale per introdurre l'IA. Indicano principi, requisiti e un metodo; non contengono un elenco di strumenti vietati.

Un docente può usare l'IA per preparare le lezioni?

Le linee guida prevedono espressamente l'ambito dell'IA a supporto dei docenti. Resta essenziale verificare i contenuti prodotti e non inserire dati personali degli studenti.

Che cos'è la DPIA e chi deve farla?

È la valutazione d'impatto sulla protezione dei dati prevista dal GDPR. La svolge la scuola, come titolare del trattamento, prima di trattare dati personali con un sistema di IA.

Chi decide le regole sull'IA nei compiti?

I docenti, nel quadro dei criteri di valutazione deliberati dal collegio e inseriti nel PTOF. Conviene condividerle nel consiglio di classe.

Che ruolo ha il dirigente scolastico?

Secondo le linee guida ha un ruolo strategico nell'avvio dei progetti, per esempio attraverso l'atto di indirizzo, e nella governance complessiva.

Le linee guida verranno aggiornate?

Il testo è la versione 1.0 e prevede successivi interventi del Ministero, sentito il Garante, anche attraverso il servizio digitale della Piattaforma Unica.

Si possono usare rilevatori automatici di testi generati dall'IA?

Le linee guida non li disciplinano in modo specifico. Il loro uso per decisioni sugli studenti va valutato con attenzione alla trasparenza e alla protezione dei dati.

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