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Gruppo Spaggiari Parma15/10/26, 17:046 min di lettura

Educazione alimentare a scuola: Giornata mondiale del 16 ottobre, mensa e diete speciali

Risposta rapida

Il 16 ottobre è la Giornata mondiale dell'alimentazione della FAO, quest'anno con il tema "Innovate today. Nourish tomorrow.". Per la scuola il riferimento didattico sono le Linee guida MIM per l'educazione alimentare del 2015. Sulla mensa le Linee di indirizzo del Ministero della Salute distinguono i ruoli di Comune, gestore, ASL e scuola; le diete speciali partono da una prescrizione medica.

La Giornata mondiale dell'alimentazione è un'occasione per affrontare in classe un tema che a scuola è presente ogni giorno: nella mensa, nelle merende, nei progetti. Ecco il quadro di riferimento, chi è responsabile di cosa nella ristorazione scolastica e come si gestiscono le diete speciali.

Perché il 16 ottobre?

Il 16 ottobre si celebra la Giornata mondiale dell'alimentazione, promossa dalla FAO. Il tema del 2026 è "Innovate today. Nourish tomorrow.": la FAO lo presenta come un invito a unire scienza, tecnologia e innovazione ai saperi tradizionali per costruire sistemi agroalimentari che nutrano le persone oggi e proteggano le risorse per le generazioni future.

Per una classe è uno spunto concreto per parlare di filiera, stagionalità, sprechi e sostenibilità, temi che si collegano direttamente al curricolo di educazione civica.

Cosa dicono le linee guida per l'educazione alimentare?

Le Linee guida per l'educazione alimentare del 2015, che aggiornano quelle del 2011, definiscono il quadro in cui collocare l'educazione alimentare nel sistema di istruzione. Il documento sostiene un approccio sistemico: per questo chiede l'attenzione non solo della scuola, ma anche dei soggetti esterni chiamati ad agire nell'interesse comune.

Sul sito del Ministero la scuola è descritta come il luogo che "prima di ogni altro" può sostenere un'efficace educazione alimentare, con interventi interdisciplinari e percorsi mirati. I temi indicati vanno dalla prevenzione alla comprensione della nutrizione, dalla tutela di territori e filiere alla stagionalità dei prodotti, fino a un consumo responsabile e alla riduzione degli sprechi.

L'educazione alimentare rientra anche tra i temi dell'educazione civica, insieme a salute, benessere e sport. Su come costruire la programmazione trasversale c'è il nostro articolo sull'educazione civica 2026/27 e le 33 ore.

Mensa scolastica: chi fa cosa?

Il riferimento sono le Linee di indirizzo nazionale per la ristorazione scolastica del Ministero della Salute, approvate in Conferenza unificata e pubblicate nella Gazzetta Ufficiale n. 134 dell'11 giugno 2010. Il documento distingue i ruoli:

  • Comune (o scuola paritaria), responsabile del servizio: sceglie la tipologia del servizio, programma investimenti e risorse, elabora il capitolato e controlla il servizio, anche quando è affidato a terzi.
  • Gestore del servizio: svolge il servizio nel rispetto della normativa e del contratto, offre pasti in una logica di qualità e forma il proprio personale.
  • ASL, attraverso il SIAN (Servizio igiene alimenti e nutrizione): sorveglia le caratteristiche igienico-nutrizionali dei pasti, valuta le tabelle dietetiche, svolge vigilanza e controlli e si occupa di educazione alimentare.
  • Istituzioni scolastiche: sono tra i soggetti del sistema; le linee di indirizzo chiedono di coinvolgere di più i docenti, o chi assiste al pasto, negli interventi sulle abitudini alimentari.

Le linee di indirizzo sono state poi affiancate dalle Linee di indirizzo per la ristorazione ospedaliera, assistenziale e scolastica, approvate in Conferenza unificata il 7 ottobre 2021 e pubblicate nella Gazzetta Ufficiale n. 269 dell'11 novembre 2021, che sottolineano il ruolo sanitario della ristorazione collettiva.

La commissione mensa

Secondo le linee di indirizzo del 2010, la commissione mensa può fare da collegamento tra famiglie, Comune e ASL, raccogliendo suggerimenti e reclami, e collaborare al monitoraggio dell'accettabilità del pasto. Funzionamento e compiti sono definiti da un regolamento locale redatto dal Comune.

Mani che tagliano verdure colorate su un tagliere in una cucina scolastica
Immagine generata con AI a partire da brief editoriale Spaggiari, senza rappresentare persone reali.

Quali progetti si possono fare in classe?

Gli spunti offerti dalle fonti ministeriali sono numerosi. Un avviso del Ministero sulle azioni per l'ampliamento dell'offerta formativa citava, per l'area "educazione alimentare, cibo e territorio", il ciclo del cibo in ottica di sostenibilità, la conoscenza delle culture attraverso il cibo, la lotta agli sprechi, gli orti scolastici e i progetti per la riduzione degli sprechi.

Alcune idee coerenti con il tema FAO di quest'anno:

  • Dalla filiera al piatto: ricostruire il percorso di un alimento del menù della mensa.
  • Stagionalità: confrontare il menù scolastico con il calendario di frutta e verdura di stagione.
  • Sprechi: osservare insieme agli studenti gli avanzi in mensa; le linee di indirizzo del Ministero della Salute sullo spreco suggeriscono di coinvolgerli nel monitoraggio.
  • Culture a tavola: le linee di indirizzo del 2010 dedicano un capitolo agli aspetti interculturali e alle abitudini alimentari legate a tradizioni e credenze religiose.

Scuola e famiglie. Spaggiari affianca le scuole che usano ClasseViva nelle comunicazioni quotidiane con studenti, docenti e famiglie.

Come si gestiscono le diete speciali?

Le linee di indirizzo del 2010 dedicano un allegato alle diete speciali. Per allergie, intolleranze (per esempio la celiachia) o malattie metaboliche serve una prescrizione medica dettagliata, rilasciata dal medico curante o dallo specialista, con l'indicazione degli alimenti vietati. L'accoglimento del bambino va fatto "congiuntamente da scuola e servizio di ristorazione" e va tutelata la sua privacy secondo l'organizzazione locale.

Il documento descrive un modello di gestione con responsabilità distinte:

  • diagnosi e prescrizione medica;
  • formulazione della dieta da parte di personale competente, per esempio un dietista;
  • produzione e distribuzione a cura del gestore o responsabile del servizio;
  • assistenza al pasto, regolamentata dal dirigente scolastico;
  • controllo documentato da parte del responsabile del servizio, dell'ASL e del dirigente scolastico.

La dieta redatta va consegnata alla segreteria della scuola, che informa insegnanti ed educatori coinvolti, ai genitori, alla cucina o al centro di cottura e al SIAN dell'ASL competente. Le preparazioni sostitutive devono essere il più possibile simili al menù del giorno e di qualità appropriata come quella del menù base. Lo stesso documento prevede anche menù per esigenze etico-religiose, da definire e dichiarare nella carta del servizio.

Le procedure concrete, i moduli e i tempi dipendono dal Comune o dal gestore del servizio: per le famiglie il primo riferimento è l'ufficio che gestisce la refezione nel proprio territorio.

Errori frequenti e cosa fare se

  • Considerare la Giornata solo un evento simbolico. Funziona meglio come punto di partenza di un percorso collegato al curricolo.
  • Attribuire alla scuola compiti del Comune. Menù, capitolato e controllo del servizio spettano al responsabile del servizio, cioè al Comune o alla scuola paritaria.
  • Gestire una dieta speciale solo a voce. Le linee di indirizzo prevedono una prescrizione medica dettagliata e una dieta formalizzata.
  • Diffondere informazioni sanitarie oltre il necessario. I dati vanno condivisi solo con chi è coinvolto nel pasto, tutelando la privacy del bambino.
  • Cosa fare se la famiglia segnala un problema sul pasto. Si può coinvolgere la commissione mensa, che fa da collegamento con Comune e ASL.
  • Cosa fare se una dieta speciale non arriva corretta. Va segnalato subito al gestore e al responsabile del servizio, secondo le procedure locali.

Domande frequenti

Qual è il tema della Giornata mondiale dell'alimentazione 2026?

"Innovate today. Nourish tomorrow.", scelto dalla FAO.

Esistono linee guida ministeriali sull'educazione alimentare?

Sì: le Linee guida per l'educazione alimentare del 2015, che aggiornano quelle del 2011.

Chi decide il menù della mensa?

Il responsabile del servizio, cioè il Comune o la scuola paritaria, con la sorveglianza del SIAN dell'ASL sulle tabelle dietetiche.

Cosa serve per chiedere una dieta speciale?

Una prescrizione medica dettagliata del medico curante o dello specialista; le modalità di presentazione sono definite a livello locale.

Chi riceve la dieta speciale?

La segreteria della scuola, i genitori, la cucina o il centro di cottura e il SIAN dell'ASL.

Che cosa fa la commissione mensa?

Raccoglie suggerimenti e reclami, collega famiglie, Comune e ASL e collabora al monitoraggio del servizio, secondo un regolamento comunale.

Sono previsti menù per motivi religiosi?

Le linee di indirizzo prevedono menù per particolari esigenze etico-religiose, da definire nella carta del servizio.

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