Risposta rapida
Alla scuola primaria i libri di testo sono forniti gratuitamente dai comuni. Per la scuola secondaria la legge 448/1998 prevede una gratuità totale o parziale per gli studenti in possesso dei requisiti economici, anche con libri in comodato. Requisiti, importi e scadenze li fissano regioni e comuni: la domanda si presenta in base al bando del proprio comune.
Dopo le adozioni dei libri di testo, che abbiamo descritto nell'articolo su scadenze, delibere e tetti di spesa 2026/27, per molte famiglie resta la domanda pratica: chi paga i libri e come si ottiene un aiuto. Le regole di base sono statali, ma l'attuazione è affidata a regioni e comuni.
Cosa prevede la legge 448/1998?
Il riferimento è l'art. 27 della legge 23 dicembre 1998, n. 448. Il comma 1 affida ai comuni il compito di garantire "la gratuità, totale o parziale, dei libri di testo" in favore degli alunni che adempiono l'obbligo scolastico e sono in possesso dei requisiti richiesti, nonché la fornitura di libri di testo "da dare anche in comodato" agli studenti della scuola secondaria superiore con i requisiti.
Lo stesso comma prevede che le categorie degli aventi diritto siano individuate con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, applicando criteri di valutazione della situazione economica. Il comma 2 stabilisce che siano le regioni a disciplinare la ripartizione dei finanziamenti ai comuni.
Il Ministero dell'Istruzione e del Merito spiega che i fondi per la fornitura gratuita vengono distribuiti con un decreto direttoriale di riparto alle regioni, elaborato sulla base dei dati sulla popolazione scolastica e dei dati ISTAT sulle famiglie meno abbienti.
Alla primaria i libri sono gratuiti per tutti?
Sì. L'art. 156 del Testo unico (D.Lgs. 16 aprile 1994, n. 297) prevede che agli alunni della scuola elementare, oggi primaria, i libri di testo, compresi quelli per i ciechi, siano "forniti gratuitamente dai comuni, secondo modalità stabilite dalla legge regionale".
La gratuità alla primaria non dipende quindi dal reddito della famiglia. Le modalità concrete, ad esempio cedole librarie o forniture dirette, dipendono dalla legge regionale e dall'organizzazione del comune: per questo è utile chiedere alla scuola o all'ufficio comunale competente come funziona nel proprio territorio.
Le classi con sperimentazioni
Il comma 2 dello stesso articolo prevede che nelle classi che svolgono sperimentazioni con forme alternative al libro di testo la somma equivalente possa essere usata per acquistare altro materiale librario, secondo il progetto di sperimentazione.
Alla secondaria chi ha diritto al contributo?
Alla scuola secondaria di primo e secondo grado non vale una gratuità generale. La legge 448/1998 prevede la gratuità totale o parziale per gli studenti in possesso dei requisiti richiesti, valutati sulla base della situazione economica della famiglia.
Una nota di aggiornamento riportata su Normattiva ricorda che la legge 27 dicembre 2006, n. 296 (art. 1, comma 628) ha esteso la gratuità parziale agli studenti del primo e del secondo anno della secondaria superiore.
Le soglie economiche, l'entità del contributo e i documenti da allegare non sono fissati in modo uniforme a livello nazionale: li definiscono le regioni e i comuni nei propri bandi. Per questo motivo questo articolo non indica cifre o soglie, che cambiano da territorio a territorio.
Come funziona il comodato d'uso nelle scuole?
Il comodato consiste nel prestito dei libri allo studente, che li riceve per l'anno scolastico e li restituisce secondo le regole fissate. La legge 448/1998 prevede espressamente la fornitura di libri "da dare anche in comodato" agli studenti della secondaria superiore.
La stessa disposizione della legge 296/2006 aggiunge che "le istituzioni scolastiche, le reti di scuole e le associazioni dei genitori sono autorizzate al noleggio di libri scolastici agli studenti e ai loro genitori".
Tempi di consegna, criteri di priorità, eventuali cauzioni e regole sulla restituzione o sui libri danneggiati non sono fissati dalla legge: dipendono dal regolamento della singola scuola o del servizio comunale. Conviene leggerli prima di presentare la richiesta.
Il legame con i tetti di spesa
L'art. 27, comma 3, della legge 448/1998 prevede anche criteri per determinare il prezzo massimo complessivo della dotazione libraria di ciascun anno, "da assumere quale limite all'interno del quale i docenti debbono operare le proprie scelte". Gratuità, comodato e tetti di spesa sono quindi strumenti diversi con lo stesso obiettivo: contenere il costo dei libri per le famiglie.
Che ruolo hanno comuni e regioni?
- Stato: il Ministero ripartisce i fondi tra le regioni con decreto direttoriale.
- Regioni: disciplinano la ripartizione dei finanziamenti ai comuni, come prevede l'art. 27, comma 2.
- Comuni: garantiscono la gratuità e gestiscono in concreto bandi, domande e contributi.
- Scuole: adottano i libri, come ricorda la pagina del Ministero sui libri di testo, e possono gestire il comodato.
Per una famiglia il riferimento pratico è quindi il bando del proprio comune di residenza, che indica requisiti, modulistica e scadenze. Il contenimento della spesa è affidato anche ai tetti fissati dal Ministero, di cui abbiamo parlato nell'articolo sui tetti di spesa per le famiglie.
Scuola e famiglie. Spaggiari affianca le scuole che usano ClasseViva nelle comunicazioni quotidiane con studenti, docenti e famiglie.
Errori frequenti e cosa fare se
- Cercare la domanda a scuola invece che al comune. Il contributo è gestito dai comuni: la scuola può informare, ma i requisiti sono nel bando comunale o regionale.
- Pensare che il contributo sia uguale ovunque. Soglie e importi cambiano per regione e comune.
- Acquistare i libri della primaria. Alla primaria la fornitura è gratuita: verifica con la scuola come avviene nel tuo comune.
- Non conservare la documentazione. Molti bandi chiedono documenti di spesa o attestazioni economiche: conserva tutto fino alla chiusura della pratica.
- Cosa fare se il bando è scaduto. Chiedi al comune se sono previste riaperture e verifica se la scuola offre libri in comodato.
- Cosa fare se un libro in comodato si rovina. Consulta il regolamento della scuola, che stabilisce le regole sulla restituzione.
Domande frequenti
I libri della primaria si pagano?
No, il Testo unico prevede che siano forniti gratuitamente dai comuni, secondo la legge regionale.
Alle medie i libri sono gratuiti?
Non per tutti: è prevista una gratuità totale o parziale per chi ha i requisiti economici fissati nei bandi.
A chi si presenta la domanda di contributo?
Di norma al comune, secondo il bando che fissa requisiti e scadenze.
Il comodato d'uso è un diritto?
La legge prevede la possibilità di fornire libri in comodato; disponibilità e criteri dipendono dalla scuola o dal comune.
Chi decide quali libri si usano?
Il collegio dei docenti delibera le adozioni, sulla base delle proposte dei consigli di classe e di interclasse.
Perché qui non ci sono soglie ISEE o importi?
Perché li fissano regioni e comuni e cambiano da territorio a territorio: il riferimento è il bando locale.
Le scuole possono noleggiare libri?
Sì, la legge 296/2006 autorizza scuole, reti di scuole e associazioni dei genitori al noleggio dei libri scolastici.
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