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Gruppo Spaggiari Parma11/10/26, 17:026 min di lettura

Maturità 2027: quando escono le materie della seconda prova e cosa preparare da ottobre

Risposta rapida

Le materie della seconda prova della maturità 2027 saranno indicate con decreto del Ministro "entro il mese di gennaio", come prevede l'articolo 17 del decreto legislativo 62/2017. Lo stesso decreto individua le quattro discipline del colloquio. Da ottobre le classi quinte possono lavorare sui nuclei fondamentali delle discipline di indirizzo, sui quadri di riferimento già pubblicati e sul credito scolastico.

Per gli studenti di quinta e i loro docenti la domanda arriva presto: quali saranno le materie della seconda prova? La risposta ufficiale non c'è ancora, ma la norma dice quando arriverà e su quali basi. Di seguito il quadro del testo vigente, cosa sappiamo già e come usare i mesi che mancano. Per un confronto con l'anno scorso c'è il nostro articolo sulle materie della seconda prova 2026.

Come funziona l'esame: prove e punteggi?

Secondo l'articolo 17 del decreto legislativo 62/2017, nel testo vigente, l'esame comprende due prove a carattere nazionale e un colloquio. La norma precisa che "l'esame di maturità è validamente sostenuto se il candidato ha regolarmente svolto tutte le prove". Per specifici indirizzi il decreto annuale può prevedere anche una terza prova scritta.

L'articolo 18 fissa il punteggio finale in centesimi:

  • Credito scolastico: fino a 40 punti.
  • Prima prova: fino a 20 punti.
  • Seconda prova: fino a 20 punti.
  • Colloquio: fino a 20 punti.

Per superare l'esame servono almeno sessanta centesimi. La commissione può integrare il punteggio fino a tre punti se il candidato ha ottenuto almeno novanta punti tra credito e prove. La lode è attribuita all'unanimità a chi raggiunge cento senza integrazione, con il credito massimo deliberato all'unanimità dal consiglio di classe e il punteggio massimo in ogni prova.

Che cosa valuta la seconda prova?

La seconda prova, in forma scritta, grafica o scritto-grafica, pratica, compositivo/esecutiva musicale e coreutica, riguarda "una o più discipline caratterizzanti il corso di studio". Serve ad accertare conoscenze, abilità e competenze attese dal profilo dello specifico indirizzo. Nei percorsi dell'istruzione professionale ha carattere pratico e una parte è predisposta dalla commissione in coerenza con l'offerta formativa della scuola.

I quadri di riferimento per la redazione delle prove scritte e le griglie di valutazione sono definiti con decreto ministeriale, privilegiando per ciascuna disciplina i nuclei tematici fondamentali. Il riferimento è il decreto ministeriale n. 769 del 26 novembre 2018, richiamato anche negli atti più recenti del Ministero sugli esami di Stato. Sono documenti già disponibili, che non dipendono dalla scelta annuale delle materie.

Mani su un quaderno di appunti con evidenziatore accanto a libri impilati
Immagine generata con AI a partire da brief editoriale Spaggiari, senza rappresentare persone reali.

Quando il Ministero comunica le materie?

L'articolo 17, comma 7, stabilisce che con decreto del Ministro "sono individuate annualmente, entro il mese di gennaio, le discipline oggetto della seconda prova, nell'ambito delle materie caratterizzanti i percorsi di studio". Lo stesso decreto indica l'eventuale disciplina della terza prova per specifici indirizzi, le quattro discipline del colloquio e le modalità organizzative del colloquio. Per gli istituti professionali restano le disposizioni specifiche.

Il termine di gennaio è un limite massimo fissato dalla legge: il decreto può essere pubblicato anche prima. Fino a quella data qualunque elenco di materie che circola è un'ipotesi. Per la scuola il punto di riferimento resta il decreto ministeriale, che il Ministero pubblica sul proprio sito.

Organizzazione didattica e comunicazioni. Spaggiari affianca docenti, coordinatori e dirigenti che usano ClasseViva per organizzare il lavoro didattico delle classi e le comunicazioni con studenti e famiglie.

Cosa preparare in classe da ottobre?

Senza conoscere le materie, il lavoro più utile riguarda ciò che la norma già definisce. Sono scelte didattiche dei consigli di classe e dei docenti, non adempimenti previsti dalla legge:

  • Nuclei fondamentali delle discipline di indirizzo. I quadri di riferimento indicano i nuclei tematici per ciascuna disciplina caratterizzante: lavorarci da ottobre prepara a qualunque scelta del decreto.
  • Esercitazioni sul formato. Simulare la forma della prova (scritta, grafica, pratica) e usare le griglie di valutazione aiuta gli studenti a capire come saranno valutati.
  • Collegamenti per il colloquio. Il colloquio verifica la capacità di raccordare le conoscenze e di argomentare in modo critico e personale: un lavoro distribuito nell'anno pesa più di un ripasso finale.
  • Educazione civica ed esperienze di formazione scuola-lavoro. La commissione tiene conto delle competenze di educazione civica documentate nel documento del consiglio di classe; nel colloquio il candidato espone l'esperienza svolta, che la norma chiama ancora alternanza scuola-lavoro.
  • Documento del 15 maggio. L'articolo 17 chiede al consiglio di classe di elaborarlo entro il quindici maggio: impostarne la struttura in autunno ne semplifica la stesura.

Quanto pesano il credito scolastico e il curriculum dello studente?

L'articolo 15 prevede che il consiglio di classe attribuisca fino a quaranta punti di credito: dodici per il terzo anno, tredici per il quarto e quindici per il quinto. La corrispondenza tra media dei voti e fascia di credito è nella tabella dell'allegato A. Il punteggio più alto della fascia può essere attribuito se il voto di comportamento è pari o superiore a nove decimi.

Per gli studenti di quinta, quindi, l'anno in corso vale fino a quindici punti, più di ciascuno degli anni precedenti. Quanto al curriculum dello studente, l'articolo 17 stabilisce che la commissione ne tiene conto nel colloquio. I risultati della maturità 2026 sono raccontati nel nostro approfondimento sui voti.

Errori frequenti e cosa fare se

  • Credere agli elenchi di materie anticipati. L'unico riferimento è il decreto del Ministro, atteso entro gennaio.
  • Rimandare tutto alla pubblicazione del decreto. I nuclei fondamentali e le griglie sono già noti: si può lavorare da subito.
  • Sottovalutare il quinto anno. Vale fino a quindici punti di credito e il voto di comportamento incide sulla fascia.
  • Trascurare il colloquio. Vale fino a venti punti come ciascuna prova scritta.
  • Cosa fare se il decreto indica materie diverse da quelle su cui si è lavorato di più. Riorganizzare il calendario delle esercitazioni sulle discipline indicate, partendo dai nuclei dei quadri di riferimento.
  • Cosa fare se uno studente non può sostenere una prova per gravi motivi. La norma prevede una sessione suppletiva e una straordinaria per gli assenti con gravi motivi documentati, valutati dalla commissione.

Domande frequenti

Quando escono le materie della seconda prova 2027?

Con decreto del Ministro entro il mese di gennaio, come prevede l'articolo 17 del decreto legislativo 62/2017.

Lo stesso decreto indica anche le materie del colloquio?

Sì. Il decreto individua le quattro discipline oggetto del colloquio e le relative modalità organizzative.

Quanti punti vale la seconda prova?

Fino a venti punti, come la prima prova e il colloquio.

Quanti crediti si possono avere in quinta?

Fino a quindici punti, su un massimo di quaranta tra terzo, quarto e quinto anno.

Il voto di comportamento incide sul credito?

Sì. Il punteggio più alto della fascia può essere attribuito solo con un voto di comportamento pari o superiore a nove decimi.

Dove trovo i quadri di riferimento della seconda prova?

Nel decreto ministeriale n. 769 del 26 novembre 2018, pubblicato sul sito del Ministero.

Cosa succede se non svolgo tutte le prove?

La norma vigente prevede che l'esame sia validamente sostenuto solo se il candidato svolge regolarmente tutte le prove.

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