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Con la nota del 28 settembre 2026 il Ministero chiede che i compiti a casa siano assegnati entro il termine dell'orario delle lezioni, che il diario cartaceo sia usato insieme al registro elettronico e che le verifiche siano pianificate in modo collegiale, evitando più prove nello stesso giorno. I dirigenti sono invitati a vigilare e ad aprire una riflessione nei Collegi dei docenti.
Il 28 settembre 2026 il Ministro dell'Istruzione e del Merito ha firmato una nota rivolta ai dirigenti scolastici sull'assegnazione dei compiti a casa, sulle prove di verifica in classe e sull'uso del registro elettronico per l'anno scolastico 2026/27. In questo articolo riassumiamo i contenuti in modo neutro e vediamo che cosa si chiede, concretamente, a dirigenti, docenti e famiglie.
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Nota prot. n. 224621 del 28 settembre 2026, "Indicazioni in merito all'assegnazione delle verifiche in classe e dei compiti da svolgere a casa, nonché sull'uso del registro elettronico – a.s. 2026/2027" (PDF, 2 pagine): scarica la nota ministeriale.
Che cos'è la nota del 28 settembre 2026 e a chi si rivolge?
È una nota del Ministro, protocollata con il n. 224621 del 28 settembre 2026, che rinnova e precisa indicazioni già date nel 2024 e nel 2025. Si rivolge ai dirigenti scolastici delle scuole statali e ai coordinatori didattici delle scuole paritarie del primo ciclo; nel testo, però, l'indicazione sul diario cartaceo riguarda espressamente sia il primo sia il secondo ciclo di istruzione.
La nota richiama due documenti precedenti:
- la nota n. 2443 del 28 aprile 2025, sull'assegnazione delle verifiche in classe e dei compiti da svolgere a casa;
- la nota n. 5274 dell'11 luglio 2024, sull'uso degli smartphone e del registro elettronico nel primo ciclo (nella nuova nota è citata con la data dell'11 luglio 2025, ma sul sito del Ministero risulta datata 2024).
Non si tratta quindi di una disciplina nuova, ma di un richiamo più preciso su punti già indicati, motivato, come scrive il Ministero, dalle segnalazioni ricevute nei mesi scorsi.
Cosa dice la nota sui compiti a casa?
La nota chiede che i compiti siano assegnati entro il termine dell'orario delle lezioni, evitando interventi successivi. Il Ministero riferisce di casi di compiti inseriti nel registro elettronico nel tardo pomeriggio, in serata o durante il fine settimana, spesso da svolgere per il giorno dopo, con difficoltà per alunni e famiglie.
La motivazione è di tipo educativo: i compiti servono alla riflessione e alla rielaborazione personale degli argomenti affrontati in classe, e per questo richiedono "tempi distesi", che non possono essere compressi dalla quantità o dall'eccessivo carico delle consegne. Il testo segnala anche l'effetto di un controllo continuo del registro per verificare eventuali aggiornamenti, con ricadute sull'organizzazione della vita familiare.
Il ruolo del diario cartaceo
La nota indica il diario cartaceo, nel primo e nel secondo ciclo, come strumento per superare l'abitudine delle consegne tardive e per abituare gli studenti a una crescente autonomia nella gestione degli impegni scolastici. I dirigenti sono invitati ad attivarsi per garantire l'uso del diario cartaceo "assieme al registro elettronico".
È un punto da leggere con attenzione. Diversi titoli di stampa hanno parlato di compiti "solo sul diario" o di "no al registro elettronico". Il testo della nota, invece, non vieta di annotare i compiti sul registro: chiede che vengano assegnati entro l'orario delle lezioni e che il diario sia usato insieme al registro, senza ricorrere esclusivamente a quest'ultimo.
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Cosa dice la nota sulle verifiche in classe?
Ferma restando l'autonomia didattica dei docenti, la nota chiede che docenti e Consigli di classe pianifichino le prove di verifica in modo da evitare che più prove si concentrino nella stessa giornata. La pianificazione, concordata collegialmente, deve garantire una distribuzione equilibrata nell'arco della settimana, così che i carichi di lavoro per gli studenti non risultino troppo condensati.
Il testo collega questo punto ai compiti: una migliore distribuzione delle verifiche permette di organizzare meglio anche il tempo dedicato allo studio pomeridiano, in particolare in prossimità delle giornate festive. È un'indicazione già presente nella nota del 28 aprile 2025, che ora viene ribadita.
Che cosa si chiede concretamente a dirigenti, docenti e famiglie?
La nota attribuisce le scelte organizzative alla scuola: sono il dirigente e gli organi collegiali a stabilire tempi e modalità, nel rispetto dei principi indicati. In sintesi, per ciascun soggetto:
Dirigenti scolastici
- vigilare sul rispetto delle indicazioni su compiti e verifiche;
- attivarsi per garantire l'uso del diario cartaceo insieme al registro elettronico;
- promuovere una riflessione nel Collegio dei docenti su compiti e verifiche, ispirata a ragionevolezza, equità e proporzionalità, anche per favorire la disconnessione degli studenti dai dispositivi digitali;
- valutare, con gli organi collegiali, eventuali integrazioni del Patto educativo di corresponsabilità e del Regolamento di istituto.
Docenti
- assegnare i compiti entro il termine dell'orario delle lezioni, senza aggiunte successive;
- far annotare le consegne sul diario, oltre a quanto eventualmente riportato nel registro;
- coordinarsi nel Consiglio di classe per evitare più verifiche nello stesso giorno e distribuire i carichi nella settimana.
Famiglie
Alle famiglie la nota non attribuisce obblighi specifici. Nella pratica, i cambiamenti che potranno notare sono consegne comunicate in classe e annotate sul diario, meno aggiornamenti serali o nel fine settimana e, dove la scuola lo deciderà, regole scritte nel Patto di corresponsabilità. Il testo si chiude richiamando il dialogo tra famiglie e scuola.
Il registro elettronico è uno strumento: tempi e modi d'uso li decide la scuola. Spaggiari affianca le scuole che usano ClasseViva nell'applicare le indicazioni ministeriali in modo coerente con le scelte del Collegio dei docenti e del Regolamento di istituto.
Quali sono gli errori frequenti nell'applicare la nota?
Nei primi giorni dopo una nota di questo tipo le interpretazioni tendono a divergere. Ecco alcuni casi ricorrenti e come affrontarli.
Cosa fare se si pensa che il registro non vada più usato per i compiti
La nota non lo prevede. Chiede di assegnare i compiti entro l'orario delle lezioni e di usare il diario insieme al registro. La scelta su come combinare i due strumenti spetta alla scuola, meglio se definita in modo uniforme dal Collegio.
Cosa fare se ogni docente applica regole diverse
È il rischio principale. La nota invita proprio a una riflessione collegiale: una delibera o una linea comune condivisa nel Collegio evita che studenti e famiglie si trovino con indicazioni diverse da una materia all'altra.
Cosa fare se il calendario delle verifiche non è condiviso
Senza uno strumento comune, anche il Consiglio di classe più attento fatica a evitare sovrapposizioni. Conviene stabilire dove si annotano le verifiche programmate e con quale anticipo, in modo che ogni docente possa controllare prima di fissarne una nuova.
Domande frequenti sulla nota del 28 settembre 2026
La nota vieta di assegnare i compiti sul registro elettronico?
No. Chiede che i compiti siano assegnati entro il termine dell'orario delle lezioni, evitando interventi successivi, e che il diario cartaceo sia usato insieme al registro elettronico.
La nota vale anche per le scuole superiori?
Tra i destinatari sono indicati i dirigenti delle scuole statali e i coordinatori delle paritarie del primo ciclo. L'indicazione sul diario cartaceo è però riferita espressamente sia al primo sia al secondo ciclo, come già nelle note precedenti.
C'è un orario preciso oltre il quale non si possono assegnare compiti?
La nota non indica un orario: il riferimento è il termine dell'orario delle lezioni della classe. Ogni scuola può precisare le modalità nel proprio regolamento.
Quante verifiche si possono fare nello stesso giorno?
La nota chiede di evitare la concentrazione di più prove nella stessa giornata, senza fissare un numero. La pianificazione è affidata ai docenti e ai Consigli di classe, in modo concordato.
La scuola deve modificare il Regolamento di istituto?
Non è un obbligo automatico. La nota invita i dirigenti a promuovere una riflessione che potrà portare, con gli organi collegiali, a integrare il Patto educativo di corresponsabilità e il Regolamento di istituto.
Che cosa cambia rispetto alla nota di aprile 2025?
La nota di aprile 2025 raccomandava di evitare compiti inseriti in serata per il giorno dopo e di pianificare le verifiche. La nuova nota indica con più precisione il limite del termine dell'orario delle lezioni e chiede ai dirigenti di vigilare e di garantire l'uso del diario.
Dove si può leggere il testo integrale?
Il testo della nota prot. n. 224621 del 28 settembre 2026 è disponibile in PDF: scarica la nota ministeriale.
Nei prossimi articoli vedremo come organizzarsi nella pratica: dal quadro delle note 2024-2026 alle buone pratiche sui compiti, dall'uso complementare di diario e registro alla pianificazione collegiale delle verifiche, fino alle delibere dei Collegi. Anche con gli strumenti digitali.
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