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Tre note ministeriali in due anni: la 5274 dell'11 luglio 2024 raccomanda il diario accanto al registro elettronico nel primo ciclo; la 2443 del 28 aprile 2025 chiede di pianificare verifiche e compiti evitando consegne serali per il giorno dopo; la 224621 del 28 settembre 2026 fissa il riferimento al termine dell'orario delle lezioni, chiede ai dirigenti di vigilare e suggerisce di intervenire su Patto di corresponsabilità e Regolamento di istituto.
Questo è il primo approfondimento della serie dedicata alla nota ministeriale del 28 settembre 2026 su compiti, verifiche e registro elettronico. Se non l'hai ancora letta, trovi la sintesi dei contenuti nel nostro articolo sulla nota del 28 settembre 2026. Qui mettiamo in fila i tre documenti che il Ministero ha dedicato al tema dal 2024 a oggi, per capire che cosa è rimasto uguale e che cosa è cambiato.
Scarica il testo della nota
Nota prot. n. 224621 del 28 settembre 2026, "Indicazioni in merito all'assegnazione delle verifiche in classe e dei compiti da svolgere a casa, nonché sull'uso del registro elettronico – a.s. 2026/2027" (PDF, 2 pagine): scarica la nota ministeriale.
Quali sono le note ministeriali su compiti e registro elettronico dal 2024 a oggi?
I documenti sono tre, tutti firmati dal Ministro dell'Istruzione e del Merito: la nota n. 5274 dell'11 luglio 2024, sull'uso degli smartphone e del registro elettronico nel primo ciclo; la nota n. 2443 del 28 aprile 2025, sull'assegnazione delle verifiche in classe e dei compiti a casa; la nota n. 224621 del 28 settembre 2026, che riprende entrambi i temi per l'anno scolastico 2026/27.
Un dettaglio utile per chi archivia gli atti: nel testo della nota 2026 la prima nota è citata come "5274 dell'11 luglio 2025". Sul sito del Ministero la nota n. 5274 risulta protocollata l'11 luglio 2024, ed è la stessa data riportata dalla nota 2443 del 2025. Nei verbali e nelle delibere conviene quindi indicare la data 2024.
Cosa diceva la nota 5274 dell'11 luglio 2024?
La nota 5274 riguarda il primo ciclo e l'anno scolastico 2024/25 e ha due parti. La prima dispone il divieto di utilizzo in classe del telefono cellulare, anche a fini educativi e didattici, dalla scuola dell'infanzia alla secondaria di primo grado, salvo i casi previsti dal PEI o dal PDP e per documentate condizioni personali. Restano utilizzabili, sotto la guida dei docenti, altri dispositivi come pc e tablet.
La seconda parte è dedicata al registro elettronico. La nota osserva che si è diffusa "la consuetudine, tra i docenti, di assegnare i compiti da svolgere a casa esclusivamente mediante notazione sul registro elettronico", con alunni che consultano il registro in modo sistematico, spesso con la mediazione dei genitori. Per questo raccomanda "di accompagnare la notazione sul registro elettronico delle attività da svolgere a casa con la notazione giornaliera su diari/agende personali", così che ogni alunno acquisisca una crescente autonomia nella gestione degli impegni scolastici.
Per la parte sugli smartphone, la nota chiedeva alle scuole del primo ciclo di aggiornare regolamenti e Patto di corresponsabilità educativa. Sul registro elettronico, invece, si trattava di una raccomandazione.
Cosa aggiungeva la nota 2443 del 28 aprile 2025?
La nota n. 2443 è rivolta ai dirigenti delle scuole statali e ai coordinatori delle paritarie, senza limitarsi a un ciclo. Parte da una premessa esplicita: il DPR n. 275/1999 attribuisce ai docenti "ampi spazi decisionali" sulla didattica e sulla valutazione, comprese verifiche e compiti a casa.
Dentro questa cornice, la nota raccomanda che verifiche in classe e compiti a casa siano "accuratamente pianificate da ciascun insegnante", tenendo conto di quanto già definito dagli altri docenti del team o del consiglio di classe, "nonché evitando che siano consegnati sul registro elettronico in serata per l'indomani". L'obiettivo dichiarato è una distribuzione più equilibrata delle verifiche durante la settimana e una migliore organizzazione dei compiti, soprattutto vicino ai giorni festivi.
La nota riprende anche il diario: una corretta notazione dei compiti "oltre che sul registro elettronico anche sul diario personale/agenda degli studenti, soprattutto nel primo ciclo di istruzione ma non solo", richiamando la nota 5274.
Cosa è rimasto invariato tra le tre note?
Tre punti restano stabili in tutti i documenti: l'autonomia didattica dei docenti, la pianificazione delle verifiche per evitare carichi concentrati e l'uso del diario accanto al registro elettronico. Nessuna delle note vieta il registro elettronico o chiede di smettere di usarlo per annotare i compiti.
Autonomia didattica
La nota 2443 richiama il DPR 275/1999; la nota 2026 apre la parte sulle verifiche con "ferma restando l'autonomia didattica dei docenti". Le note danno indicazioni di metodo e lasciano alle scuole le scelte su quanti compiti assegnare e con quali tempi.
Diario e registro insieme
Dal 2024 la linea è la stessa: il registro resta il canale ufficiale, il diario serve a far crescere l'autonomia degli alunni. La nota 2026 lo scrive così: il diario cartaceo abitua gli alunni a gestire gli impegni "senza dover ricorrere esclusivamente all'utilizzo del registro elettronico".
Distribuzione delle verifiche
Sia la nota 2443 sia la nota 2026 usano quasi le stesse parole: una distribuzione equilibrata nell'arco della settimana, evitando carichi di lavoro "troppo condensati e gravosi", con attenzione ai giorni festivi.
Il registro elettronico è uno strumento: tempi e modi d'uso li decide la scuola. Spaggiari affianca le scuole che usano ClasseViva nell'applicare le indicazioni ministeriali in modo coerente con le scelte del Collegio dei docenti e del Regolamento di istituto.
Cosa è cambiato con la nota del 28 settembre 2026?
La nota 2026 rende più precise le indicazioni precedenti su quattro punti: il riferimento temporale per i compiti, il ruolo del dirigente, la pianificazione collegiale delle verifiche e il possibile intervento su Patto di corresponsabilità e Regolamento di istituto. Le novità riguardano il modo di organizzarsi, non gli strumenti.
Compiti entro il termine dell'orario delle lezioni
La nota 2443 chiedeva di evitare consegne "in serata per l'indomani". La nota 2026 indica un riferimento più chiaro: i compiti "debbano essere assegnati entro il termine dell'orario delle lezioni, evitando interventi successivi", e cita anche i casi di assegnazioni nel fine settimana. Come declinare questo riferimento, ad esempio per le classi con rientri pomeridiani, è una scelta che resta alla scuola.
Il ruolo del dirigente scolastico
Nelle note precedenti i destinatari operativi erano soprattutto i docenti. La nota 2026 invita i dirigenti "a vigilare sull'osservanza delle indicazioni" e "ad attivarsi per garantire l'uso del diario cartaceo assieme al registro elettronico", estendendo il riferimento al diario al primo e al secondo ciclo.
Verifiche pianificate collegialmente
La nota 2443 parlava della pianificazione "da ciascun insegnante" tenendo conto dei colleghi. La nota 2026 chiede che i docenti di classe e i Consigli di classe pianifichino le prove "in modo da evitare la concentrazione nella medesima giornata scolastica di più prove", con una pianificazione "concordata collegialmente".
Collegio, Patto e Regolamento
La nota 2026 invita i dirigenti a promuovere una riflessione nei Collegi dei docenti, ispirata a "ragionevolezza, equità, proporzionalità" e volta anche a favorire la disconnessione degli alunni dai dispositivi digitali. Questa riflessione "potrà portare" a integrare il Patto educativo di corresponsabilità e il Regolamento di istituto. La formula è una possibilità, non un obbligo con scadenza.
Come si confrontano le tre note, punto per punto?
La tabella riassume i contenuti principali di ciascun documento, usando solo quanto scritto nei testi. Dove una nota non dice nulla su un punto, la casella lo indica: in quei casi decide la scuola, nel rispetto dell'autonomia e degli organi collegiali.
| Tema | Nota 5274 (11/7/2024) | Nota 2443 (28/4/2025) | Nota 224621 (28/9/2026) |
|---|---|---|---|
| Destinatari | Primo ciclo | Scuole statali e paritarie | Primo ciclo; diario esteso anche al secondo |
| Smartphone | Divieto in classe, salvo PEI/PDP | Non trattato | Non trattato |
| Tempi dei compiti | Non indicati | Evitare consegne serali per il giorno dopo | Entro il termine dell'orario delle lezioni |
| Diario | Raccomandato accanto al registro | Raccomandato, soprattutto nel primo ciclo | Il dirigente si attiva per garantirlo |
| Verifiche | Non trattate | Pianificate da ciascun docente | Pianificate collegialmente, non più prove nello stesso giorno |
| Patto e Regolamento | Aggiornamento per gli smartphone | Non indicato | Possibili integrazioni su compiti e verifiche |
Quali sono gli errori frequenti nel leggere queste note?
Gli errori più comuni nascono dal leggere le note in modo più rigido o più largo di quanto dicano. Il testo va letto per quello che scrive: in molti casi indica un metodo e lascia agli organi collegiali le scelte operative.
"Il registro elettronico è vietato per i compiti"
Nessuna delle tre note lo dice. Il divieto della nota 5274 riguarda lo smartphone in classe nel primo ciclo, non il registro. Per i compiti tutte le note chiedono di usare il diario insieme al registro, non al posto del registro.
"Da oggi c'è un orario fisso uguale per tutti"
La nota 2026 parla di "termine dell'orario delle lezioni", che cambia da scuola a scuola e da classe a classe. Non indica un'ora precisa: il modo di applicare il riferimento va definito dall'istituto.
"Patto e Regolamento vanno modificati entro una data"
La nota 2026 scrive che la riflessione dei Collegi "potrà portare" a integrazioni. Non fissa scadenze né obblighi di modifica: la decisione spetta agli organi collegiali.
"La nota 2026 vale solo per il primo ciclo"
La nota è indirizzata ai dirigenti del primo ciclo, ma nel testo il diario cartaceo riguarda "sia il primo sia il secondo ciclo di istruzione" e le note precedenti si applicavano a entrambi. Le scuole secondarie di secondo grado fanno bene a leggerla con attenzione.
Domande frequenti sulle note ministeriali su compiti e registro
Le note ministeriali sono obbligatorie come una legge?
Le note danno indicazioni e raccomandazioni ai dirigenti scolastici e non modificano le norme sull'autonomia. Nella nota 2026 alcune formule sono più impegnative, come l'invito a vigilare, altre sono possibilità, come le integrazioni di Patto e Regolamento.
Qual è la data corretta della nota 5274?
L'11 luglio 2024, come risulta dal sito del Ministero e dalla nota 2443 del 2025. Nella nota del 28 settembre 2026 è citata con l'anno 2025, ma si tratta dello stesso documento.
La nota 2443 del 2025 vale ancora?
Sì. La nota 2026 non la sostituisce: scrive di fare "seguito" alle note precedenti "per fornire ulteriori precisazioni". Le indicazioni del 2025 restano il riferimento, con le precisazioni aggiunte nel 2026.
Il docente può ancora scrivere i compiti sul registro elettronico?
Sì. Le note chiedono di annotare i compiti anche sul diario e, dal 2026, di assegnarli entro il termine dell'orario delle lezioni. Il registro resta lo strumento con cui la scuola documenta l'attività didattica.
Chi decide come applicare la nota nella mia scuola?
Il dirigente scolastico promuove la riflessione, il Collegio dei docenti e i Consigli di classe definiscono le modalità, il Consiglio di istituto interviene sul Regolamento e, con le famiglie, sul Patto di corresponsabilità.
Le famiglie devono fare qualcosa di diverso?
Le note si rivolgono alle scuole. Per le famiglie cambia soprattutto l'organizzazione: compiti annotati sul diario e assegnati durante l'orario scolastico. Eventuali regole condivise saranno comunicate dalla scuola attraverso Patto e Regolamento.
Quali sono i prossimi articoli della serie?
Nel prossimo approfondimento vediamo come assegnare i compiti entro l'orario delle lezioni, con esempi di buone pratiche per docenti e famiglie. Seguiranno articoli su diario e registro, pianificazione delle verifiche e Patto di corresponsabilità.
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