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Spaggiari19/10/26, 09:036 min di lettura

Prove INVALSI 2027 in quinta superiore: cosa sono, come si svolgono e quando

Risposta rapida

In quinta superiore gli studenti svolgono al computer le prove INVALSI di italiano, matematica e inglese, previste dall'art. 19 del D.Lgs. 62/2017. La partecipazione è requisito di ammissione all'esame di Stato, non il punteggio. I livelli raggiunti compaiono nel curriculum dello studente. Il calendario 2026/27 è ancora in fase di definizione sul sito INVALSI.

Per chi frequenta l'ultimo anno, le prove INVALSI sono uno dei passaggi dell'anno che precede l'esame di Stato. Le regole sono stabilite dal decreto legislativo sulla valutazione e sugli esami, mentre gli aspetti operativi (finestre, esempi di prove, organizzazione) sono pubblicati dall'INVALSI. Ecco cosa dicono le fonti oggi e cosa non è ancora noto per il 2027.

Quale norma regola le prove INVALSI in quinta?

Il riferimento è l'art. 19 del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 62. Il comma 1 stabilisce che le studentesse e gli studenti iscritti all'ultimo anno della secondaria di secondo grado sostengono prove a carattere nazionale, computer based, predisposte dall'INVALSI, "volte a verificare i livelli di apprendimento conseguiti in italiano, matematica e inglese".

La stessa norma tiene ferme le rilevazioni già svolte nella classe seconda, previste dall'art. 6, comma 3, del DPR 28 marzo 2013, n. 80. Il comma 3 precisa poi che le azioni legate allo svolgimento delle rilevazioni nazionali sono, per le scuole, attività ordinarie d'istituto: non si tratta quindi di un'iniziativa facoltativa della singola scuola.

Quali prove si svolgono e in che formato?

Le discipline sono tre: italiano, matematica e inglese. Le prove si svolgono al computer (modalità CBT, computer based testing). Per l'inglese, l'art. 19, comma 2, prevede che l'INVALSI accerti i livelli attraverso prove di posizionamento sulle abilità di comprensione e uso della lingua, coerenti con il Quadro comune europeo di riferimento per le lingue.

Sulle sue pagine dedicate alle prove e agli esempi, l'INVALSI spiega che dalla sua introduzione nel 2019 la prova di italiano del grado 13 non ha la forma di un fascicolo unico cartaceo, ma di una banca di item informatica. Il Quadro di riferimento delle prove di italiano chiarisce la conseguenza pratica: le prove non sono lineari, cioè uguali per tutti, ma composte da quesiti differenti provenienti da un'unica banca di domande.

Sulla stessa pagina l'Istituto pubblica esempi di domande per il grado 13, utili per conoscere il tipo di quesiti. Per le classi campione, l'INVALSI ha introdotto anche prove sulle competenze digitali, accanto a italiano, matematica e inglese.

Mani su una tastiera accanto a un quaderno di appunti
Immagine generata con AI a partire da brief editoriale Spaggiari, senza rappresentare persone reali.

Quando si svolgono le prove nel 2027?

Al momento non ci sono date ufficiali. La pagina INVALSI del calendario delle somministrazioni indica per l'anno scolastico 2026/27 che il calendario è "in fase di definizione".

Le date degli anni precedenti non valgono automaticamente per il 2027: per sapere quando la propria classe svolgerà le prove occorre attendere la pubblicazione ufficiale e le comunicazioni della scuola. Il D.Lgs. 62/2017 non fissa giorni precisi, ma prevede una sessione suppletiva per chi è risultato assente per gravi motivi documentati, valutati dal consiglio di classe.

Per la parte organizzativa, la scuola stabilisce i turni nei laboratori in base al numero di studenti e di postazioni, all'interno della finestra che sarà indicata dall'INVALSI.

Le prove INVALSI servono per l'ammissione all'esame di Stato?

Sì, la partecipazione è uno dei requisiti. L'art. 13, comma 2, del D.Lgs. 62/2017 elenca i requisiti per l'ammissione dei candidati interni e alla lettera b) indica la "partecipazione, durante l'ultimo anno di corso, alle prove predisposte dall'INVALSI", nelle discipline previste dall'art. 19.

Il requisito riguarda la partecipazione, non il risultato: la norma non collega l'ammissione a un punteggio minimo nelle prove. Gli altri requisiti indicati dallo stesso comma riguardano, tra l'altro, la frequenza di almeno tre quarti del monte ore annuale personalizzato, una votazione non inferiore a sei decimi in ciascuna disciplina (con la possibilità per il consiglio di classe di deliberare l'ammissione con adeguata motivazione in caso di insufficienza) e un voto di comportamento non inferiore a sei decimi.

Le novità sulle materie e sulla seconda prova dell'esame sono raccolte nel nostro approfondimento sulla maturità 2027.

Scuola e famiglie. Spaggiari affianca le scuole che usano ClasseViva nelle comunicazioni quotidiane con studenti, docenti e famiglie.

Dove compaiono i risultati delle prove?

Nel curriculum della studentessa e dello studente. L'art. 21, comma 2, del D.Lgs. 62/2017 prevede che in una specifica sezione del curriculum allegato al diploma siano indicati, all'esito dell'esame, in forma descrittiva, i livelli di apprendimento conseguiti nelle prove nazionali dell'art. 19, distintamente per ciascuna disciplina, insieme alla certificazione sulle abilità di comprensione e uso della lingua inglese.

Si tratta quindi di livelli descrittivi, non di un voto che si somma a quello dell'esame. Nelle fonti consultate non ci sono effetti delle prove INVALSI sul punteggio finale.

Come possono prepararsi studenti e docenti?

L'INVALSI mette a disposizione esempi di prove e materiali di riferimento, come i quadri di riferimento per disciplina. Per gli studenti, l'indicazione più concreta è familiarizzare con il formato al computer e con il tipo di quesiti attraverso gli esempi ufficiali.

Per i docenti di quinta, è utile:

  • informare le classi sul legame tra partecipazione e ammissione, chiarendo che non conta il punteggio;
  • verificare con il referente INVALSI d'istituto l'organizzazione dei laboratori e dei turni;
  • comunicare per tempo a famiglie e studenti le date, appena la scuola le avrà definite sulla base del calendario ufficiale;
  • segnalare al consiglio di classe le assenze per gravi motivi documentati, ai fini della sessione suppletiva.

Errori frequenti e cosa fare se

Errore: pensare che serva un punteggio minimo

La norma richiede la partecipazione alle prove, non il raggiungimento di un risultato. Cosa fare: spiegarlo alle classi per ridurre ansia e fraintendimenti.

Errore: usare le date dell'anno scorso. Il calendario 2026/27 è in fase di definizione. Cosa fare: attendere la pubblicazione sul sito INVALSI e le comunicazioni della scuola.

Cosa fare se lo studente è assente il giorno della prova. Se l'assenza è dovuta a gravi motivi documentati, valutati dal consiglio di classe, l'art. 19 prevede una sessione suppletiva: è importante documentare l'assenza e segnalarla subito alla scuola.

Cosa fare se ci sono dubbi sull'organizzazione. Il riferimento è la scuola, che organizza le rilevazioni come attività ordinaria d'istituto, e le pagine ufficiali dell'INVALSI.

Domande frequenti

Le prove INVALSI di quinta sono obbligatorie?

La partecipazione durante l'ultimo anno è un requisito di ammissione all'esame di Stato per i candidati interni (art. 13 del D.Lgs. 62/2017).

Quali materie riguardano?

Italiano, matematica e inglese; per le classi campione l'INVALSI ha previsto anche prove sulle competenze digitali.

Si svolgono su carta?

No, sono computer based, come stabilito dall'art. 19.

Le domande sono uguali per tutti?

No: secondo l'INVALSI le prove sono composte da quesiti diversi provenienti da un'unica banca di domande.

Il risultato influisce sul voto dell'esame?

Le fonti consultate non prevedono effetti sul punteggio: i livelli compaiono in forma descrittiva nel curriculum dello studente.

Quando escono le date 2027?

Non sono ancora disponibili: il calendario 2026/27 risulta in fase di definizione sul sito INVALSI.

Cosa succede se uno studente è assente?

Per assenze dovute a gravi motivi documentati, valutati dal consiglio di classe, è prevista una sessione suppletiva.

Come si prova la parte di inglese?

Con prove di posizionamento sulla comprensione e sull'uso della lingua, coerenti con il Quadro comune europeo di riferimento per le lingue.

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