Risposta rapida
Il PTOF del triennio 2025-2028 è già in vigore: nell'anno scolastico 2026/27 la legge 107/2015 consente di rivederlo entro il mese di ottobre. La revisione è una possibilità, non una riscrittura. Il piano è elaborato dal Collegio dei docenti sulla base degli indirizzi del dirigente scolastico, è approvato dal Consiglio di istituto e le revisioni vanno pubblicate tempestivamente.
Ottobre è il mese in cui molte scuole riaprono il Piano triennale dell'offerta formativa. Per il triennio 2025/26-2027/28 il documento è stato predisposto un anno fa: quest'anno si tratta di decidere se e cosa aggiornare. Di seguito il quadro normativo, i ruoli degli organi collegiali e alcuni criteri pratici per una revisione mirata.
Cosa dice la legge sull'aggiornamento annuale del PTOF?
L'articolo 1, comma 12, della legge 13 luglio 2015, n. 107 stabilisce che le scuole predispongono il piano "entro il mese di ottobre dell'anno scolastico precedente al triennio di riferimento" e che "il piano può essere rivisto annualmente entro il mese di ottobre". Per il triennio 2025-2028 il termine di ottobre riguarda quindi la revisione annuale, non la stesura di un nuovo piano.
Lo stesso comma precisa che il piano contiene anche la programmazione delle attività formative rivolte al personale docente e ATA e la definizione delle risorse occorrenti. Il comma 13 aggiunge che l'Ufficio scolastico regionale verifica che il piano rispetti il limite dell'organico assegnato a ciascuna scuola. La legge usa il verbo "può": la revisione annuale è una facoltà della scuola, da esercitare quando ci sono cambiamenti che il piano deve riflettere.
Chi elabora e chi approva il piano?
Il comma 14 della legge 107/2015 ha riscritto l'articolo 3 del DPR 8 marzo 1999, n. 275, il regolamento sull'autonomia scolastica (DPR 275/1999). Secondo il testo vigente, il piano "è elaborato dal collegio dei docenti sulla base degli indirizzi per le attività della scuola e delle scelte di gestione e di amministrazione definiti dal dirigente scolastico" ed "è approvato dal consiglio d'istituto".
La stessa sequenza vale per la revisione annuale. In pratica:
- Dirigente scolastico. Definisce gli indirizzi per le attività della scuola e le scelte di gestione e amministrazione. Se gli indirizzi cambiano, è da qui che parte la revisione.
- Collegio dei docenti. Elabora il piano e le sue modifiche, spesso attraverso una funzione strumentale o una commissione dedicata.
- Consiglio di istituto. Approva il piano e le revisioni.
L'articolo 3 prevede inoltre che il dirigente promuova i rapporti con gli enti locali e con le realtà del territorio e tenga conto delle proposte e dei pareri formulati dagli organismi e dalle associazioni dei genitori e, nelle scuole secondarie di secondo grado, degli studenti. Il comma 1 descrive il piano come documento predisposto "con la partecipazione di tutte le sue componenti" e "rivedibile annualmente".
Cosa ha senso rivedere ogni anno?
Una revisione efficace interviene sulle parti che sono effettivamente cambiate, lasciando stabile l'impianto triennale. Riscrivere il documento ogni anno aumenta il lavoro degli organi collegiali e rende più difficile per le famiglie capire cosa è cambiato davvero.
Le aree che più spesso richiedono un aggiornamento sono:
- Offerta formativa e progetti. Attività avviate, concluse o modificate rispetto all'anno precedente, comprese quelle extracurricolari.
- Formazione del personale. La legge colloca nel piano la programmazione delle attività formative per docenti e ATA: è una parte che cambia spesso da un anno all'altro.
- Risorse e organico. Fabbisogni di posti, attrezzature e infrastrutture, da tenere coerenti con l'organico assegnato.
- Organizzazione. Orari, articolazione delle classi, figure di coordinamento, regole interne che incidono sull'offerta.
- Esiti e miglioramento. Gli obiettivi che la scuola si è data e lo stato del loro raggiungimento.
Organizzazione didattica e comunicazioni. Spaggiari affianca docenti, coordinatori e dirigenti che usano ClasseViva per organizzare il lavoro didattico e le comunicazioni con le famiglie.
Come tenere conto del curricolo e delle nuove Indicazioni?
Il piano esplicita la progettazione curricolare della scuola, quindi è il documento in cui confluiscono le scelte sul curricolo. Per le scuole del primo ciclo, la revisione annuale può essere l'occasione per registrare il lavoro fatto sulle nuove Indicazioni nazionali: tempi e modalità di adeguamento del curricolo sono descritti nella nostra guida operativa per adeguare il curricolo.
Chi sta lavorando sulla continuità tra gli ordini di scuola può partire dall'esempio concreto di curricolo verticale che abbiamo pubblicato. Nel PTOF conviene riportare le scelte già deliberate dal Collegio, senza anticipare decisioni ancora in discussione.
Come si pubblicano le revisioni?
Il comma 17 dell'articolo 1 della legge 107/2015 prevede che le scuole assicurino "la piena trasparenza e pubblicità" dei piani triennali, anche per permettere una valutazione comparativa da parte di studenti e famiglie. I piani sono pubblicati nel Portale unico previsto dalla stessa legge e "sono altresì ivi pubblicate tempestivamente eventuali revisioni del piano triennale".
Il riferimento alle famiglie spiega perché la revisione autunnale ha un valore pratico: il PTOF aggiornato è uno dei documenti che i genitori consultano per conoscere l'offerta di una scuola. Una versione chiara, con le modifiche ben riconoscibili, è più utile di un documento lungo e immutato.
Errori frequenti e cosa fare se
- Considerare la revisione un obbligo di riscrittura. La legge consente di rivedere il piano; se non ci sono cambiamenti rilevanti, non è necessario intervenire su tutto il documento.
- Saltare un passaggio. Una modifica elaborata dal Collegio ma non approvata dal Consiglio di istituto non completa la revisione.
- Dimenticare la coerenza con l'organico. Progetti e fabbisogni vanno tenuti coerenti con l'organico assegnato, che l'USR verifica.
- Modifiche non riconoscibili. Se il documento aggiornato non evidenzia cosa è cambiato, famiglie e personale faticano a orientarsi.
- Cosa fare se gli indirizzi del dirigente sono cambiati. Conviene formalizzarli prima del lavoro del Collegio, così che la revisione parta da una base condivisa.
- Cosa fare se il calendario degli organi collegiali è stretto. Una commissione o la funzione strumentale può preparare per tempo una proposta circoscritta alle parti da aggiornare.
Domande frequenti
Il PTOF va rivisto per forza ogni anno?
No. La legge 107/2015 stabilisce che il piano può essere rivisto annualmente entro il mese di ottobre. È una facoltà della scuola.
Entro quando va approvata la revisione?
La legge indica il mese di ottobre. Eventuali indicazioni operative ulteriori vanno verificate nelle comunicazioni ufficiali del Ministero o dell'Ufficio scolastico regionale.
Chi approva il PTOF aggiornato?
Il Consiglio di istituto, dopo l'elaborazione da parte del Collegio dei docenti sulla base degli indirizzi del dirigente scolastico.
Serve un nuovo atto di indirizzo del dirigente ogni anno?
La norma prevede che il piano si basi sugli indirizzi del dirigente. Se gli indirizzi restano validi, la scuola può confermarli; se cambiano, conviene aggiornarli prima della revisione.
Le famiglie hanno un ruolo nel PTOF?
Il dirigente tiene conto delle proposte e dei pareri degli organismi e delle associazioni dei genitori e, nelle secondarie di secondo grado, degli studenti.
Dove va pubblicato il PTOF rivisto?
La legge prevede la pubblicazione dei piani e delle revisioni nel Portale unico, in modo tempestivo.
Le nuove Indicazioni nazionali vanno inserite nel PTOF?
Il piano esplicita la progettazione curricolare della scuola. Le scelte sul curricolo già deliberate possono confluire nella revisione.
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