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Redazione Spaggiari08/11/26, 17:016 min di lettura

Valutazione dell'educazione civica: criteri, coordinatore e voto

Risposta rapida

L'educazione civica è oggetto delle valutazioni periodiche e finali. In ogni classe un docente coordinatore raccoglie gli elementi dai colleghi che la insegnano e formula la proposta di voto in decimi. I criteri sono deliberati dal Collegio dei docenti nel PTOF e devono essere coerenti con il curricolo. Per la primaria vale la normativa in vigore nell'anno.

Con l'avvicinarsi del primo periodo di valutazione, molti consigli di classe si chiedono come arrivare a un voto di educazione civica condiviso, visto che l'insegnamento è trasversale e coinvolge più docenti. Le regole principali sono poche e chiare: le fissano la legge e le Linee guida del Ministero.

Questa guida si basa sull'art. 2 della legge 20 agosto 2019, n. 92, sulle Linee guida per l'insegnamento dell'educazione civica adottate con il D.M. 183 del 7 settembre 2024 e sulla nota ministeriale del 9 settembre 2024 che le ha trasmesse alle scuole.

Mani di due docenti che sfogliano documenti durante una riunione attorno a un tavolo
Immagine generata con AI a partire da brief editoriale Spaggiari, senza rappresentare persone reali.

Cosa prevede la legge 92/2019 sulla valutazione dell'educazione civica?

La legge 92/2019 stabilisce che l'insegnamento trasversale dell'educazione civica è oggetto delle valutazioni periodiche e finali. I riferimenti sono il D.Lgs. 13 aprile 2017, n. 62 per il primo ciclo e il D.P.R. 22 giugno 2009, n. 122 per il secondo ciclo, come precisano le Linee guida.

La legge fissa anche il quadro organizzativo in cui la valutazione si inserisce:

  • il curricolo di istituto prevede l'educazione civica per ciascun anno di corso, con un orario non inferiore a 33 ore annue, all'interno del monte orario obbligatorio;
  • per raggiungere quell'orario la scuola può usare la quota di autonomia;
  • il dirigente scolastico verifica la piena attuazione dell'insegnamento e la coerenza con il PTOF.

Su come organizzare le ore nel curricolo è utile la guida su educazione civica 2026/2027 e programmazione trasversale delle 33 ore.

Chi è il docente coordinatore e cosa fa?

Per ciascuna classe viene individuato, tra i docenti a cui è affidato l'insegnamento, un docente con compiti di coordinamento. È lui a formulare la proposta di voto, espresso in decimi, acquisendo elementi conoscitivi dai docenti che insegnano educazione civica nella classe.

Chi insegna educazione civica dipende dal ciclo:

  • primo ciclo: l'insegnamento è affidato in contitolarità ai docenti, sulla base del curricolo;
  • secondo ciclo: è affidato ai docenti abilitati nelle discipline giuridiche ed economiche, se disponibili nell'organico dell'autonomia.

Le Linee guida precisano il momento: in sede di scrutinio il coordinatore, raccolti gli elementi dai docenti del team o del consiglio di classe, formula la proposta di valutazione da inserire nel documento di valutazione.

Per il coordinamento la legge non prevede compensi, salvo che la contrattazione d'istituto stabilisca diversamente, con oneri a carico del fondo per il miglioramento dell'offerta formativa.

Quali criteri usare e che ruolo ha il Collegio dei docenti?

Secondo le Linee guida, i criteri di valutazione deliberati dal Collegio dei docenti per le singole discipline e già inseriti nel PTOF vanno integrati per comprendere anche l'educazione civica. Non serve quindi un sistema separato, ma un'integrazione di quello esistente.

La valutazione deve essere coerente con le competenze, le abilità e le conoscenze indicate nel curricolo di educazione civica e affrontate durante l'attività didattica. Il curricolo, a sua volta, va adeguato alle Linee guida del 2024, che dall'anno scolastico 2024/2025 hanno sostituito quelle del 2020 e organizzano traguardi e obiettivi in tre nuclei:

  • Costituzione;
  • Sviluppo economico e sostenibilità;
  • Cittadinanza digitale.

Ogni scuola, ricorda la nota ministeriale, adegua il proprio curricolo di educazione civica e lo integra nel PTOF.

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Come si raccolgono gli elementi: rubriche e griglie di osservazione

Le Linee guida indicano che i docenti della classe e il consiglio di classe possono usare strumenti condivisi, come rubriche e griglie di osservazione. Servono ad accertare il conseguimento delle conoscenze e delle abilità e il progressivo sviluppo delle competenze previste nel curricolo di educazione civica.

Le Linee guida non impongono un modello unico. Nella pratica, uno strumento condiviso permette al coordinatore di ricevere elementi confrontabili da più colleghi. Alcune scelte che il collegio o i dipartimenti possono valutare:

  • definire per ciascun nucleo pochi indicatori osservabili, legati agli obiettivi del curricolo;
  • concordare quando e come ogni docente registra le osservazioni durante il periodo;
  • stabilire in anticipo come gli elementi raccolti confluiscono nella proposta del coordinatore.

C'è poi un aspetto legato alla natura trasversale dell'insegnamento. La nota ministeriale del 9 settembre 2024 ricorda che traguardi e obiettivi dei tre nuclei possono essere perseguiti non solo nelle ore dedicate, ma anche come chiave di lettura dell'intero curricolo. Di conseguenza, gli elementi utili alla valutazione possono emergere anche da attività svolte in discipline diverse, purché collegate agli obiettivi del curricolo di educazione civica.

Voto in decimi o altra forma: cosa cambia tra i gradi di scuola?

La legge 92/2019 parla di proposta di voto espresso in decimi. Le Linee guida aggiungono che, anche per l'educazione civica, il Collegio dei docenti delle scuole del primo ciclo esplicita a quale livello di apprendimento corrisponde il voto in decimi attribuito agli alunni della secondaria di primo grado, in coerenza con l'art. 2 del D.Lgs. 62/2017.

Per la scuola primaria le Linee guida rinviano alla normativa in vigore nell'anno scolastico di riferimento. Per il quadro attuale della primaria è utile la guida su valutazione nella primaria, giudizi sintetici e criteri del collegio.

Nel secondo ciclo la valutazione segue il D.P.R. 122/2009, con la proposta formulata dal coordinatore in sede di scrutinio.

Errori frequenti e cosa fare se

Errore: lasciare il voto al solo coordinatore

La proposta si basa sugli elementi forniti dai docenti che insegnano educazione civica. Cosa fare: concordare per tempo come e quando trasmetterli.

Errore: non aggiornare i criteri nel PTOF. Le Linee guida chiedono di integrare i criteri esistenti con l'educazione civica. Cosa fare: portare la proposta in Collegio prima degli scrutini.

Errore: valutare argomenti non affrontati. La valutazione deve essere coerente con quanto svolto in classe e con il curricolo. Cosa fare: collegare ogni osservazione a un obiettivo del curricolo.

Errore: usare ancora le Linee guida del 2020. Dall'anno scolastico 2024/2025 valgono quelle del D.M. 183/2024. Cosa fare: verificare che il curricolo sia stato adeguato.

Cosa fare se mancano elementi da qualche docente. Il coordinatore può segnalarlo al consiglio di classe prima dello scrutinio, così da completare il quadro.

Domande frequenti

L'educazione civica ha un voto nella pagella?

Sì, è oggetto delle valutazioni periodiche e finali. Nella secondaria il voto è in decimi; nella primaria si applica la normativa in vigore nell'anno.

Chi propone il voto di educazione civica?

Il docente coordinatore della classe, dopo aver raccolto gli elementi dai colleghi che insegnano educazione civica.

Chi sceglie il coordinatore?

La legge prevede che sia individuato tra i docenti a cui è affidato l'insegnamento nella classe.

Il coordinatore riceve un compenso?

Non per legge. La contrattazione d'istituto può prevederlo, con oneri a carico del fondo per il miglioramento dell'offerta formativa.

Servono criteri di valutazione specifici?

I criteri già deliberati dal Collegio e inseriti nel PTOF vanno integrati per comprendere l'educazione civica.

Le rubriche sono obbligatorie?

No. Le Linee guida indicano rubriche e griglie di osservazione come strumenti condivisi possibili, non come obbligo.

Quante ore di educazione civica sono previste?

Non meno di 33 ore annue per ciascun anno di corso, all'interno del monte orario obbligatorio.

Le Linee guida del 2024 valgono per tutti i gradi di scuola?

Sì. Definiscono principi, nuclei, traguardi e obiettivi di apprendimento a livello nazionale per tutti i gradi di istruzione.

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