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Gruppo Spaggiari Parma12/10/26, 09:026 min di lettura

Valutazione nella primaria 2026/27: giudizi sintetici, criteri del collegio e comunicazione alle famiglie

Risposta rapida

Nella scuola primaria la valutazione periodica e finale si esprime con giudizi sintetici, come prevede il decreto legislativo 62/2017 modificato dalla legge 150/2024. L'ordinanza ministeriale n. 3 del 9 gennaio 2025 fissa sei giudizi, da ottimo a non sufficiente. Spetta al collegio dei docenti declinare i criteri per anno e disciplina e inserirli nel PTOF.

Con l'anno scolastico 2026/27 i giudizi sintetici entrano nel loro terzo anno di applicazione nella primaria. Le regole di fondo sono stabili, ma ogni anno il collegio rivede criteri, descrittori e modalità di comunicazione con le famiglie. Qui trovi cosa dice la norma vigente, cosa decide la scuola e dove si concentrano gli errori più comuni.

Qual è il quadro normativo della valutazione nella primaria?

L'articolo 2 del decreto legislativo 62/2017, nel testo vigente, stabilisce che dall'anno scolastico 2024/2025 la valutazione periodica e finale degli apprendimenti nella primaria, compresa l'educazione civica, "è espressa con giudizi sintetici correlati alla descrizione dei livelli di apprendimento raggiunti". Le modalità sono definite con ordinanza del Ministro.

La modifica è stata introdotta dall'articolo 1 della legge 1 ottobre 2024, n. 150, che ha anche riscritto la regola sul comportamento: nella primaria è espresso collegialmente dai docenti con un giudizio sintetico riportato nel documento di valutazione. L'attuazione è nell'ordinanza ministeriale n. 3 del 9 gennaio 2025.

Restano ferme altre regole del decreto 62/2017. La valutazione è collegiale, a cura dei docenti contitolari della classe. I docenti di sostegno partecipano alla valutazione di tutti gli alunni della classe. Le attività alternative alla religione cattolica sono valutate su una nota distinta con giudizio sintetico.

Quali sono i giudizi sintetici e cosa descrivono?

L'articolo 3 dell'ordinanza elenca i giudizi, in ordine decrescente, da riportare nel documento di valutazione per ciascuna disciplina, compresa l'educazione civica: ottimo, distinto, buono, discreto, sufficiente, non sufficiente. L'Allegato A dell'ordinanza ne fornisce la descrizione, costruita su tre dimensioni: autonomia e consapevolezza nello svolgere le attività, uso di conoscenze e abilità per risolvere compiti e problemi, modo di esprimersi.

  • Ottimo: l'alunno affronta con autonomia anche situazioni complesse e non proposte in precedenza, in modo originale e personale.
  • Distinto: affronta con autonomia anche situazioni complesse e si esprime con proprietà di linguaggio.
  • Buono: porta a termine le attività con autonomia e consapevolezza e risolve con continuità compiti e problemi.
  • Discreto: lavora con parziale autonomia su compiti non particolarmente complessi.
  • Sufficiente: svolge le attività principalmente sotto la guida del docente, su compiti già affrontati.
  • Non sufficiente: non riesce abitualmente a svolgere le attività proposte, anche se guidato.

Le descrizioni sono un riferimento nazionale: non sostituiscono il lavoro del collegio, che le adatta al curricolo d'istituto.

Mani che compilano a penna una griglia su un foglio accanto a pastelli colorati
Immagine generata con AI a partire da brief editoriale Spaggiari, senza rappresentare persone reali.

Che cosa decide il collegio dei docenti?

Secondo l'articolo 3 dell'ordinanza, le scuole elaborano i criteri di valutazione, da inserire nel PTOF, "declinando, altresì, per ciascun anno di corso e per ogni disciplina del curricolo la descrizione dei livelli di apprendimento correlati ai giudizi sintetici". È un passaggio che rientra nell'autonomia didattica della scuola.

In pratica il collegio stabilisce come si passa dalle osservazioni e dalle prove ai giudizi del documento di valutazione. Molte scuole lavorano con rubriche per disciplina e per classe: è una scelta organizzativa, non un modello imposto. L'ordinanza consente inoltre di riportare nel documento di valutazione i principali obiettivi di apprendimento del curricolo d'istituto per ciascuna disciplina. Per collegare criteri e progettazione è utile il nostro approfondimento sul curricolo della primaria.

Come funziona la valutazione in itinere?

I giudizi sintetici riguardano la valutazione periodica e finale. L'ordinanza precisa che la valutazione in itinere "resta espressa nelle forme che il docente ritiene opportune", purché restituiscano agli alunni in modo comprensibile il livello di padronanza dei contenuti verificati e siano conformi ai criteri del collegio inseriti nel PTOF.

Per gli alunni con disabilità certificata la valutazione è correlata agli obiettivi del piano educativo individualizzato. Per gli alunni con disturbi specifici dell'apprendimento tiene conto del piano didattico personalizzato predisposto dai docenti contitolari.

Quanto all'ammissione, l'articolo 3 del decreto 62/2017 prevede che gli alunni siano ammessi alla classe successiva anche con livelli parzialmente raggiunti o in via di prima acquisizione. In quel caso la scuola attiva strategie di miglioramento. La non ammissione è possibile solo in casi eccezionali, comprovati da specifica motivazione e con decisione unanime.

Comunicazione scuola-famiglia. Spaggiari affianca docenti e dirigenti della primaria che usano ClasseViva per organizzare le comunicazioni con le famiglie lungo tutto l'anno scolastico.

Come si comunicano gli esiti alle famiglie?

L'ordinanza chiede alle scuole di adottare "modalità di interrelazione con le famiglie, eventualmente attraverso l'uso del registro elettronico", per garantire efficacia comunicativa, trasparenza e tempestività. Le modalità le sceglie la scuola: colloqui individuali, incontri di classe, comunicazioni scritte.

Alcuni accorgimenti aiutano le famiglie a leggere il documento di valutazione:

  • spiegare all'inizio dell'anno che cosa significano i sei giudizi e dove trovare i criteri nel PTOF;
  • distinguere tra valutazioni in itinere e giudizi del documento di valutazione;
  • accompagnare i giudizi più bassi con le strategie di miglioramento previste;
  • usare un linguaggio coerente tra docenti della stessa classe.

Su cosa vedono i genitori nel registro della primaria c'è il nostro articolo dedicato al registro elettronico alla primaria.

Errori frequenti e cosa fare se

  • Usare i giudizi sintetici per ogni singola verifica. L'ordinanza li prevede per la valutazione periodica e finale: in itinere valgono le forme scelte dal docente nel rispetto dei criteri del collegio.
  • Copiare l'Allegato A senza declinarlo. Il collegio deve descrivere i livelli per anno di corso e disciplina.
  • Criteri non aggiornati nel PTOF. I criteri di valutazione vanno inseriti nel PTOF: verificare che la versione pubblicata sia quella deliberata.
  • Dimenticare l'educazione civica. Anche questo insegnamento è valutato con giudizio sintetico.
  • Cosa fare se una famiglia contesta un giudizio. Ripartire dai criteri pubblicati nel PTOF e dalle evidenze raccolte durante il periodo, in un colloquio con i docenti contitolari.
  • Cosa fare se un alunno ha livelli in via di prima acquisizione. La norma prevede l'attivazione di strategie di miglioramento da parte della scuola, da comunicare alla famiglia.

Domande frequenti

Quali sono i giudizi sintetici nella primaria?

Ottimo, distinto, buono, discreto, sufficiente e non sufficiente, secondo l'ordinanza ministeriale n. 3 del 9 gennaio 2025.

Da quale norma derivano?

Dall'articolo 2 del decreto legislativo 62/2017, come modificato dalla legge 150/2024.

Chi decide i criteri di valutazione?

Il collegio dei docenti, che li inserisce nel PTOF e descrive i livelli per anno di corso e disciplina.

Le verifiche in classe hanno il giudizio sintetico?

Non necessariamente: la valutazione in itinere resta espressa nelle forme che il docente ritiene opportune, nel rispetto dei criteri del collegio.

Come si valuta il comportamento nella primaria?

Con un giudizio sintetico espresso collegialmente dai docenti e riportato nel documento di valutazione.

Un alunno può non essere ammesso alla classe successiva?

Solo in casi eccezionali, comprovati da specifica motivazione, con decisione unanime dei docenti in sede di scrutinio.

Come vengono valutati gli alunni con disabilità o DSA?

In relazione agli obiettivi del PEI per gli alunni con disabilità certificata e tenendo conto del PDP per gli alunni con DSA.

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