Risposta rapida
Nell'anno di prova il docente neoassunto traccia, con il tutor, un primo bilancio di competenze in forma di autovalutazione entro il secondo mese dalla presa di servizio. Sulla base del bilancio, dirigente e docente firmano il patto per lo sviluppo professionale con gli obiettivi formativi. A fine percorso il docente compila un bilancio finale e sostiene un colloquio davanti al comitato di valutazione.
Per chi è entrato in ruolo nel 2026/2027 i primi mesi di servizio coincidono con l'avvio del percorso di formazione e periodo annuale di prova. Due documenti ne segnano l'inizio: il bilancio iniziale delle competenze e il patto per lo sviluppo professionale. Sono anche i due passaggi che generano più domande tra neoassunti, tutor e dirigenti.
Le regole sono contenute nel DM 16 agosto 2022, n. 226, che disciplina il percorso di formazione e il periodo di prova dei docenti. Questa guida riassume cosa prevede il decreto su bilancio, patto, portfolio e valutazione finale, senza aggiungere scadenze che il testo non indica.
Cos'è il bilancio iniziale delle competenze?
È un'autovalutazione strutturata con cui il docente in prova analizza le proprie competenze all'inizio del percorso. L'articolo 5 del DM 226/2022 lo collega alla personalizzazione della formazione: il bilancio serve a compiere un'analisi critica delle competenze possedute, a delineare i punti da potenziare e a elaborare un progetto di formazione in servizio coerente con i risultati.
Il decreto precisa che il bilancio viene tracciato anche alla luce delle prime attività didattiche svolte. Non è quindi un questionario da compilare il primo giorno, ma una riflessione che parte dall'esperienza concreta delle prime settimane in classe.
Chi compila il bilancio, con chi e entro quando?
Lo compila il docente in periodo di prova, con la collaborazione del docente tutor. Il termine fissato dall'articolo 5 è il secondo mese dalla presa di servizio: il bilancio è predisposto entro il secondo mese dalla presa di servizio. La data esatta dipende quindi dal giorno in cui ciascun docente ha preso servizio.
Il tutor ha un ruolo di accompagnamento. L'articolo 12 prevede che sia designato dal dirigente scolastico, sentito il parere del collegio dei docenti, all'inizio dell'anno scolastico; salvo motivata impossibilità, un tutor segue al massimo tre docenti in prova. Nella secondaria di primo e secondo grado il tutor appartiene alla stessa classe di concorso del docente affidato o ne possiede l'abilitazione; in caso di motivata impossibilità si ricorre a una classe affine o all'area disciplinare.
Cosa contiene il patto per lo sviluppo professionale?
Il patto fissa gli obiettivi di sviluppo delle competenze da raggiungere durante l'anno. Secondo l'articolo 5, comma 3, lo stabiliscono il dirigente scolastico e il docente in prova, sulla base del bilancio delle competenze, sentito il tutor e tenuto conto dei bisogni dell'istituzione scolastica.
Gli obiettivi riguardano competenze di natura:
- culturale e disciplinare;
- pedagogica;
- didattico-metodologica;
- relazionale.
Il decreto indica come raggiungerli: con le attività formative dell'articolo 6 e con la partecipazione alle iniziative attivate dalla scuola o da reti di scuole. Resta la facoltà di avvalersi dell'offerta formativa aggiuntiva e facoltativa pubblicata sulla piattaforma SOFIA, anche con le risorse della Carta prevista dall'articolo 1, comma 121, della legge 107/2015. Per il quadro generale della formazione in servizio è utile l'approfondimento sulla formazione docenti 2026/2027 e le attività riconosciute.
Il patto incide anche sull'organizzazione dell'anno: l'articolo 9 prevede che, in relazione al patto, il dirigente possa programmare ulteriori momenti di osservazione in classe con il tutor o con altri docenti.
Che ruolo ha la piattaforma Indire?
La piattaforma digitale supporta il docente durante tutto il percorso. L'articolo 10 affida alla Direzione generale per il personale scolastico, con la struttura tecnica dell'Indire, la realizzazione e l'aggiornamento dell'ambiente online. La formazione online ha una durata complessiva di 20 ore e comprende analisi e riflessioni sul proprio percorso, l'elaborazione del portfolio professionale, la compilazione di questionari di monitoraggio e la ricerca di materiali di studio.
Il decreto prevede che la piattaforma sia predisposta e attivata entro settembre di ogni anno. Alla data di pubblicazione di questo articolo, la pagina pubblica Neoassunti di Indire indica che l'ambiente per il 2026/27 sarà aperto prossimamente e che l'apertura sarà comunicata sui canali istituzionali. Nel frattempo bilancio e patto possono essere impostati a scuola con il tutor e il dirigente.
Le 20 ore online fanno parte delle 50 ore complessive del percorso, organizzate dall'articolo 6 in quattro fasi: incontri propedeutici e di restituzione finale, laboratori formativi, peer to peer e osservazione in classe, formazione online. Laboratori e osservazione sono trattati nella guida su laboratori e peer to peer nell'anno di prova 2026/2027.
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Come si chiude il percorso: bilancio finale e colloquio?
Al termine del percorso il docente, con la supervisione del tutor, traccia un nuovo bilancio di competenze per registrare i progressi, l'impatto delle azioni formative realizzate e gli sviluppi ulteriori da ipotizzare. Il bilancio iniziale e quello conclusivo confluiscono nel portfolio professionale digitale, che secondo l'articolo 11 contiene anche il curriculum, la documentazione della progettazione e delle attività didattiche e un piano di sviluppo professionale.
L'articolo 13 regola la valutazione. Tra il termine delle attività didattiche e la conclusione dell'anno scolastico il dirigente convoca il comitato per la valutazione. Il docente sostiene un colloquio che parte dalla presentazione delle attività e della documentazione del portfolio, consegnato preliminarmente al dirigente, che lo trasmette al comitato almeno cinque giorni prima del colloquio.
Contestualmente al colloquio il comitato svolge un test finale, che consiste nella discussione e valutazione della documentazione contenuta nell'istruttoria del tutor e nella relazione del dirigente. Il parere del comitato è obbligatorio ma non vincolante: il dirigente può discostarsene con atto motivato.
Errori frequenti e cosa fare se
Errore: compilare il bilancio senza confronto con il tutor
Il decreto prevede la collaborazione del tutor. Cosa fare: fissare un incontro dedicato prima della stesura definitiva.
Errore: considerare il patto un adempimento formale. Gli obiettivi del patto orientano formazione e osservazioni in classe per tutto l'anno. Cosa fare: scegliere obiettivi concreti e verificabili.
Errore: aspettare la piattaforma per iniziare. Il termine del secondo mese decorre dalla presa di servizio. Cosa fare: impostare il bilancio a scuola e riportarlo online quando l'ambiente sarà disponibile.
Errore: trascurare il portfolio fino a fine anno. Il colloquio parte dalla documentazione raccolta. Cosa fare: aggiornare il portfolio durante il percorso.
Cosa fare se il tutor segue più docenti. Il decreto ammette fino a tre docenti per tutor, salvo motivata impossibilità: conviene concordare un calendario comune di incontri.
Domande frequenti
Entro quando va fatto il bilancio iniziale?
Entro il secondo mese dalla presa di servizio, come prevede l'articolo 5 del DM 226/2022.
Chi firma il patto per lo sviluppo professionale?
Il dirigente scolastico e il docente in prova, sentito il tutor.
Quante ore dura la formazione dell'anno di prova?
Cinquanta ore complessive, di cui venti di formazione online.
La piattaforma Indire 2026/27 è già aperta?
La pagina pubblica Neoassunti indica che l'ambiente 2026/27 sarà aperto prossimamente, con comunicazione sui canali istituzionali.
Il bilancio iniziale fa parte del portfolio?
Sì, il portfolio professionale comprende il bilancio di competenze iniziale e quello conclusivo.
Chi valuta il periodo di prova?
Il comitato per la valutazione esprime un parere dopo il colloquio; la decisione spetta al dirigente, che può discostarsi dal parere con atto motivato.
Posso usare la Carta per la formazione legata al patto?
Il decreto prevede la facoltà di usare l'offerta formativa su SOFIA anche con le risorse della Carta prevista dalla legge 107/2015.
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