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DigCompEdu è il quadro europeo che descrive che cosa significa, per chi insegna, essere digitalmente competente. Organizza 22 competenze in sei aree e prevede sei livelli di padronanza, da A1 a C2. Non riguarda le abilità tecniche ma l'uso delle tecnologie per migliorare la didattica. La Commissione europea ne ha avviato l'aggiornamento: la versione finale è prevista per la primavera 2027.
Quando si parla di competenze digitali dei docenti, il riferimento europeo più citato è DigCompEdu, il quadro elaborato dal Centro comune di ricerca (JRC) della Commissione europea. Sviluppato nel 2017, offre un linguaggio comune per descrivere che cosa sa fare un docente con le tecnologie digitali e come può crescere nel tempo.
Questa guida riassume le informazioni pubblicate sulle pagine ufficiali del JRC dedicate a DigCompEdu e sulla European School Education Platform. Spiega come è costruito il quadro, come leggere i livelli, come fare un'autovalutazione e che cosa cambierà con l'aggiornamento in corso.
Che cos'è DigCompEdu e a chi si rivolge?
DigCompEdu, cioè il quadro europeo per le competenze digitali degli educatori, è descritto dal JRC come un quadro scientificamente fondato che spiega che cosa significa per un educatore essere digitalmente competente. Fornisce un riferimento generale per sviluppare le competenze digitali specifiche di chi insegna.
Il punto di partenza è chiaro: il focus non è sulle abilità tecniche, ma su come le tecnologie digitali possono essere usate per migliorare e innovare l'istruzione.
Il quadro si rivolge agli educatori di tutti i livelli: dall'infanzia all'istruzione superiore e degli adulti, compresa l'istruzione generale e la formazione professionale, l'educazione per bisogni educativi speciali e i contesti di apprendimento non formale. Per la scuola italiana riguarda quindi i docenti di ogni ordine e grado.
Quali sono le sei aree e le 22 competenze?
DigCompEdu descrive 22 competenze organizzate in sei aree. Le aree, con il nome originale inglese, sono:
- Area 1 – Coinvolgimento professionale (Professional engagement)
- Area 2 – Risorse digitali (Digital resources)
- Area 3 – Insegnamento e apprendimento (Teaching and learning)
- Area 4 – Valutazione (Assessment)
- Area 5 – Valorizzazione delle potenzialità degli studenti (Empowering learners)
- Area 6 – Favorire lo sviluppo delle competenze digitali degli studenti (Facilitating learners' digital competence)
Per ciascuna delle 22 competenze il JRC fornisce descrittori di livello che permettono al docente di capire il proprio grado di competenza e i propri bisogni di sviluppo.
Come funzionano i sei livelli da A1 a C2?
Secondo la pagina del JRC sui livelli di padronanza, DigCompEdu distingue sei stadi lungo i quali la competenza digitale dei docenti si sviluppa di solito. A ciascuno corrisponde un descrittore di ruolo:
- A1 (Newcomer): il docente conosce il potenziale delle tecnologie ma ha avuto pochi contatti con esse e le usa soprattutto per preparare le lezioni, per compiti amministrativi o per la comunicazione organizzativa.
- A2 (Explorer): ha iniziato a usare le tecnologie in alcune aree, senza ancora un approccio completo o coerente.
- B1 (Integrator): sperimenta le tecnologie in contesti e scopi diversi e le integra in molte pratiche, ma sta ancora capendo quali strumenti funzionano meglio in quali situazioni.
- B2 (Expert): usa una gamma di tecnologie con sicurezza, creatività e senso critico, scegliendole in modo mirato per situazioni specifiche.
- C1: ha un approccio coerente e completo all'uso delle tecnologie ed è una fonte di ispirazione per i colleghi.
- C2 (Pioneer): mette in discussione le pratiche digitali e pedagogiche esistenti e sperimenta tecnologie e approcci innovativi.
Nei primi due livelli il docente assimila nuove informazioni e sviluppa pratiche digitali di base; nei livelli B applica, amplia e struttura le proprie pratiche; nei livelli C trasmette le proprie conoscenze, analizza criticamente le pratiche esistenti e ne sviluppa di nuove. La progressione è cumulativa: ogni livello comprende quelli precedenti.
Il JRC precisa che i descrittori di ruolo riflettono il tipo di uso delle tecnologie tipico di ciascuno stadio e si collegano ai punti di forza del docente all'interno della comunità professionale. Un livello, quindi, non è un giudizio sul docente ma una fotografia del punto in cui si trova.
Come fare un'autovalutazione con SELFIEforTEACHERS?
Per mettere in pratica il quadro la Commissione europea mette a disposizione SELFIEforTEACHERS, uno strumento di autoriflessione basato su DigCompEdu. Secondo il JRC è disponibile per l'istruzione scolastica nelle 24 lingue ufficiali dell'Unione europea, compreso l'italiano.
L'autovalutazione serve al docente per riflettere sul proprio uso delle tecnologie nelle sei aree e individuare i propri bisogni di sviluppo. È uno strumento personale di riflessione professionale: il risultato aiuta a scegliere su che cosa lavorare, senza trasformarsi in una valutazione esterna.
Chi conserva traccia del proprio percorso formativo può collegare l'autovalutazione alla documentazione della propria carriera, come raccontato nell'articolo sul fascicolo digitale del docente.
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Come usarlo a scuola e cosa cambierà con l'aggiornamento?
A livello di istituto DigCompEdu può essere usato come riferimento per leggere i bisogni formativi dei docenti, perché offre aree e livelli condivisi con cui descriverli. È una scelta organizzativa della scuola: il quadro europeo non introduce di per sé obblighi per i docenti.
La Commissione europea ha avviato l'aggiornamento di DigCompEdu a maggio 2026. Secondo la notizia del 5 ottobre 2026 della European School Education Platform, il quadro aggiornato resterà generico, coprirà tutti i settori dell'istruzione e manterrà le sei aree. Una prima bozza è stata sottoposta a consultazione pubblica nell'autunno 2026; la versione finale è prevista per la primavera 2027.
La bozza contiene alcune novità di rilievo:
- Giudizio professionale: maggiore rilievo all'autonomia e al giudizio dei docenti nel decidere come usare le tecnologie digitali.
- Intelligenza artificiale: l'alfabetizzazione sull'IA è integrata in tutto il quadro, con attenzione a come i sistemi automatici e generativi producono risultati, dove possono sbagliare e come il docente decide se e come usarli. Per il quadro normativo italiano è utile l'articolo su docenti e intelligenza artificiale in classe.
- Benessere digitale: tema trasversale che riguarda docenti e studenti, con attenzione a carico di lavoro, tempo davanti agli schermi, confini e diritto alla disconnessione.
- Sostenibilità: la bozza considera anche i costi ambientali delle tecnologie digitali.
Fino alla pubblicazione della versione finale resta valido il quadro attuale, con le sue 22 competenze e sei livelli.
Errori frequenti e cosa fare se
Errore: pensare che DigCompEdu misuri solo le abilità tecniche
Il quadro guarda all'uso delle tecnologie per migliorare la didattica. Cosa fare: leggere le aree partendo dalle proprie attività in classe, non dagli strumenti.
Errore: considerare il livello un voto. I livelli descrivono stadi di sviluppo e punti di forza. Cosa fare: usare il risultato per scegliere obiettivi di crescita realistici.
Errore: puntare subito ai livelli più alti in tutte le aree. La progressione è cumulativa e può essere diversa da area ad area. Cosa fare: scegliere una o due aree su cui lavorare.
Errore: attribuire al quadro obblighi che non prevede. DigCompEdu è un riferimento europeo. Cosa fare: verificare le regole della propria scuola nel piano di formazione dell'istituto.
Cosa fare se si vuole seguire l'aggiornamento. La bozza è ancora in lavorazione. Cosa fare: consultare le pagine ufficiali della Commissione europea per le prossime tappe.
Domande frequenti
DigCompEdu vale anche per la scuola dell'infanzia?
Sì. Il quadro si rivolge agli educatori di tutti i livelli, dall'infanzia all'istruzione degli adulti.
Quante sono le competenze di DigCompEdu?
Sono 22, organizzate in sei aree: dal coinvolgimento professionale allo sviluppo delle competenze digitali degli studenti.
Che cosa significa essere al livello B1?
Il docente sperimenta le tecnologie in contesti diversi e le integra in molte pratiche, ma sta ancora capendo quali strumenti funzionano meglio.
SELFIEforTEACHERS è disponibile in italiano?
Sì. Lo strumento è disponibile per l'istruzione scolastica nelle 24 lingue ufficiali dell'Unione europea.
DigCompEdu è obbligatorio per i docenti?
No. È un quadro di riferimento europeo che la scuola può usare per leggere i bisogni formativi.
Quando sarà pronta la nuova versione?
La versione finale aggiornata è prevista per la primavera 2027. Fino ad allora resta valido il quadro attuale.
L'aggiornamento parlerà di intelligenza artificiale?
Sì. Nella bozza l'alfabetizzazione sull'IA è integrata in tutto il quadro.
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