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Le nuove Indicazioni nazionali introducono il latino per l'educazione linguistica (LEL) negli ultimi due anni della secondaria di primo grado. Secondo la nota MIM 1312/2026 l'insegnamento è opzionale e parte, in prima applicazione, dalle classi seconde e terze dell'a.s. 2026/2027. Ogni scuola lo inserisce nel PTOF e ne definisce tempi, organizzazione e risorse; la nota suggerisce almeno un'ora settimanale.
Tra le novità delle Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell'infanzia e del primo ciclo c'è un insegnamento che negli ultimi anni non faceva parte del curricolo della scuola media: il latino per l'educazione linguistica, indicato con la sigla LEL. Docenti di lettere e dirigenti si chiedono come si colloca nell'orario, chi decide se attivarlo e come informare le famiglie.
Questa guida si basa su tre documenti ufficiali: il decreto del Ministro dell'istruzione e del merito 9 dicembre 2025, n. 221, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 27 gennaio 2026 e in vigore dall'11 febbraio 2026; il testo delle Indicazioni pubblicato dal Ministero; la nota ministeriale di accompagnamento del 12 marzo 2026. Dove i documenti lasciano margini alla scuola, l'articolo lo segnala senza aggiungere regole non scritte.
Cosa dicono le nuove Indicazioni sul latino?
Il DM 221/2025 in Gazzetta Ufficiale adotta le nuove Indicazioni nazionali, che sostituiscono quelle allegate al decreto 16 novembre 2012, n. 254. All'interno del testo delle Indicazioni pubblicato dal MIM una sezione specifica è dedicata al latino per l'educazione linguistica.
Il documento spiega che la conoscenza del latino contribuisce alla qualità dell'espressione degli studenti, abitua alla logica e al ragionamento e aiuta a conoscere meglio le fondamenta grammaticali dell'italiano e il significato delle parole. L'insegnamento è descritto come avviato negli ultimi due anni della secondaria di primo grado, in modo opzionale e curricolare, con lo scopo di collegare il mondo che si è espresso in latino con l'esperienza degli studenti e con la realtà contemporanea.
Il taglio è linguistico prima che letterario. Le Indicazioni insistono sull'esame comparativo del lessico, anche quello della vita quotidiana, sulla dimensione storica dell'italiano, sul dialogo con le discipline STEM e sul collegamento con i valori della Costituzione affrontati nell'educazione civica.
Il latino è obbligatorio o facoltativo?
È opzionale. La nota MIM prot. 1312 del 12 marzo 2026 riporta che, nelle more dell'integrazione del quadro orario della secondaria di primo grado previsto dal DPR 89/2009, l'insegnamento del LEL è avviato in via di prima applicazione e su base opzionale.
Opzionale significa che alle famiglie viene presentata la possibilità di avvalersi dell'insegnamento e che la scelta resta loro. La nota chiede infatti alle scuole di organizzare attività di orientamento e informazione perché le famiglie possano compiere una scelta consapevole.
Da quando e in quali classi parte il LEL?
Secondo la nota, il LEL parte dalle classi seconde e terze funzionanti nell'anno scolastico 2026/2027. È un punto da non confondere con il calendario generale delle nuove Indicazioni: l'art. 1 del DM 221/2025 prevede che, dal 2026/2027, le scuole del primo ciclo adottino le Indicazioni a partire dalle classi prime della primaria e della secondaria di primo grado, rielaborando con gradualità il curricolo d'istituto.
Le due tempistiche convivono: il curricolo generale si rinnova partendo dalle prime, mentre il LEL, che riguarda gli ultimi due anni, viene proposto da subito alle seconde e alle terze.
Quante ore e in quale orario: cosa decide la scuola?
Non esiste per ora un monte ore fissato nel quadro orario. Il DPR 20 marzo 2009, n. 89 resta il riferimento per l'orario della secondaria di primo grado, in attesa dell'integrazione richiamata dal decreto. Nel frattempo la nota indica che ciascuna scuola, in base al proprio contesto, definisce progettualità, tempi, modalità organizzative e risorse, usando gli spazi di autonomia, flessibilità e ampliamento dell'offerta formativa.
Sulla durata la nota usa un verbo preciso: suggerisce almeno un'ora settimanale. È un'indicazione, non un obbligo. A titolo esemplificativo il Ministero cita due possibilità:
- usare, dove possibile, lo spazio di approfondimento in materie letterarie;
- organizzare le attività in orario extracurricolare, per l'intera classe o per gruppi di alunni anche di classi diverse.
L'organizzazione tiene conto del numero di alunni che scelgono l'insegnamento e dei docenti in possesso di adeguate competenze. Se nell'organico dell'autonomia non ci sono insegnanti con competenze specifiche, la nota prevede la possibilità di stipulare convenzioni con istituti secondari di secondo grado che insegnano il latino.
Scuola e famiglie. Spaggiari affianca le scuole che usano ClasseViva nelle comunicazioni quotidiane tra scuola, studenti e famiglie.
Come si progetta il LEL nel consiglio di classe e nel PTOF?
La nota stabilisce che le scuole inseriscono l'insegnamento del latino nel PTOF. La progettazione didattica parte dalle competenze e dagli obiettivi fissati nelle Indicazioni per il termine della classe terza, organizzati in tre aree: educazione linguistica diacronica, consapevolezza della centralità del latino nella tradizione culturale italiana, confronto interlinguistico e interdisciplinare.
Tra gli obiettivi specifici indicati nel testo ministeriale:
- riconoscere l'origine latina di alcune parole italiane ad alta frequenza, comprendere parole latine di uso comune e i principali latinismi;
- riconoscere la struttura morfologica di base delle parole latine e il sistema dei casi e dei generi nella flessione nominale;
- riconoscere le forme verbali più semplici e orientarsi nella sintassi della frase semplice, con esempi basati sulle prime due declinazioni;
- istituire semplici confronti, soprattutto lessicali, tra italiano, latino e lingue straniere studiate;
- usare vocabolari, anche digitali, per approfondire i rapporti etimologici tra latino e italiano;
- comprendere, con la guida dell'insegnante e in contesto laboratoriale, il senso globale di frasi e testi latini semplici, come proverbi o formule epigrafiche.
Per il consiglio di classe questo significa coordinare il LEL con la progettazione di italiano e delle lingue straniere, evitando che diventi un'attività isolata. Il lavoro sulla progettazione verticale offre un quadro utile: un esempio di impostazione è nell'articolo sul curricolo verticale nelle nuove Indicazioni nazionali.
Come informare le famiglie?
La nota chiede di avviare con tempi congrui le attività di orientamento e informazione rivolte alle famiglie degli alunni delle classi seconde e terze, presentando l'opportunità di avvalersi dell'insegnamento. Non indica una data o un modulo unico: modalità e calendario sono definiti dalla scuola.
Una comunicazione chiara dovrebbe spiegare in poche righe che cos'è il LEL, che è opzionale, in quale orario si svolge, se è rivolto all'intera classe o a gruppi, e come esprimere la scelta. Per le famiglie delle classi terze può essere utile distinguere il LEL dagli adempimenti di fine ciclo; per una panoramica su quel percorso c'è la guida all'esame di terza media 2027.
Errori frequenti e cosa fare se
Errore: presentare il latino come materia obbligatoria
Nella prima applicazione l'insegnamento è avviato su base opzionale. Cosa fare: chiarire nelle comunicazioni che la scelta spetta alle famiglie.
Errore: indicare un monte ore stabilito per legge. La nota suggerisce almeno un'ora settimanale, ma il quadro orario del DPR 89/2009 non è ancora stato integrato. Cosa fare: indicare l'orario deciso dalla scuola come scelta organizzativa d'istituto.
Errore: limitare il LEL alle classi prime. Le classi prime seguono le nuove Indicazioni dal 2026/2027, ma il LEL riguarda seconde e terze. Cosa fare: verificare che la proposta raggiunga le classi corrette.
Errore: trattarlo come un corso di grammatica latina tradizionale. Le Indicazioni privilegiano lessico, confronto con l'italiano e dimensione storica della lingua. Cosa fare: partire dagli obiettivi del testo ministeriale.
Cosa fare se mancano docenti con competenze specifiche. La nota prevede la possibilità di convenzioni con istituti secondari di secondo grado che insegnano il latino.
Domande frequenti
Che cosa significa LEL?
Latino per l'educazione linguistica: è la denominazione usata nelle Indicazioni nazionali per l'insegnamento del latino negli ultimi due anni della secondaria di primo grado.
Quale norma introduce il LEL?
Il DM 9 dicembre 2025, n. 221, che adotta le nuove Indicazioni nazionali. La nota MIM 1312 del 12 marzo 2026 ne illustra l'avvio.
Tutte le scuole devono attivarlo nel 2026/2027?
La nota indica che le scuole lo inseriscono nel PTOF e ne definiscono progettualità, tempi, organizzazione e risorse; per gli studenti l'insegnamento è opzionale.
Quante ore sono previste?
Nessun monte ore è fissato nel quadro orario. La nota suggerisce almeno un'ora settimanale.
Si può svolgere al pomeriggio?
Sì, tra gli esempi della nota c'è l'organizzazione in orario extracurricolare, per la classe o per gruppi di alunni anche di classi diverse.
Riguarda anche le classi prime?
No. In prima applicazione il LEL parte dalle classi seconde e terze funzionanti nel 2026/2027.
Su cosa si concentra il programma?
Su origine latina del lessico italiano, latinismi, elementi di morfologia e sintassi di base e confronto con l'italiano e le lingue straniere, secondo gli obiettivi delle Indicazioni.
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