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Osservatorio Spaggiari n. 2: orientamento a scuola, dati 2026
Osservatorio Spaggiari18 ottobre 202624 min di lettura

Orientamento a scuola: i dati 2026, le regole e la didattica orientativa in classe

Osservatorio Spaggiari · n. 2 · ottobre 2026

Abbandono precoce, scelte dopo la terza media, passaggio all’università e al lavoro: gli ultimi dati ufficiali sull’orientamento scolastico, letti alla fonte e spiegati con le loro definizioni. Con una scheda pratica su 30 ore di orientamento, consiglio di orientamento, docente tutor e formazione scuola-lavoro.

Dati aggiornati al 18 ottobre 2026 Fonti: Eurostat, MIM, INVALSI, MUR-USTAT, Excelsior, OCSE, Commissione europea, Cedefop Metodo e verifiche

In sintesi

8,2%
giovani 18-24 anni che hanno lasciato precocemente gli studi nel 2025, per la prima volta sotto la media UE (9,1%)
Eurostat, 2025
6,3%
studenti dell’ultimo anno delle superiori in dispersione implicita, il valore più basso della serie
INVALSI, 2026
55,88%
iscrizioni ai licei per il 2026/27; tecnici 30,84%, professionali 13,28%
MIM, iscrizioni online 2026/27
47,4%
assunzioni previste di diplomati che le imprese giudicano difficili da coprire nel 2025 (25,5% nel 2019)
Excelsior, 2025
62,9%
neodiplomati 20-34 anni occupati entro tre anni dal diploma (media UE 77,2%)
Eurostat, 2025

Dove siamo oggi: abbandono precoce e dispersione

Nel 2025 i giovani tra 18 e 24 anni che hanno lasciato gli studi con al massimo la licenza media sono l’8,2%. È la prima volta che l’Italia scende sotto la media dell’Unione europea (9,1%) e sotto l’obiettivo europeo per il 2030, fissato al di sotto del 9%. Nel 2004 il valore era 23,1%: in poco più di vent’anni la quota si è ridotta di quasi due terzi.

Come si misura. L’abbandono precoce (in inglese early leavers from education and training) è la quota di 18-24enni con al massimo la licenza media che nelle quattro settimane precedenti l’intervista non frequentavano corsi di istruzione o formazione. Deriva dall’indagine sulle forze di lavoro, uguale in tutti i Paesi UE.

Abbandono precoce degli studi, Italia e media UE, 2004-2025

Giovani 18-24 anni con al massimo la licenza media e fuori da istruzione e formazione, % della fascia d’età

ItaliaMedia UE (27 Paesi)Obiettivo UE 2030

Fonte: Eurostat, edat_lfse_14, aggiornamento del 10/09/2026, estrazione del 18/10/2026. L’Education and Training Monitor 2025 riporta per l’UE 9,3% nel 2024; la serie Eurostat aggiornata indica 9,6%: si usa il dato più recente.

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Abbandono precoce 18-24 anni, %. Fonte: Eurostat edat_lfse_14, agg. 10/09/2026
AnnoItaliaMedia UE
200423,116,0
200522,115,6
200620,415,2
200719,514,7
200819,614,3
200919,114,0
201018,613,8
201117,813,2
201217,312,6
201316,811,8
201415,011,1
201514,711,0
201613,810,6
201714,010,5
201814,310,5
201913,310,1
202014,210,0
202112,79,7
202211,59,6
202310,59,6
20249,89,6
20258,29,1

Un secondo indicatore riguarda le competenze di chi arriva al diploma. INVALSI definisce dispersione implicita la quota di studenti dell’ultimo anno delle superiori che terminano la scuola senza raggiungere un livello adeguato in nessuna delle prove (Italiano, Matematica, Inglese). Nel 2026 è al 6,3%, il valore più basso da quando viene misurata, contro l’8,7% del 2025. Nel 2025 il dato era 3,9% nei licei, 10,8% nei tecnici e 22,8% nei professionali. Sulla base dei propri dati INVALSI stima per il 2026 un abbandono precoce al 7,3%: è una stima, in attesa del dato ufficiale Eurostat.

Dispersione implicita all’ultimo anno delle superiori, 2019-2026

Studenti che concludono la scuola senza livelli adeguati in nessuna prova INVALSI, %

Fonte: INVALSI, Rapporto nazionale 2024 (2019-2024), Rapporto 2025 e comunicato del Rapporto 2026 (luglio 2026). 2020: dato assente, perché le prove non si sono svolte a causa della pandemia.

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Dispersione implicita, ultimo anno delle superiori, %. Fonte: INVALSI, Rapporti 2024-2025 e comunicato 2026
AnnoValore
20197,5
2020prove non svolte
20219,8
20229,7
20238,7
20246,6
20258,7
20266,3

Le scelte degli studenti: superiori e università

Per l’anno scolastico 2026/27 il 55,88% delle iscrizioni al primo anno delle superiori riguarda i licei, il 30,84% gli istituti tecnici e il 13,28% i professionali (compresi i percorsi IeFP, 0,81%). Dal 2018/19 la ripartizione si muove di pochi punti: i licei oscillano tra il 55% e il 58%, i tecnici restano intorno al 31%.

Cresce la filiera tecnologico-professionale «4+2», quattro anni di scuola e due di ITS Academy: gli iscritti al primo anno sono passati da 1.669 nel 2024/25 a 5.449 nel 2025/26 e a 10.532 nel 2026/27.

Iscrizioni al primo anno delle superiori per tipo di scuola

% sulle domande di iscrizione online, dal 2018/19 al 2026/27

LiceiIstituti tecniciIstituti professionali

Fonte: Ministero dell’istruzione e del merito, comunicati annuali sui primi dati delle iscrizioni online; per il 2025/26 e il 2026/27 l’Allegato 1 del 02/03/2026. Sono le domande di gennaio-febbraio, non gli iscritti effettivi di settembre. Licei 2018/19 ricavati per differenza; dal 2024/25 le quote hanno due decimali.

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Iscrizioni al primo anno delle superiori, % delle domande online. Fonte: MIM, primi dati delle iscrizioni online; Allegato 1 del 02/03/2026
Anno scolasticoLiceiTecniciProfessionali
2018/1955,330,714,0
2019/2055,431,013,6
2020/2156,330,812,9
2021/2257,830,311,9
2022/2356,630,712,7
2023/2457,130,912,1
2024/2555,6331,6612,72
2025/2655,9931,3212,69
2026/2755,8830,8413,28
Filiera 4+2, iscritti al primo anno
2024/251.669
2025/265.449
2026/2710.532

Dopo il diploma, le università registrano 362.138 immatricolati nel 2024/25, il valore più alto della serie disponibile dal 2009/10; il dato provvisorio del 2025/26 è 356.084. Nello stesso periodo l’abbandono entro il primo anno è sceso al 6,5% (2024/25, provvisorio), dopo il picco dell’8,1% nel 2021/22.

Sulla soddisfazione per la scelta fatta, il dato disponibile viene da AlmaDiploma, che intervista i diplomati delle scuole aderenti al consorzio (oltre 26.500 diplomati 2024: un campione ampio, ma non rappresentativo dell’intero Paese). Alla vigilia del diploma il 52,2% rifarebbe la stessa scelta di indirizzo e di scuola; a un anno dal diploma la quota sale al 58,8%. Tra i diplomati 2025 delle stesse scuole, l’84,5% ha svolto attività di orientamento in uscita e il 57,0% le giudica rilevanti per la propria scelta.

Università: immatricolati e abbandono entro il primo anno

Immatricolati per anno accademico e quota di chi abbandona entro il primo anno

Immatricolati

Abbandono entro il 1° anno (dal 2011/12)

Fonte: MUR, Ufficio di statistica (USTAT), open data «Immatricolati per anno» (aggiornato il 14/07/2026) e «Tasso di abbandono» (versione del 18/02/2026). Provvisori: immatricolati 2025/26 e abbandono 2024/25. AlmaDiploma: «Profilo e Condizione occupazionale dei diplomati», indagine 2025, e comunicato del XXIII Convegno, 26/02/2026.

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Immatricolati all’università e abbandono entro il primo anno. Fonte: MUR-USTAT, open data; immatricolati 2025/26 e abbandono 2024/25 provvisori
Anno accademicoImmatricolatiAbbandono 1° anno
2009/10295.835n.d.
2010/11288.048n.d.
2011/12279.4246,3%
2012/13269.3696,2%
2013/14268.6386,6%
2014/15269.0225,9%
2015/16274.3346,0%
2016/17288.5086,1%
2017/18291.9426,3%
2018/19298.0946,5%
2019/20313.3976,1%
2020/21336.7637,2%
2021/22331.3488,1%
2022/23338.1467,6%
2023/24349.7627,1%
2024/25362.1386,5%
2025/26356.084n.d.

Scuola e lavoro: cosa cercano le imprese

Secondo il sistema informativo Excelsior di Unioncamere e Ministero del lavoro, nel 2025 le imprese hanno giudicato di difficile reperimento il 47,0% delle assunzioni programmate, contro il 21,5% del 2017. Per i profili con diploma superiore la quota è del 47,4% (25,5% nel 2019); per chi esce da un ITS Academy del 57,3%. Il motivo principale è la mancanza di candidati (30,2% delle entrate), seguito dalla preparazione ritenuta inadeguata (13,0%). Nell’ultimo bollettino mensile disponibile, settembre 2026, la quota è del 44,1%.

Assunzioni programmate che le imprese giudicano difficili da coprire

% sulle entrate previste, totale e per i profili con diploma superiore (dal 2019)

Tutte le entrateEntrate con diploma superiore

Fonte: Unioncamere-Ministero del lavoro, Sistema informativo Excelsior, «Domanda di professioni e formazione delle imprese italiane», volumi 2019, 2024 e 2025 (il 2024 è il valore rivisto nel volume 2025). Bollettino mensile di settembre 2026, pubblicato l’11/09/2026.

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Entrate di difficile reperimento, % delle entrate programmate. Fonte: Excelsior, volumi annuali 2019, 2024, 2025
AnnoTotaleMancanza di candidatiPreparazione inadeguataProfili con diploma
201721,5n.d.n.d.n.d.
201826,3n.d.n.d.n.d.
201926,412,611,225,5
202029,714,512,528,1
202132,216,212,831,0
202240,524,612,439,7
202345,128,412,443,1
202447,731,712,446,7
202547,030,213,047,4

Dal lato dei giovani, nel 2025 il 62,9% dei 20-34enni con un diploma conseguito da uno a tre anni, e che non studiano più, ha un lavoro. Nel 2014 era il 38,3%: il divario con la media europea (77,2%) è passato da 31,5 a 14,3 punti. Un elemento che la Commissione europea collega all’inserimento è l’esperienza in contesto di lavoro durante gli studi: nel 2024 l’ha vissuta il 24,7% dei neodiplomati dei percorsi professionali italiani, contro il 65,2% della media UE.

Neodiplomati occupati, Italia e media UE, 2014-2025

20-34enni con diploma (ISCED 3-4) conseguito da 1 a 3 anni e non più in istruzione, % occupati

ItaliaMedia UE (27 Paesi)

Fonte: Eurostat, edat_lfse_24, aggiornamento del 10/09/2026. Esperienza in contesto di lavoro: Commissione europea, Education and Training Monitor 2025, rapporto Paese Italia (dato 2024).

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Tasso di occupazione dei neodiplomati 20-34 anni, %. Fonte: Eurostat edat_lfse_24, agg. 10/09/2026
AnnoItaliaMedia UE
201438,369,8
201540,769,9
201645,672,1
201748,473,4
201850,376,1
201952,976,0
202050,172,1
202149,972,7
202256,576,9
202359,777,9
202460,676,2
202562,977,2

I divari tra regioni

Nel 2025 i giovani tra 15 e 29 anni che non lavorano e non studiano (NEET) sono il 13,3% in Italia, contro l’11,0% della media UE; nel 2014 erano il 26,2%. Il dato varia molto sul territorio: dal 5,6% della Provincia autonoma di Bolzano al 22,8% della Sicilia, con il Nord-Est all’8,0% e il Sud al 19,7%. Anche l’abbandono precoce va dal 4,9% dell’Umbria al 13,7% della Sicilia. Il grafico permette di seguire i due indicatori anno per anno dal 2014.

NEET e abbandono precoce per regione, 2014-2025

Centro-NordMezzogiornoItalia

Fonte: Eurostat, edat_lfse_22 (NEET) e edat_lfse_16 (abbandono precoce), regioni e province autonome (NUTS 2), aggiornamento del 10/09/2026. I valori regionali derivano da un’indagine campionaria e hanno un margine d’errore ampio: conviene leggerli su più anni. Quando Eurostat non pubblica un valore (campione troppo piccolo, per esempio Valle d’Aosta e Molise in alcuni anni) la regione è omessa per quell’anno.

Vedi i dati del grafico
NEET 15-29 anni e abbandono precoce 18-24 anni per regione, %. Fonte: Eurostat edat_lfse_22 e edat_lfse_16, NUTS 2, agg. 10/09/2026; n.d. = non pubblicato (campione insufficiente). Serie completa 2014-2025 nel file Excel
RegioneNEET 2025NEET 2015Abbandono 2025Abbandono 2015
Sicilia22,839,313,724,3
Campania21,535,39,718,8
Calabria20,939,96,516,1
Puglia19,033,18,616,7
Sardegna15,731,813,622,9
Basilicata14,928,77,710,3
Abruzzo14,026,95,314,2
Liguria14,020,59,312,0
Lazio13,723,86,911,3
Molise13,225,0n.d.10,1
Marche10,819,87,710,0
Toscana10,118,69,813,4
Piemonte9,320,07,212,6
Friuli-Venezia Giulia8,518,55,56,9
Lombardia8,518,66,613,1
Umbria8,420,54,98,1
Veneto8,317,07,68,1
Emilia-Romagna8,219,16,013,3
PA Trento6,715,95,28,7
PA Bolzano5,610,29,013,1
Valle d’Aostan.d.19,5n.d.n.d.
Italia13,325,78,214,7

Cosa prevede la norma: scheda pratica

Il quadro di riferimento sono le Linee guida per l’orientamento adottate con il D.M. 328 del 22 dicembre 2022, riforma prevista dal PNRR. Ecco i punti che riguardano ogni anno la programmazione delle scuole.

30 ore di orientamento

Dal 2023/24 ogni classe svolge moduli di orientamento formativo di almeno 30 ore per anno scolastico: nella secondaria di primo grado e nelle prime due classi delle superiori anche extracurricolari; nel triennio delle superiori curricolari, integrate con la formazione scuola-lavoro e con le attività di orientamento delle università. Le Linee guida precisano che le 30 ore sono una modalità di lavoro flessibile e trasversale, distinta da una nuova disciplina.

Docente tutor e docente orientatore

Il docente tutor accompagna gli studenti del triennio delle superiori nella riflessione sul proprio percorso e nella cura dell’E-Portfolio; il docente orientatore raccoglie e mette a disposizione le informazioni sulle opportunità di studio e di lavoro. Al 3 gennaio 2024 erano stati nominati 36.908 tutor (98% dei previsti) e 2.604 orientatori (95%). Per il 2025/26 il D.M. 15 del 30 gennaio 2026 ripartisce alle scuole statali 84 milioni di euro e prevede altri 182.277.500 euro dal Programma nazionale «Scuola e competenze» 2021-2027, più 16 milioni rinviati a un successivo decreto. Il compenso del tutor va da 1.550 a 2.725 euro lordo Stato, quello dell’orientatore è di 1.500 euro lordo Stato; i criteri si definiscono nella contrattazione d’istituto.

E-Portfolio e capolavoro

Sulla piattaforma Unica ogni studente ha un E-Portfolio in cui raccoglie il percorso svolto e sceglie il proprio «capolavoro». Per il 2025/26 la nota MIM del 15 maggio 2026 indica da uno a tre capolavori per anno, scelti in autonomia dallo studente con il supporto del docente tutor.

Consiglio di orientamento

Dal 2024/25 il consiglio di orientamento di fine terza media segue un modello unico nazionale (D.M. 229 del 14 novembre 2024): viene rilasciato in tempo per le iscrizioni ed è a disposizione delle famiglie nell’E-Portfolio. Gli esiti del nuovo modello si potranno misurare quando saranno pubblicati i primi dati nazionali.

Formazione scuola-lavoro (FSL)

Dal 2025/26 i percorsi prendono il nome di formazione scuola-lavoro (D.L. 127/2025, convertito dalla L. 164/2025), con obblighi e finalità invariati. Le ore minime restano quelle della L. 145/2018, art. 1, comma 784: 90 nei licei, 150 negli istituti tecnici, 210 nei professionali, nel secondo biennio e nell’ultimo anno. L’esame di Stato tiene conto anche della partecipazione alla FSL.

Università: orientamento attivo

L’investimento PNRR 1.6 «Orientamento attivo nella transizione scuola-università» vale 250 milioni di euro, con l’obiettivo di almeno un milione di attestati di frequenza entro giugno 2026. Al 18 ottobre 2026 il portale Italia Domani lo indica come «in corso».

In attesa

  • Il finanziamento di tutor e orientatori per il 2026/27: la norma vigente copre gli anni finanziari 2025 e 2026.
  • La nota sulle iscrizioni 2027/28 (quella per il 2026/27 è uscita il 17 dicembre 2025).

Fonti: MIM, Linee guida per l’orientamento (D.M. 328/2022); D.M. 229/2024; D.M. 15/2026; nota MIM del 15/05/2026 sulla sezione Capolavoro; comunicato MIM sulle nomine dei tutor (gennaio 2024); L. 145/2018, art. 1, c. 784 e 784-octies, testo vigente su Normattiva; D.L. 127/2025; Italia Domani, scheda dell’investimento M4C1 1.6.

Come si organizza l’orientamento in Europa

Ogni sistema scolastico dà all’orientamento una forma propria. Alcuni esempi dalle schede Cedefop sui sistemi di orientamento lungo tutto l’arco della vita:

54ore
Francia. Nel liceo riformato 54 ore l’anno di orientamento sono inserite nell’orario, dalla seconde alla terminale, con gli psicologi dell’Educazione nazionale (Psy-EN) e il professeur principal.
Cedefop, scheda aggiornata 2024-2025
76ore
Finlandia. L’orientamento è materia obbligatoria: 76 ore nelle classi 7-9 e altre 76 nel secondo ciclo, con consulenti scolastici dedicati.
Cedefop
9-10classe
Germania. I programmi di orientamento iniziano tra la quinta e l’ottava classe; nelle classi 9-10 intervengono gli orientatori dell’Agenzia federale per il lavoro, con un accordo quadro con le scuole.
Cedefop
39%
Media OCSE. Nel 2022 il 39% dei quindicenni ha piani professionali incerti; il 76% ha cercato in rete informazioni sulle professioni, il 55% ha parlato con un orientatore.
OCSE, PISA 2022 (rapporto 2025)

Fonti: Cedefop, Inventory of lifelong guidance systems and practices, schede Francia, Finlandia e Germania (anni di aggiornamento diversi); OCSE, The State of Global Teenage Career Preparation, 20/05/2025, su dati PISA 2022. Il rapporto OCSE pubblica nel testo le medie dei Paesi; i valori dei singoli Paesi compaiono solo nei grafici e per questo qui si riporta la media OCSE.

Didattica orientativa in pratica

La didattica orientativa è il modo di fare scuola che usa le discipline per aiutare gli studenti a conoscersi, a riconoscere interessi e competenze e a progettare le proprie scelte. Riguarda tutti i docenti e tutte le materie: la lezione resta di Italiano, Matematica o Scienze, e in più chiede allo studente di riflettere su cosa ha imparato, come lo ha imparato e dove può servirgli.

Didattica orientativa e orientamento formativo

Le Linee guida parlano di orientamento formativo per indicare l’obiettivo: accompagnare la crescita della persona e la sua capacità di scegliere. La didattica orientativa è il mezzo con cui questo obiettivo entra nella lezione di ogni giorno. Le attività informative, come le visite alle scuole superiori, le giornate con le università o gli incontri con le imprese, completano il percorso e trovano spazio nelle stesse 30 ore.

Qualche esempio per disciplina e ordine di scuola

  • Secondaria di primo grado, Italiano. Dopo la lettura di un racconto di formazione, ogni studente scrive una pagina di diario su una scelta che ha dovuto fare e sulle informazioni che gli sono servite; il docente osserva con una griglia la capacità di argomentare.
  • Secondaria di primo grado, Tecnologia e Scienze. La classe progetta un piccolo prototipo per un problema della scuola, con ruoli definiti (progettista, responsabile dei materiali, chi presenta): a fine lavoro ognuno descrive il ruolo in cui si è trovato meglio.
  • Biennio delle superiori, Matematica. Un compito di realtà sui dati del proprio territorio, per esempio i numeri dell’abbandono precoce di questo Osservatorio, diventa occasione per leggere grafici, stimare tendenze e discutere che cosa raccontano.
  • Triennio, Lingue straniere. Gli studenti preparano un curriculum Europass e simulano un colloquio in inglese, collegando l’attività a un’esperienza di formazione scuola-lavoro.

Come documentarla

Ogni attività lascia una traccia che lo studente può raccogliere nell’E-Portfolio su Unica: il prodotto realizzato, una breve riflessione, le competenze osservate dal docente. Tra questi lavori lo studente sceglie ogni anno da uno a tre capolavori, con il supporto del docente tutor. Per la scuola conviene registrare le ore e le attività svolte in ogni classe, così da avere un quadro chiaro delle 30 ore per la programmazione e il PTOF.

Intelligenza artificiale e orientamento

Gli strumenti di intelligenza artificiale possono aiutare i docenti a preparare attività e materiali e gli studenti a esplorare professioni e percorsi. Le indicazioni dell’UNESCO sull’IA generativa nell’istruzione (2023) raccomandano di fissare un limite di età per l’uso autonomo da parte degli studenti, di garantire la tutela dei dati personali e di adottare un approccio adatto all’età, in cui la decisione resta alle persone. In pratica: con i più giovani l’IA resta nelle mani del docente, e per ogni strumento è bene verificare dove e come vengono trattati i dati degli studenti.

Gli strumenti Spaggiari per l’orientamento

Per accompagnare le scuole in questo lavoro Spaggiari propone quattro strumenti, che la vostra scuola può attivare anche uno alla volta, secondo le classi e i progetti.

WonderWhat

Un portale e un magazine pensati soprattutto per gli studenti delle superiori: storie di professioni, guide all’università e al lavoro, incontri e percorsi di formazione scuola-lavoro con ore certificate. Ai docenti offre materiali e percorsi pronti da proporre in classe.

Dreamshaper

Un ambiente per la didattica per progetti, dalla primaria alla secondaria di secondo grado: il docente progetta il percorso, anche con il supporto dell’intelligenza artificiale, lo assegna, raccoglie le evidenze e valuta per competenze, seguendo ogni fase.

Scuola & Territorio

Il software con consulenza per gestire la formazione scuola-lavoro: aziende e tutor, piani formativi, convenzioni e modulistica generate in automatico, presenze e valutazioni, portfolio dello studente. Si usa da ClasseViva con le stesse credenziali.

Jobiri

La soluzione Spaggiari per la didattica orientativa: il docente sceglie classe, materia, argomento e competenza, oppure parte da un proprio materiale, e ottiene un’attività completa con consegna, guida, materiali, tempi, griglia di osservazione delle competenze e guide alla riflessione per gli studenti. Le attività restano del docente e nell’archivio della scuola; il percorso si documenta poi su Unica, nell’E-Portfolio e nel capolavoro.

In anteprima a Didacta Italia – Edizione Abruzzo

Spaggiari sta lavorando a un nuovo strumento per l’orientamento, che presenterà in anteprima a Didacta Italia – Edizione Abruzzo, a Lanciano dal 21 al 23 ottobre 2026 (Polo Fieristico d’Abruzzo, Padiglione C, stand 19). Allo stand vi aspettano anche questi workshop, tutti disponibili in streaming:

  • Orientamento: percorsi digitali per accompagnare gli studenti verso il proprio futuro — venerdì 23 ottobre, 10:45-11:45
  • Come sviluppare 2 ore di didattica orientativa in 2 minuti con l’IA – Jobiri — mercoledì 21 e giovedì 22 ottobre, 10:40-11:15
  • Dreamshaper: la didattica per progetti con il supporto dell’Intelligenza Artificiale — mercoledì 21 ottobre, 16:30-16:55

Programma e iscrizioni ai workshop

Il modo più semplice per capire se questi strumenti possono essere utili alla vostra scuola è vederli all’opera: in una videochiamata vi mostriamo come funzionano, senza impegno.

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Dreamshaper è una piattaforma software commercializzata da Gruppo Spaggiari Parma S.p.A. per il mercato scolastico italiano.

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  • Abbandono precoce e NEET in Italia, nell’UE e in ogni regione, 2004-2025
  • Iscrizioni alle superiori, filiera 4+2, immatricolati e abbandono all’università
  • Excelsior, occupazione dei neodiplomati, dispersione implicita INVALSI

Testi, grafici e dati elaborati dall’Osservatorio Spaggiari sono distribuiti con licenza CC BY 4.0: potete riutilizzarli citando la fonte.

Domande frequenti

Che cos’è la didattica orientativa?

È un modo di insegnare che usa ogni disciplina per aiutare gli studenti a conoscere i propri interessi e le proprie competenze e a costruire le proprie scelte di studio e di lavoro. Riguarda tutti i docenti ed è il mezzo con cui l’orientamento formativo previsto dalle Linee guida (D.M. 328/2022) entra nelle lezioni.

Come funzionano le 30 ore di orientamento?

Dal 2023/24 ogni classe della secondaria di primo e secondo grado svolge almeno 30 ore l’anno di moduli di orientamento formativo: anche extracurricolari nella secondaria di primo grado e nel biennio delle superiori, curricolari nel triennio, dove si integrano con la formazione scuola-lavoro e l’orientamento universitario.

Che cosa fa il docente tutor e quanto è il compenso?

Il docente tutor accompagna gli studenti del triennio delle superiori nella riflessione sul percorso e nella cura dell’E-Portfolio. Per il 2025/26 il D.M. 15/2026 prevede un compenso da 1.550 a 2.725 euro lordo Stato; il docente orientatore riceve 1.500 euro lordo Stato.

Come funziona il consiglio di orientamento?

Dal 2024/25 il consiglio di orientamento di fine terza media segue il modello unico nazionale del D.M. 229/2024: il consiglio di classe lo rilascia in tempo per le iscrizioni e le famiglie lo trovano nell’E-Portfolio sulla piattaforma Unica.

Quante ore di formazione scuola-lavoro sono previste?

Le ore minime nel secondo biennio e nell’ultimo anno sono 90 nei licei, 150 negli istituti tecnici e 210 nei professionali (L. 145/2018, art. 1, c. 784). Dal 2025/26 i percorsi si chiamano formazione scuola-lavoro (FSL), con obblighi e finalità invariati.

Quanti giovani lasciano la scuola in anticipo in Italia?

Nel 2025 l’8,2% dei 18-24enni ha al massimo la licenza media e non frequenta percorsi di istruzione o formazione, contro il 9,1% della media UE. Era il 23,1% nel 2004. Fonte: Eurostat.

Posso riutilizzare i dati e i grafici dell’Osservatorio?

Sì. Testi, grafici ed elaborazioni sono distribuiti con licenza Creative Commons CC BY 4.0: si possono riutilizzare liberamente citando «Osservatorio Spaggiari» e il link alla pagina.

Metodo, fonti e verifiche

Ogni numero di questo Osservatorio è stato verificato sulla fonte primaria, con la definizione usata da chi lo pubblica. Le cifre che circolano senza un riscontro nella fonte originale sono escluse. Usiamo sempre il dato più recente disponibile alla data di aggiornamento; gli anni precedenti servono come confronto. I dati campionari sono indicati come tali.

Fonti principali

  • Eurostat, edat_lfse_14, edat_lfse_16, edat_lfse_20, edat_lfse_22, edat_lfse_24, aggiornamento 10/09/2026, estrazione 18/10/2026.
  • INVALSI, Rapporti nazionali 2024 e 2025; comunicato del Rapporto 2026, luglio 2026.
  • Ministero dell’istruzione e del merito: comunicati sui primi dati delle iscrizioni online 2019-2026 e Allegato 1 del 02/03/2026; Linee guida per l’orientamento (D.M. 328/2022); D.M. 229/2024; D.M. 15/2026; nota del 15/05/2026 sulla sezione Capolavoro; comunicato sulle nomine dei tutor, gennaio 2024.
  • Normattiva, L. 145/2018, art. 1, commi 784-784-novies, testo vigente; D.L. 127/2025.
  • MUR, Ufficio di statistica, open data immatricolati (14/07/2026) e tasso di abbandono (18/02/2026).
  • AlmaDiploma, indagine 2025 sui diplomati 2024 e comunicato del 26/02/2026 (scuole aderenti).
  • Unioncamere-Ministero del lavoro, Sistema informativo Excelsior, volumi 2019, 2024, 2025 e bollettino di settembre 2026.
  • Commissione europea, Education and Training Monitor 2025, rapporto Paese Italia.
  • OCSE, The State of Global Teenage Career Preparation, 20/05/2025 (PISA 2022).
  • Cedefop, Inventory of lifelong guidance systems and practices, schede Paese.
  • UNESCO, Guidance for generative AI in education and research, 2023.
  • Italia Domani, scheda dell’investimento M4C1 1.6, consultata il 18/10/2026.

Come citare

Osservatorio Spaggiari, «Orientamento a scuola: i dati 2026, le regole e la didattica orientativa in classe», n. 2, ottobre 2026, dati aggiornati al 18 ottobre 2026.

Licenza: testi, grafici ed elaborazioni dell’Osservatorio Spaggiari sono distribuiti con licenza Creative Commons Attribuzione 4.0 (CC BY 4.0). I dati delle fonti terze restano soggetti alle rispettive licenze; marchi e loghi esclusi.

Segnalazioni e correzioni: le recepiamo e le indichiamo in calce con la data della modifica.

Osservatorio Spaggiari
L’Osservatorio Spaggiari pubblica ricerche e approfondimenti sullo stato della scuola italiana, con dati ufficiali verificati alla fonte e confronti europei.
COMMENTI

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