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Gruppo Spaggiari Parma22/05/26 9.0012 min read

Ammissione alla Maturità 2026: requisiti, voto di condotta e deroghe — guida studenti e famiglie

L'ammissione all'Esame di Stato 2025/2026 — la Maturità — è regolata dall'Ordinanza Ministeriale n. 54 del 26 marzo 2026 e dalla Legge 1° ottobre 2024 n. 150, che ha introdotto novità significative sul voto di condotta. Conoscere esattamente i requisiti — e cosa succede se uno non è rispettato — aiuta studenti e famiglie ad affrontare gli scrutini di giugno con consapevolezza, senza allarmismi e senza sorprese.

Questa guida analizza i criteri dell'art. 4 OM 54/2026: frequenza minima, voto di condotta, INVALSI, PCTO e assenza di sanzioni disciplinari che comportino non ammissione. Vengono chiariti anche la sospensione del giudizio, le deroghe possibili e le strade in caso di non ammissione.

Quando si decide l'ammissione agli Esami di Stato: gli scrutini di giugno 2026?

L'ammissione all'Esame di Stato viene deliberata dal consiglio di classe in sede di scrutinio finale di giugno. È in quella sede — e solo in quella — che il collegio valuta il rispetto di tutti i requisiti previsti dall'OM 54/2026. Lo scrutinio si conclude con una delibera per ciascuno studente: ammissione, non ammissione o sospensione del giudizio. Quest'ultima possibilità si applica al voto di condotta pari a 6/10, come spiegato nella sezione dedicata. Le novità della riforma per gli scrutini 2026 sono approfondite nella guida agli scrutini di giugno 2026.

Quali sono i requisiti previsti dall'OM 54/2026 art. 4 per l'ammissione alla Maturità?

L'articolo 4 dell'OM 54 del 26 marzo 2026 fissa cinque requisiti cumulativi per i candidati interni all'Esame di Stato II ciclo a.s. 2025/2026. Non è sufficiente soddisfarne la maggioranza: tutti devono essere rispettati.

I cinque requisiti cumulativi

I requisiti previsti dall'OM 54/2026 art. 4 sono: (1) frequenza di almeno tre quarti del monte ore annuale, salvo deroghe documentate; (2) voto di condotta non inferiore a 6/10, con conseguenze differenziate per il punteggio esatto di 6 rispetto al voto inferiore; (3) partecipazione alle prove INVALSI, obbligatoria ma non vincolante ai fini del voto; (4) completamento dei PCTO (Percorsi per le Competenze Trasversali e l'Orientamento) nei termini previsti; (5) assenza di sanzioni disciplinari che comportino non ammissione ai sensi dello Statuto delle studentesse e degli studenti. Il voto finale dell'esame concorre per il 60/100 alle prove scritte e orali, mentre il credito scolastico pesa fino a 40/100. Per il calendario completo dell'Esame di Stato si rimanda alla guida al calendario OM 54/2026.

Come funziona il voto di condotta per l'ammissione alla Maturità 2026 dopo la Legge 150/2024?

La Legge 1° ottobre 2024 n. 150 (pubblicata in GU n. 243 del 16/10/2024, in vigore dal 31/10/2024) ha trasformato il voto di condotta da elemento marginale a fattore determinante per l'ammissione e per il punteggio finale della Maturità. La riforma distingue tre fasce con effetti radicalmente diversi.

Voto di condotta pari a 6/10: sospensione del giudizio, non bocciatura

Se nella classe terminale il consiglio di classe assegna allo studente un voto di condotta pari a 6/10 in sede di scrutinio finale, il giudizio di ammissione viene sospeso: lo studente non è bocciato né escluso dall'Esame di Stato. Il consiglio di classe gli assegna un elaborato critico sul tema della cittadinanza attiva e solidale, che lo studente deve trattare durante il colloquio d'esame. Solo se l'elaborato non viene presentato o la valutazione risulta insufficiente, scatta la non ammissione. Si tratta quindi di una misura di recupero, non di una sanzione definitiva. Per un approfondimento sulla riforma del voto di condotta e il suo primo bilancio, consulta l'articolo riforma Valditara sul voto di condotta: primo bilancio.

Voto di condotta inferiore a 6/10: non ammissione diretta

Un voto di condotta strettamente inferiore a 6/10 comporta la non ammissione all'Esame di Stato, indipendentemente dalla media delle altre materie, dal numero di crediti accumulati o da qualsiasi altro elemento. Non esistono deroghe né elementi compensativi: il meccanismo è automatico.

Voto di condotta pari o superiore a 9/10 e credito scolastico massimo

Il voto di condotta pari o superiore a 9/10 è condizione necessaria per il punteggio massimo nella fascia di credito scolastico, che pesa fino a 40/100 sul voto finale della Maturità: per gli studenti che puntano al massimale, il comportamento conta quanto molte prove scritte.

Registro elettronico per consigli di classe e scrutini

Con ClasseViva il consiglio di classe monitora in tempo reale presenze, voti e situazioni a rischio, rendendo gli scrutini di giugno più veloci e trasparenti per tutti.

Come funziona la frequenza minima e quali deroghe può concedere il consiglio di classe?

La frequenza minima obbligatoria è pari ai tre quarti del monte ore annuale previsto per ciascun indirizzo di studi. La soglia va verificata sul piano orario individuale: non esiste un numero fisso di giorni valido per tutte le scuole e tutti gli indirizzi. Il computo include sia le ore di lezione curricolari sia le attività integrative obbligatorie riconosciute dal consiglio di classe.

Deroghe documentate: cosa prevede l'OM 54/2026

Il consiglio di classe può deliberare una deroga alla frequenza minima in presenza di assenze documentate e non imputabili allo studente: malattia grave o ricovero ospedaliero documentati, terapie o cure continuative, gravi motivi di famiglia, pratiche sportive agonistiche certificate, invalidità o disabilità che abbiano reso impossibile la presenza. La deroga deve essere deliberata collegialmente e motivata nel registro del consiglio di classe. Non è automatica: è il consiglio a valutarne la concessione caso per caso, verificando che le assenze non abbiano pregiudicato la valutabilità complessiva dello studente.

Cosa fare se si è a rischio frequenza

Gli studenti che si trovano vicino alla soglia minima nelle settimane conclusive dell'anno scolastico devono comunicare tempestivamente la situazione alla segreteria e al coordinatore di classe. Il registro elettronico ClasseViva permette ai consigli di classe di monitorare in tempo reale la situazione delle assenze e di attivare per tempo le procedure di deroga laddove necessario. Ogni assenza — anche se giustificata — deve essere documentata con cura e depositata presso la segreteria scolastica.

INVALSI e PCTO: cosa serve davvero per essere ammessi alla Maturità 2026?

Sia le prove INVALSI sia i PCTO sono requisiti di ammissione, ma il loro ruolo è diverso da quanto spesso si immagina. Conoscere la distinzione aiuta a gestirli senza ansie superflue.

INVALSI: partecipazione obbligatoria, non vincolante per il voto

La partecipazione alle prove INVALSI (italiano, matematica e inglese) è obbligatoria per tutti gli studenti dell'ultimo anno. Il risultato non è vincolante né per l'ammissione né per il voto finale: non esiste una soglia minima da raggiungere. Ciò che conta è la presenza: chi è assente ingiustificato senza motivazione documentata rischia di non soddisfare il requisito.

PCTO: completamento nei termini previsti dal percorso

I Percorsi per le Competenze Trasversali e l'Orientamento devono essere completati entro i termini del piano triennale dell'offerta formativa (PTOF). Il monte ore varia per indirizzo: 90 ore nei licei, 150 negli istituti tecnici, 210 nei professionali. In caso di mancato completamento per cause non imputabili allo studente, il consiglio di classe può valutare la situazione. Per approfondire materie e seconda prova, consulta la guida alla seconda prova della Maturità 2026.

Cosa fare in caso di non ammissione all'Esame di Stato 2026: ricorsi e tempi?

La delibera di non ammissione viene adottata dal consiglio di classe nella seduta di scrutinio finale. Lo studente — o i genitori, se minorenne — ha diritto a prendere visione del verbale e a ricevere la comunicazione scritta della decisione. È importante agire con tempestività, poiché i termini per eventuali ricorsi sono brevi.

Richiesta di riesame interno

Il primo passo è richiedere alla segreteria il verbale di scrutinio e la motivazione della non ammissione. In presenza di vizi procedurali o elementi non valutati, è possibile presentare un'istanza di riesame al dirigente scolastico, che ha facoltà di convocare nuovamente il consiglio di classe. Questo percorso è spesso efficace per errori materiali o lacune documentali.

Ricorso al TAR

Se l'istanza interna non produce esito favorevole, la famiglia può valutare il ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) competente. Il TAR può sospendere in via cautelare la non ammissione, consentendo allo studente di partecipare all'esame con riserva. I tempi sono brevi: il ricorso cautelare va presentato prima dell'inizio degli esami. È essenziale affidarsi a un legale specializzato in diritto scolastico.

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Errori frequenti e cosa fare se si è in una situazione critica

Alcune convinzioni errate circolano ogni anno tra studenti e famiglie nei giorni che precedono gli scrutini. Conoscerle in anticipo permette di evitare decisioni affrettate o inutilmente ansiogene.

Errore: "il 6 in condotta equivale a essere bocciati"

È l'errore più diffuso e il più importante da correggere. Un voto di condotta pari a 6/10 nella classe terminale non equivale alla bocciatura. Comporta la sospensione del giudizio di ammissione e l'assegnazione di un elaborato critico su cittadinanza attiva e solidale da presentare al colloquio. Lo studente viene ammesso a sostenere l'Esame; la non ammissione scatta solo se l'elaborato non viene presentato o la valutazione risulta insufficiente. Solo il voto strettamente inferiore a 6/10 determina la non ammissione automatica.

Errore: "le assenze per malattia non contano verso il limite"

Tutte le assenze rientrano nel computo delle ore mancate, compresi i periodi di malattia. La deroga non è automatica: il consiglio di classe deve deliberarla esplicitamente sulla base di documentazione medica adeguata. Non basta produrre i certificati: è necessario che il consiglio li valuti e li verbalizi.

Errore: "i risultati INVALSI influenzano il voto della Maturità"

I risultati delle prove INVALSI non entrano nel calcolo del voto finale dell'Esame di Stato e non costituiscono una soglia minima di ammissione. Ciò che è richiesto è la sola partecipazione. Affrontare le prove INVALSI con serenità è la scelta più funzionale.

Cosa fare se il voto di condotta è a rischio nelle ultime settimane

Se lo studente è consapevole di avere un voto di condotta basso, può chiedere un colloquio con il coordinatore di classe prima dello scrutinio. In alcuni casi, è possibile documentare attività di impegno civico o comportamenti positivi che il consiglio può valutare collegialmente. Non si tratta di negoziare il voto, ma di assicurarsi che il consiglio disponga di tutti gli elementi rilevanti.

Cosa fare se i PCTO risultano incompleti

Contattare subito il referente PCTO della scuola. Se le ore mancanti dipendono da cause esterne — impresa ospitante che ha interrotto il percorso, attività annullate dalla scuola — il consiglio di classe può valutare la situazione favorevolmente. Documentare ogni ora svolta e ogni contatto con l'ente ospitante è fondamentale.

Domande frequenti sull'ammissione alla Maturità 2026

Qual è la differenza tra sospensione del giudizio e non ammissione alla Maturità 2026?

La sospensione del giudizio si applica al voto di condotta pari a 6/10 nella classe terminale: lo studente è ammesso all'Esame con obbligo di elaborato critico al colloquio. La non ammissione è definitiva con voto di condotta inferiore a 6/10, o quando mancano altri requisiti cumulativi dell'OM 54/2026 (frequenza, INVALSI, PCTO, sanzioni disciplinari). Le due situazioni hanno conseguenze molto diverse.

Il voto di condotta pari a 6 all'ultimo anno blocca davvero l'ammissione alla Maturità?

No. Il voto di condotta pari a 6/10 in sede di scrutinio finale della classe terminale sospende il giudizio di ammissione ma non impedisce di sostenere l'Esame di Stato. Lo studente riceve dal consiglio di classe un elaborato critico sulla cittadinanza attiva e solidale da trattare durante il colloquio. Se l'elaborato viene presentato e valutato positivamente, l'ammissione è confermata. La non ammissione scatta solo in caso di mancata presentazione o valutazione insufficiente dell'elaborato.

Quante ore di assenza si possono avere per essere ammessi alla Maturità 2026?

Non esiste un numero fisso di ore di assenza tollerato: la soglia dipende dal monte ore annuale del proprio indirizzo. Il limite è che le assenze non superino un quarto del monte ore totale. Per esempio, con 1.056 ore annuali, il limite massimo di assenza è 264 ore. Il consiglio di classe può deliberare una deroga per assenze documentate e non imputabili allo studente (malattia grave, terapie continuative, motivi di famiglia). La deroga non è automatica: va richiesta e motivata.

È obbligatorio partecipare all'INVALSI per essere ammessi alla Maturità? I risultati contano?

Sì, la partecipazione alle prove INVALSI è obbligatoria per gli studenti dell'ultimo anno. I risultati, invece, non influenzano né l'ammissione né il voto finale: non esiste una soglia minima da raggiungere. Ciò che il consiglio di classe verifica è la sola partecipazione. In caso di assenza giustificata alle prove ordinarie, la scuola può prevedere una sessione suppletiva.

Cosa è il PCTO e quando si considera completato per la Maturità 2026?

Il PCTO (Percorso per le Competenze Trasversali e l'Orientamento) è il percorso di alternanza scuola-lavoro previsto dal PTOF. Si considera completato quando lo studente ha svolto il monte ore previsto per il proprio indirizzo: 90 ore nei licei, 150 negli istituti tecnici, 210 negli istituti professionali. Il completamento viene verificato dal consiglio di classe allo scrutinio finale. In caso di ore mancanti per cause non imputabili allo studente, il consiglio può valutare la situazione caso per caso.

Un voto di condotta alto (9 o 10) aiuta davvero nel voto finale della Maturità?

Sì, in modo significativo. Il voto di condotta pari o superiore a 9/10 è condizione necessaria per ottenere il punteggio massimo nella fascia di credito scolastico, che pesa fino a 40/100 sul voto finale della Maturità. La media dei voti e il comportamento sono i due fattori principali che determinano il credito: uno studente con condotta 9 o 10 e media alta parte dall'esame con un vantaggio concreto rispetto ai compagni con credito inferiore.

Quali sono le sanzioni disciplinari che comportano non ammissione alla Maturità?

L'OM 54/2026 prevede che l'assenza di sanzioni disciplinari che comportino non ammissione sia uno dei requisiti cumulativi. Le sanzioni che possono determinare non ammissione sono quelle comminate ai sensi dell'art. 4 co. 6 e 9-bis dello Statuto delle studentesse e degli studenti (DPR 249/1998 e s.m.i.), nei casi più gravi di comportamento offensivo, violento o lesivo della dignità delle persone. Non tutte le sanzioni disciplinari comportano non ammissione: la valutazione spetta al consiglio di classe.

Cosa succede se non si è ammessi alla Maturità 2026: si può ripetere l'anno o sostenere l'esame come privatista?

Lo studente non ammesso può ripetere l'ultimo anno e ripresentarsi allo scrutinio successivo come candidato interno, oppure presentarsi come candidato esterno (privatista) sostenendo l'esame preliminare. In caso di non ammissione contestata, il ricorso al TAR richiede tempi molto brevi: è necessario agire con un legale prima dell'inizio degli esami.

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