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Docente che accoglie un alunno in classe, immagine collegata al congedo parentale scuola 14 anni
Gruppo Spaggiari Parma27/04/26 9.008 min read

Congedo parentale a 14 anni: guida pratica per docenti e personale ATA

Con la Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025) cambia in modo significativo il congedo parentale per i lavoratori dipendenti, e con esso anche per docenti e personale ATA della scuola pubblica. La novità più rilevante è l'innalzamento da 12 a 14 anni dell'età del figlio entro cui è possibile fruire del periodo di astensione. Una scelta legislativa che rafforza la conciliazione tra vita familiare e professionale, riconoscendo che la genitorialità non si esaurisce con la scuola dell'infanzia ma accompagna la crescita dei ragazzi anche nei delicati anni della preadolescenza. Per chi lavora nella scuola si tratta di una misura ad alto impatto: ecco la guida operativa, aggiornata alle istruzioni INPS, per richiedere il congedo, calcolare l'indennità e organizzare il rientro in servizio.

Congedo parentale scuola 14 anni: cosa cambia con la Legge di Bilancio 2026

La Legge di Bilancio 2026 modifica l'articolo 32 del D.Lgs. 151/2001 (Testo unico sulla maternità e paternità), estendendo da 12 a 14 anni di età del figlio l'arco temporale entro cui i lavoratori dipendenti possono fruire del congedo parentale. La modifica è entrata in vigore dal 1° gennaio 2026 e si applica a tutti i lavoratori e lavoratrici del comparto pubblico e privato, compresi quindi docenti, dirigenti scolastici, personale ATA ed educatori in servizio nelle scuole statali.

L'INPS ha recepito la novità con la news del 27 gennaio 2026 e con il messaggio operativo n. 251 del 26 gennaio 2026, che fornisce le istruzioni amministrative per le sedi territoriali e per i datori di lavoro pubblici. Il principio guida è chiaro: la genitorialità è un valore da tutelare in tutto l'arco evolutivo della crescita, non solo nella prima infanzia. La nuova soglia dei 14 anni intercetta proprio gli anni della preadolescenza, periodo in cui la presenza del genitore è spesso decisiva per accompagnare passaggi scolastici importanti come l'ingresso alla secondaria di primo o secondo grado.

Per il sistema scolastico è una novità che si inserisce in una cornice più ampia di sostegno alla famiglia, parallela al rafforzamento dei servizi 0-6 e ai percorsi di orientamento per i preadolescenti. Anche su questo terreno la buona scuola italiana lavora ogni giorno, supportata da strumenti che accompagnano lo studente lungo tutto il percorso: siamo l'unico ecosistema integrato che ti permette di seguire lo studente 0-6 e poi K-12, dalle prime esperienze educative con ClasseViva Infanzia fino alla scelta del percorso post-diploma con WonderWhat.

Chi può richiederlo: docenti, ATA, dirigenti

Il congedo parentale spetta a tutti i lavoratori dipendenti pubblici e privati, padri e madri. Nel comparto scuola sono quindi inclusi:

  • docenti di ruolo e a tempo determinato (con contratto di durata adeguata al periodo richiesto);
  • dirigenti scolastici;
  • personale ATA (collaboratori scolastici, assistenti amministrativi, assistenti tecnici, DSGA);
  • educatori e altre figure del comparto Istruzione e Ricerca regolate dal CCNL.

La fruizione è possibile dalla fine del congedo di maternità per la madre e dalla data di nascita del bambino per il padre. In caso di adozione o affidamento, la finestra di 14 anni decorre dall'ingresso del minore in famiglia e comunque non oltre il raggiungimento della maggiore età. Anche le coppie omogenitoriali con riconoscimento legale del rapporto di filiazione hanno pieno accesso alla misura.

Per le scuole è importante ricordare che il congedo parentale, a differenza dell'aspettativa per motivi familiari, è un diritto del lavoratore: la dirigenza può chiedere un preavviso (di norma 5 giorni, ridotti a 2 in caso di urgenza), ma non può negare il riconoscimento del periodo se la richiesta è regolarmente presentata. Eventuali esigenze organizzative vanno gestite con la copertura tramite supplenza o riorganizzazione dell'orario, nel rispetto della continuità didattica.

Durata complessiva e suddivisione tra i genitori

La struttura della durata del congedo parentale rimane invariata rispetto alla normativa precedente. Tra i due genitori il limite complessivo è di 10 mesi, che possono salire a 11 mesi se il padre fruisce di almeno 3 mesi continuativi o frazionati. La distribuzione standard prevede:

  • fino a 6 mesi per la madre lavoratrice;
  • fino a 6 mesi per il padre lavoratore (elevabili a 7 mesi);
  • 10 mesi continuativi se l'altro genitore non ha la possibilità di fruirne (genitore unico).

Il congedo può essere fruito in modo continuativo o frazionato, anche su base oraria, fino al raggiungimento della soglia complessiva. È un'architettura pensata per dare flessibilità alle famiglie e adattarsi alle diverse situazioni di vita: una settimana di accompagnamento all'inserimento in una nuova scuola, un mese a tempo pieno durante una fase critica della crescita del figlio, o ancora periodi misti distribuiti nell'arco degli anni.

💡 Gestire i congedi parentali significa pianificare supplenze, orari e flussi documentali.

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Indennità e retribuzione: come si calcola

L'aspetto economico è quello che richiede maggiore attenzione, perché combina più scaglioni temporali ed età-soglia diverse. Lo schema vigente, confermato dalla scheda servizio INPS aggiornata al 2026, è il seguente:

Periodi al 100% e all'80% della retribuzione

Per il personale scolastico, il CCNL Istruzione e Ricerca prevede che i primi 30 giorni complessivi di congedo parentale (cumulabili tra i due genitori per ogni figlio) siano retribuiti al 100% dello stipendio, entro il 12° anno di età del figlio. È il periodo a maggiore protezione economica, pensato per accompagnare le fasi più critiche della cura.

A questo si aggiungono i mesi indennizzati all'80% della retribuzione previsti dalla normativa nazionale: complessivamente 3 mesi, fruibili entro i 6 anni di età del figlio (o 6 anni dall'ingresso in famiglia in caso di adozione/affidamento). Anche questi 3 mesi sono cumulabili tra i due genitori, secondo le regole introdotte negli ultimi anni e confermate per il 2026.

Periodi al 30% della retribuzione

Esauriti i periodi al 100% e all'80%, il congedo parentale è indennizzato al 30% della retribuzione fino al limite massimo dei 9 mesi indennizzabili tra i due genitori. Oltre questa soglia, i periodi residui sono comunque fruibili come diritto, ma senza indennità, salvo che il reddito del lavoratore sia inferiore a 2,5 volte l'importo del trattamento minimo di pensione (in tal caso l'indennità del 30% si applica anche oltre i 9 mesi).

L'estensione fino ai 14 anni introdotta dalla Legge di Bilancio 2026 amplia la finestra temporale entro cui spendere queste risorse, ma non modifica i tetti complessivi né la struttura percentuale dell'indennità. Per la scuola il messaggio operativo è semplice: i mesi più protetti dal punto di vista retributivo restano concentrati nei primi 6 anni del figlio, mentre dai 7 ai 14 anni il congedo è prevalentemente al 30%, salvo situazioni di basso reddito.

Per le segreterie di istituto è cruciale gestire correttamente la classificazione contabile e il flusso verso NoiPA, evitando errori di conteggio o di proiezione sulle voci stipendiali. Una soluzione integrata come iSOFT per la contabilità e gli stipendi aiuta DSGA e assistenti amministrativi a tracciare ogni periodo di congedo con il corretto codice retributivo, prevenendo conguagli successivi.

Come presentare domanda: il percorso digitale

La domanda di congedo parentale si presenta sempre per via telematica, in due step:

1. Domanda all'INPS

Il lavoratore inoltra la domanda telematica all'INPS, accedendo con SPID, CIE o CNS al portale inps.it. La procedura guidata richiede di indicare il periodo richiesto, la modalità di fruizione (continuativa, frazionata, oraria) e gli estremi del figlio. Per i lavoratori del comparto pubblico la domanda all'INPS ha valore di comunicazione formale, ma il pagamento dell'indennità avviene tramite il datore di lavoro.

2. Domanda alla scuola tramite SIDI

In parallelo, il dipendente presenta la richiesta al proprio dirigente scolastico tramite la piattaforma di gestione del personale. La scuola registra il periodo nel sistema informativo e trasmette le informazioni a NoiPA per il corretto calcolo dello stipendio. Il preavviso minimo di 5 giorni (2 in casi urgenti) è previsto dal CCNL Istruzione e Ricerca.

L'efficienza del flusso documentale è determinante. Una Segreteria Digitale ben configurata permette di archiviare in modo conforme la modulistica, tracciare la firma del dirigente e generare automaticamente le comunicazioni verso NoiPA, riducendo il rischio di disallineamenti tra il portale INPS e il cedolino.

L'impatto organizzativo per le scuole

L'estensione del congedo parentale fino ai 14 anni del figlio si riflette su due piani della vita scolastica: la programmazione delle supplenze e la qualità della relazione con le famiglie del personale.

Programmare le supplenze in modo proattivo

Un congedo parentale di alcuni mesi richiede una programmazione attenta delle supplenze, soprattutto se riguarda figure chiave come il DSGA, un docente coordinatore di classe o un assistente tecnico di laboratorio. Sapere in anticipo quali periodi saranno coperti e con quale modalità (sostituzione interna, supplenza esterna) consente di mantenere la continuità didattica e amministrativa. Il registro elettronico ClasseViva, utilizzato ogni giorno da 4,5 milioni di utenti tra docenti, studenti e famiglie, supporta dirigenti e segreterie nella gestione delle assegnazioni e nella tracciabilità dei periodi di assenza.

Formazione e aggiornamento del personale di segreteria

Le novità normative del comparto scuola si moltiplicano con un ritmo che richiede aggiornamento costante. Le proposte formative di ItaliaScuola.it coprono in modo puntuale le materie del personale, dal congedo parentale alle ferie, dai permessi 104 al pensionamento, offrendo a DSGA e assistenti amministrativi gli strumenti per gestire i procedimenti con precisione e rapidità.

Comunicazione trasparente con le famiglie del personale

La scuola che si prende cura del proprio personale costruisce un clima migliore per tutti. Comunicare con chiarezza i diritti, le procedure e i tempi del congedo parentale è un investimento sulla qualità del servizio. Strumenti come le aree dedicate alla comunicazione interna su Scuola.net aiutano a diffondere informazioni operative in modo strutturato e accessibile.

Una misura che valorizza la conciliazione

L'estensione del congedo parentale fino ai 14 anni del figlio è una scelta legislativa che riconosce la complessità del lavoro educativo familiare nel tempo lungo della crescita. Per la scuola italiana, dove la componente femminile è storicamente prevalente e dove la conciliazione vita-lavoro pesa in modo decisivo sulla qualità del servizio, è una misura concreta di valorizzazione del personale. Le scuole che sapranno organizzarsi con strumenti digitali integrati — registro elettronico, segreteria digitale, gestione contabile e formativa — trasformeranno la nuova norma in un'opportunità di benessere organizzativo, senza compromettere la continuità didattica per gli studenti. Una buona notizia che parla di famiglie, di lavoratori e di una scuola che cresce insieme al Paese.

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