Skip to content
Chiudi
Curricolo verticale 2026/2027: collegio docenti in seduta di giugno per la delibera
Gruppo Spaggiari Parma13/05/26 9.009 min read

Curricolo verticale Indicazioni Nazionali 2026/2027: guida pratica per i collegi docenti di giugno

Per il collegio dei docenti di giugno 2026 c'è un punto all'ordine del giorno che, più di altri, segnerà l'avvio di settembre: la delibera sul curricolo verticale alla luce delle nuove Indicazioni Nazionali. Non è un adempimento formale e non è nemmeno un'operazione di cosmesi sul Piano Triennale dell'Offerta Formativa: è la traduzione concreta, in scelte didattiche e organizzative, di un quadro normativo che chiede continuità reale tra ordini di scuola e coerenza nelle discipline rinnovate.

Questa guida non riassume i contenuti delle Indicazioni — su quelli abbiamo già scritto, e i link interni rimandano agli approfondimenti dedicati. Qui il focus è operativo: cosa deve fare il collegio docenti di giugno, in quali tempi, con quale struttura del curricolo verticale e quale checklist a verbale. L'obiettivo è arrivare a settembre con un documento utilizzabile, non con un atto da rifare a ottobre.

Quando il collegio delibera il curricolo

La regola che conta è semplice: il curricolo verticale, in quanto parte integrante del Piano Triennale dell'Offerta Formativa, è competenza del collegio docenti, su proposta dei dipartimenti e dei gruppi di lavoro per ordine di scuola. La finestra utile è quella delle sedute di giugno: la delibera anticipata permette di lasciare a luglio e settembre le sole rifiniture organizzative e di partire con la programmazione disciplinare già allineata.

In concreto, gli istituti che lavorano in modo ordinato seguono una sequenza in tre passaggi. Tra fine maggio e i primi giorni di giugno i dipartimenti e i gruppi per ordine di scuola producono la proposta di curricolo verticale, con i traguardi di competenza per nucleo disciplinare e per anno di corso. Nel collegio di metà giugno il documento viene presentato, discusso e portato in delibera. Tra fine giugno e i primi di luglio, in un collegio breve o per via documentale, si chiudono eventuali rifiniture e il curricolo viene integrato formalmente al PTOF aggiornato.

Il ruolo dei dipartimenti e dei gruppi 0-6 / primo ciclo / secondo ciclo

Il curricolo verticale non si scrive in plenaria, si scrive in commissione. Per gli istituti comprensivi questo significa attivare già a maggio i gruppi di lavoro per ordine — infanzia, primaria, secondaria di primo grado — e i tavoli verticali per area disciplinare. Per gli istituti di secondo grado e per i licei, il tavolo verticale va invece costruito in raccordo con la rete del territorio o con la dorsale dell'IC di riferimento.

Un errore frequente è demandare tutto il lavoro a una commissione ristretta: il rischio è arrivare a giugno con un documento di pochi e farlo deliberare a molti, con esiti applicativi tiepidi a settembre. Meglio coinvolgere ampiamente in fase istruttoria e portare in collegio una versione già condivisa.

Struttura del curricolo verticale 2026/2027

Il curricolo verticale è un documento operativo, non una dichiarazione di intenti. La struttura più solida — diffusa negli esempi pubblicati dagli Uffici Scolastici Regionali — articola il documento su tre dimensioni: la verticalità per disciplina o nucleo disciplinare, la progressione per anno o biennio, la connessione con i traguardi di competenza delle Indicazioni Nazionali.

Concretamente, ogni nucleo disciplinare viene presentato con: i traguardi di competenza al termine di ciascun ordine di scuola così come fissati dalle Indicazioni Nazionali; gli obiettivi di apprendimento per anno o biennio; gli snodi di raccordo tra ordini (infanzia → primaria, primaria → secondaria di primo grado, primaria/secondaria di primo grado → secondo ciclo, nel caso degli istituti omnicomprensivi); le metodologie didattiche prevalenti; i criteri di valutazione formativa e sommativa coerenti con la riforma in corso.

Allineamento con il quadro nazionale e con gli esempi USR

Il riferimento di base sono i due decreti che definiscono le Indicazioni Nazionali per il primo ciclo e per i licei nella versione 2026. Su questi abbiamo dedicato due approfondimenti: per gli istituti di secondo grado consigliamo la lettura dell'analisi sulle nuove Indicazioni Nazionali per i licei e la separazione di storia e geografia, per il primo ciclo l'analisi sui contenuti rinnovati nelle Indicazioni Nazionali del primo ciclo, dal latino alle medie alla scrittura manuale. Per la modellistica concreta, gli esempi più utilizzati sono quelli pubblicati dall'Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia e dall'Ufficio Scolastico Regionale per il Veneto, con format già testati di curricolo verticale per istituti comprensivi e secondaria di secondo grado.

Conviene non reinventare la ruota: scegliere un format USR esistente, adattarlo all'identità dell'istituto, riempirlo con i contenuti rinnovati dalle Indicazioni 2026. Il documento che esce è più solido e più difendibile in sede di rendicontazione sociale.

Discipline che cambiano: latino, STEM, scrittura manuale

Le Indicazioni Nazionali 2026 non si limitano a riconfermare il quadro consolidato: introducono modifiche puntuali che il curricolo verticale deve assorbire in modo esplicito. Tre i nodi che richiedono attenzione operativa nel collegio di giugno.

Latino propedeutico nella secondaria di primo grado

L'introduzione del latino come elemento propedeutico nella scuola secondaria di primo grado, secondo le modalità definite dalle Indicazioni, richiede di mettere in chiaro chi lo insegnerà, in quali tempi, con quale collegamento ai percorsi di italiano e di storia. Per i collegi docenti significa: ricognizione delle competenze interne, individuazione dei docenti incaricati, raccordo con le ore curricolari di italiano, costruzione di un'unità di apprendimento di base per il primo anno.

Scrittura manuale nella primaria

La riaffermazione della scrittura manuale come competenza didattica strutturata nella scuola primaria — corsivo incluso, con tempi e modalità progressivi — non è una novità nominale: chiede di tradursi in scelte di programmazione concrete sui primi due anni, con un peso orario riconoscibile e indicatori di valutazione coerenti. Il curricolo verticale deve esplicitare in quale anno si introduce il corsivo, con quali strumenti, con quale collegamento alla competenza ortografica e morfosintattica.

Discipline STEM e pensiero computazionale

L'area STEM, dalla matematica alle scienze al pensiero computazionale, è destinataria di una verticalizzazione esplicita dalle Indicazioni: il curricolo deve esplicitare la progressione dei nuclei (numero, spazio e figure, relazioni e funzioni, dati e previsioni; per le scienze: il vivente, la materia, l'energia, la Terra e l'universo) per anno o biennio, con i collegamenti al pensiero computazionale come metodologia trasversale. Per gli istituti tecnici e professionali questa parte va raccordata con le indicazioni di indirizzo, in modo che il primo biennio non si trovi a duplicare contenuti del primo ciclo.

Per la documentazione e la programmazione integrata di queste novità, può essere utile lavorare in un ambiente che tenga insieme programmazione, evidenze e valutazione: il registro elettronico ClasseViva e gli strumenti di programmazione collegati riducono la duplicazione tra documento di curricolo, programmazione disciplinare e registro di classe. È utile ricordare un dato di contesto: ClasseViva è usato ogni giorno da oltre 4,5 milioni di utenti tra docenti, studenti e famiglie.

Checklist operativa per il collegio

Per arrivare alla delibera di giugno senza dover ricorrere a una riapertura del PTOF a ottobre, vale la pena lavorare a una checklist condivisa fin dall'istruttoria di maggio. I punti che non possono mancare a verbale sono i seguenti.

Documenti di riferimento citati esplicitamente. Il curricolo verticale deve indicare in apertura i decreti delle Indicazioni Nazionali 2026, il quadro normativo del PTOF e il riferimento ai documenti USR scelti come base operativa.

Traguardi di competenza per ordine di scuola. Per gli istituti comprensivi devono essere espliciti i traguardi al termine dell'infanzia, della primaria e della secondaria di primo grado. Per i secondi cicli, i traguardi al termine del primo biennio e del quinquennio.

Progressione per anno o biennio. Ogni nucleo disciplinare deve avere obiettivi di apprendimento articolati per anno o biennio, non solo traguardi finali.

Snodi di raccordo tra ordini. Per gli IC i passaggi infanzia-primaria e primaria-secondaria di primo grado devono essere descritti, con indicazione delle attività ponte e dei tempi del passaggio di informazioni didattiche. Per gli omnicomprensivi anche il raccordo con il secondo ciclo.

Discipline rinnovate. Latino al primo grado, scrittura manuale alla primaria, area STEM e pensiero computazionale devono comparire come voci distinte, con scelte esplicite di programmazione.

Metodologie e valutazione. Il documento deve indicare le metodologie prevalenti per ordine e i criteri di valutazione formativa e sommativa coerenti con la riforma in corso, compreso il raccordo con il voto di comportamento per la secondaria.

Cronoprogramma di attuazione. A settembre i dipartimenti dovranno tradurre il curricolo in programmazioni disciplinari coerenti: il documento deve indicare il calendario operativo e i referenti.

Verbalizzazione. La delibera del collegio va verbalizzata con riferimento esplicito alla proposta dei dipartimenti, alla discussione e all'esito della votazione. Il documento allegato al verbale va archiviato e reso accessibile.

Le scuole che lavorano nell'ecosistema integrato Spaggiari hanno un vantaggio operativo: siamo l'unico ecosistema integrato che ti permette di seguire lo studente 0-6 e poi K-12, e questa continuità del dato tra ClasseViva Infanzia, registro del primo ciclo e registro del secondo ciclo riduce la frizione nel passaggio da un ordine all'altro proprio sui punti che il curricolo verticale chiede di presidiare.

Domande frequenti

Quando deve deliberare il collegio docenti il nuovo curricolo verticale per il 2026/2027?

La finestra operativa è quella delle sedute di giugno, con istruttoria dei dipartimenti tra fine maggio e i primi di giugno. Una delibera entro la metà di giugno consente di chiudere a fine giugno o ai primi di luglio le rifiniture e di partire a settembre con la programmazione disciplinare allineata.

Le Indicazioni Nazionali 2026 sostituiscono integralmente le precedenti?

I decreti 2026 aggiornano le Indicazioni per il primo ciclo e per i licei, introducendo modifiche puntuali — latino al primo grado, scrittura manuale alla primaria, separazione di storia e geografia al liceo, articolazione STEM — senza cancellare l'impianto generale dei traguardi di competenza. Il curricolo verticale va aggiornato sui punti modificati, non riscritto da zero.

Il curricolo verticale è obbligatorio anche per istituti non comprensivi?

Sì: il curricolo verticale è parte integrante del PTOF di ogni istituzione scolastica, anche se la verticalità interna si esprime in forme diverse per istituti comprensivi, secondi cicli e omnicomprensivi. Per i secondi cicli la verticalità si gioca prevalentemente sul biennio-triennio interno e sul raccordo con gli IC del territorio.

Quale format del curricolo verticale conviene adottare?

Conviene partire da un format già pubblicato da un Ufficio Scolastico Regionale (USR Lombardia, USR Veneto, USR Emilia-Romagna offrono modelli testati) e adattarlo all'identità dell'istituto. Reinventare il format espone a errori metodologici e produce documenti meno difendibili in sede di rendicontazione.

Cosa succede se il curricolo non è pronto entro giugno?

Il PTOF può essere aggiornato anche dopo settembre, ma operativamente è una soluzione subottimale: i dipartimenti programmano sulla base del curricolo, gli orari e le scelte didattiche si consolidano nelle prime settimane. Arrivare a settembre senza il curricolo aggiornato significa programmare due volte. La regola pratica è chiudere la delibera entro fine giugno, anche con un documento sintetico ma esplicito sui punti chiave.

ARTICOLI CORRELATI