I buoni pasto sono uno strumento di welfare ordinario per moltissime amministrazioni pubbliche, ma chi lavora ogni giorno nelle scuole — docenti, personale ATA, dirigenti scolastici — ne è oggi sostanzialmente escluso. Per il 2026 il quadro si sta muovendo su tre fronti contemporaneamente: la Legge di Bilancio ha aggiornato l'esenzione fiscale dei ticket elettronici, è ripartito il negoziato all'ARAN per il rinnovo del CCNL del comparto Istruzione e Ricerca, e la giurisprudenza recente ha rafforzato il principio che il buono pasto fa parte del rapporto di lavoro. Vale la pena ricostruire con ordine cosa è certo, cosa è in trattativa e cosa, per onestà, ancora non si può dare per scontato.
Buoni pasto scuola 2026: il contesto e perché se ne parla
Nel pubblico impiego il buono pasto, dove previsto, è riconosciuto come servizio sostitutivo della mensa per il personale che resta in servizio oltre una certa soglia oraria. La maggior parte dei dipendenti delle amministrazioni centrali ne beneficia da anni, mentre il personale scolastico — docenti e ATA — è ancora oggi fuori dal perimetro di quasi tutti i CCNL di settore. Si tratta di una differenza che pesa, soprattutto per chi resta a scuola in orario pomeridiano, accompagna gli studenti in attività extracurricolari, copre turni lunghi nei collegi docenti, nei consigli di classe, negli scrutini.
Il tema è tornato in primo piano in modo trasversale: lo hanno sollevato le organizzazioni sindacali, lo ha richiamato un ordine del giorno parlamentare approvato durante l'iter del DDL Bilancio 2026, e lo stanno discutendo nel tavolo ARAN per il rinnovo del CCNL Istruzione e Ricerca 2025-2027. È un terreno in cui informazione corretta e tempestiva alle scuole conta molto, perché evita aspettative gonfiate e, allo stesso tempo, valorizza ciò che è effettivamente cambiato.
Tenere il personale aggiornato in modo trasparente è anche un tema di clima interno: per le segreterie, contare su strumenti come Segreteria Digitale aiuta a far circolare le comunicazioni in modo ordinato, senza disperdere notizie su canali informali.
Il quadro normativo: art. 131 D.Lgs. 36/2023 e art. 51 TUIR
Il riferimento generale per il servizio sostitutivo di mensa nelle pubbliche amministrazioni è oggi l'articolo 131 del decreto legislativo 31 marzo 2023, n. 36 (Codice dei contratti pubblici), che disciplina i criteri di affidamento del servizio. La cornice fiscale è invece definita dall'articolo 51, comma 2, lettera c) del TUIR, che individua il regime di esenzione dei buoni pasto dal reddito da lavoro entro determinati limiti giornalieri, diversi per il formato cartaceo e per quello elettronico.
A queste due norme generali si affianca, per il pubblico impiego, il limite di 7 euro per buono pasto introdotto dall'articolo 5, comma 7, del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95 (Normattiva), noto come "spending review Monti". È una soglia tuttora vigente: anche un eventuale aumento dell'esenzione fiscale non ne consente automaticamente il superamento per i dipendenti pubblici, finché un intervento normativo specifico non interverrà a modificarla.
Questo è uno dei punti su cui è importante essere precisi nella comunicazione interna alle scuole: cornice fiscale e cornice di spesa pubblica restano due binari distinti.
La Legge di Bilancio 2026: esenzione a 10 euro per i buoni elettronici
La Legge 30 dicembre 2025, n. 199 (Bilancio 2026), all'articolo 1, comma 14, ha innalzato il limite di esenzione fiscale per i buoni pasto in formato elettronico da 8 a 10 euro, con efficacia dal 1° gennaio 2026. La misura è stata accolta come un riconoscimento del peso dell'inflazione sui consumi alimentari ordinari e si applica in via generale al lavoro dipendente.
Va però segnalato un caveat sostanziale, perché qui circolano interpretazioni affrettate. L'innalzamento dell'esenzione fiscale a 10 euro non si traduce automaticamente in un buono pasto da 10 euro per i dipendenti pubblici: per loro resta vigente il limite di 7 euro per buono pasto fissato dal DL 95/2012 sopra richiamato. In altre parole, la legge fiscale dice "fino a 10 euro non tassiamo", ma la legge di spesa pubblica dice "il valore del buono per il pubblico impiego non supera 7 euro". Senza un intervento ad hoc, le due soglie continuano a coesistere e quella che vincola la pubblica amministrazione è la seconda.
Tradotto in pratica: l'aumento dell'esenzione è una buona notizia per chi un buono pasto già lo ha, perché potenzialmente lo libera dalla tassazione fino a 10 euro; ma non si trasforma in un beneficio pieno per il personale scolastico se prima non si interviene su due fronti: l'introduzione del buono pasto nel CCNL Scuola e, parallelamente, l'aggiornamento del tetto di spesa pubblica.
Il negoziato CCNL 2025-2027: cosa è stato firmato e cosa manca
L'11 marzo 2026 si è aperto presso l'ARAN il tavolo per il rinnovo del CCNL del comparto Istruzione e Ricerca 2025-2027. Il 1° aprile 2026 è stata sottoscritta l'ipotesi di accordo sulla parte economica, con incrementi medi distribuiti in tre tranche annuali per gli stipendi tabellari di docenti e personale ATA. È un risultato significativo, che chiude in tempi rapidi la prima fase del rinnovo per circa 1,2 milioni di dipendenti tra scuola, università, AFAM ed enti di ricerca.
La parte normativa è invece l'oggetto della fase successiva, su cui l'ARAN ha già annunciato la convocazione di un incontro per il 12 maggio 2026. Tra i dossier sul tavolo: relazioni sindacali, rapporto di lavoro, lavoro agile, welfare contrattuale. Ed è proprio nel capitolo "welfare contrattuale" che le organizzazioni sindacali e l'ANP hanno chiesto di affrontare il tema dei buoni pasto per docenti e personale ATA. In sede di esame del DDL Bilancio 2026 al Senato è stato approvato un ordine del giorno specifico (G/1689 Sez. I/2/7), che impegna il Governo a valutare l'introduzione dei buoni pasto nel CCNL 2025-2027 per le prestazioni che superano le sei ore. Si tratta di un atto di indirizzo politico, non ancora di una norma: la sua realizzazione dipende dall'esito della contrattazione.
Per le scuole, in concreto, lo stato attuale è questo: la parte economica del nuovo CCNL è stata firmata in ipotesi di accordo, ma il buono pasto per docenti e ATA resta un tema aperto della parte normativa, da costruire al tavolo dei prossimi mesi. Comunicare bene questa distinzione al personale evita aspettative non fondate.
La Cassazione 25525/2025 e la natura del buono pasto nel pubblico impiego
Sul piano giurisprudenziale, la Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, con l'ordinanza n. 25525 del 17 settembre 2025, è tornata a pronunciarsi sul diritto al buono pasto nel pubblico impiego privatizzato. La pronuncia conferma due principi consolidati nella giurisprudenza di legittimità: il buono pasto, dove previsto dalla contrattazione collettiva e maturate le condizioni di servizio richieste, costituisce un elemento del rapporto di lavoro; il suo riconoscimento è collegato alla prestazione lavorativa che superi una determinata soglia oraria, in coerenza con la sua funzione di servizio sostitutivo del pasto.
L'ordinanza non introduce nuovi diritti per il personale scolastico, che resta legato a quanto previsto dalla contrattazione di comparto, ma rafforza l'inquadramento sistematico del buono pasto: una volta che il CCNL lo prevede, è materia di diritto del lavoratore e non di mera liberalità del datore di lavoro pubblico. È un riferimento utile da tenere presente nella fase successiva, quando la contrattazione del CCNL Scuola 2025-2027 affronterà concretamente il tema.
Per chi gestisce comunicazioni interne e supporto alle relazioni sindacali nelle scuole, una fonte di aggiornamento normativo affidabile è il portale ItaliaScuola.it, la rivista giuridica per la scuola.
Cosa devono sapere le scuole oggi: gestione, welfare e informazione al personale
Nell'attesa che il negoziato faccia il suo corso, alle scuole non resta un ruolo passivo. Ci sono almeno tre piani su cui agire con cura.
Il primo è l'informazione al personale: spiegare con chiarezza che cosa è già operativo (l'aggiornamento fiscale a 10 euro per i buoni elettronici, ma sul piano generale), cosa è ancora oggetto di trattativa (l'eventuale introduzione del buono pasto nel CCNL Scuola), e cosa richiederebbe interventi normativi ulteriori (l'aggiornamento del tetto di spesa pubblica). Un'informazione asciutta evita confusione e dà valore al lavoro di chi sta in classe e nelle segreterie tutti i giorni.
Il secondo piano è il welfare di istituto, che molte scuole hanno già attivato in via integrativa, anche con piattaforme di convenzioni e benefit. Il MIM ha attivato dal 2023 un Piano Welfare per il personale scolastico con convenzioni e agevolazioni dedicate, accessibili tramite area riservata sul portale ministeriale. Su questo fronte le scuole possono incentivare la partecipazione, segnalare le agevolazioni attive, integrare con eventuali misure proprie. Per la gestione operativa delle comunicazioni e dei servizi al personale, soluzioni integrate come ClasseViva EXTRA, la piattaforma di servizi aggiuntivi per il personale scolastico, Sportello Scuola e il registro elettronico ClasseViva permettono di centralizzare le comunicazioni e ridurre il carico amministrativo. Siamo l'unico ecosistema integrato che ti permette di seguire lo studente 0-6 e poi K-12, con strumenti coerenti pensati anche per il personale che la scuola la fa funzionare ogni giorno.
Il terzo piano riguarda l'attenzione al tavolo CCNL: tenere il polso del negoziato, essere pronti ad adeguare i regolamenti interni quando — e se — il nuovo contratto introdurrà novità in materia di welfare contrattuale. Avere strumenti documentali e di gestione del personale già strutturati renderà eventuali futuri adeguamenti più rapidi e meno onerosi. Per gli istituti dell'infanzia, ricordiamo che lo stesso approccio integrato si estende con ClasseViva Infanzia e con la piattaforma WonderWhat per la didattica digitale.
Domande frequenti sui buoni pasto scuola 2026
Docenti e ATA hanno diritto ai buoni pasto nel 2026?
Allo stato attuale, no: il CCNL del comparto Istruzione e Ricerca non prevede il riconoscimento generalizzato del buono pasto per docenti e personale ATA, a differenza di altri comparti del pubblico impiego. Il tema è oggetto della trattativa sulla parte normativa del CCNL 2025-2027, in agenda dal 12 maggio 2026. Un ordine del giorno parlamentare approvato sul DDL Bilancio 2026 impegna il Governo a valutarne l'introduzione.
L'esenzione a 10 euro per i buoni elettronici si applica al personale scolastico?
L'esenzione fiscale a 10 euro per i buoni pasto elettronici prevista dalla Legge di Bilancio 2026 si applica in via generale al lavoro dipendente, quindi anche al personale scolastico nel momento in cui dovesse percepire buoni pasto. Per il pubblico impiego resta però vigente il limite di 7 euro per buono pasto fissato dal DL 95/2012: senza un intervento normativo specifico, la soglia fiscale a 10 euro non si traduce automaticamente in un beneficio pieno.
Cosa succede al tavolo ARAN dopo il 12 maggio 2026?
Il 1° aprile 2026 è stata firmata l'ipotesi di accordo sulla parte economica del CCNL 2025-2027. Dal 12 maggio prosegue il confronto sulla parte normativa, che include relazioni sindacali, rapporto di lavoro, lavoro agile e welfare contrattuale. È in questo capitolo che potrebbero essere affrontati i buoni pasto per docenti e personale ATA, in coerenza con l'ordine del giorno approvato in sede di Bilancio.
La pronuncia della Cassazione 25525/2025 dà nuovi diritti al personale scolastico?
No, non introduce nuovi diritti per docenti e ATA. Conferma principi consolidati: dove la contrattazione collettiva prevede il buono pasto, esso è un elemento del rapporto di lavoro e non una concessione. Il presupposto resta che il CCNL di riferimento lo preveda, condizione che oggi nel comparto Scuola non si è ancora realizzata.
Cosa possono fare le scuole intanto?
Tenere il personale informato in modo accurato, evitando aspettative gonfiate; valorizzare le misure di welfare già attive (Piano Welfare MIM, eventuali convenzioni di istituto); presidiare il tavolo CCNL per essere pronte a recepire eventuali novità nei regolamenti interni; utilizzare strumenti digitali integrati per gestire comunicazioni e adempimenti in modo efficiente.




