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Studenti in corridoio scolastico durante il cambio dell'ora
Gruppo Spaggiari Parma16/04/26 9.0010 min read

Voto di condotta: primo bilancio della riforma Valditara e cosa sta succedendo nelle scuole

Sono trascorsi otto mesi dall'entrata in vigore dei DPR 134 e 135 del 2025, i decreti che hanno ridisegnato il ruolo del voto di condotta nella scuola italiana. Un periodo sufficiente per tracciare un primo bilancio concreto: la riforma voluta dal Ministro dell'Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara sta producendo i risultati attesi? Quali dinamiche si sono innescate nelle aule e nei consigli di classe? E soprattutto: le scuole erano pronte a gestire il cambio di paradigma?

La risposta, come spesso accade nel mondo dell'istruzione, non è univoca. Ci sono luci e ombre, sperimentazioni virtuose e difficoltà operative. Quello che emerge con chiarezza è un dato di fondo: il voto di condotta ha smesso di essere un numero marginale in pagella per diventare un indicatore centrale nel percorso formativo di ogni studente.

La riforma del voto di condotta: perché era necessaria

Il percorso che ha portato alla riforma è lungo e articolato. Il punto di partenza è stata la Legge 150 del 1° ottobre 2024, che ha delegato al Governo la revisione dello Statuto delle studentesse e degli studenti e del Regolamento sulla valutazione. I decreti attuativi — il DPR 134/2025 (modifiche allo Statuto) e il DPR 135/2025 (modifiche alla valutazione) — sono stati pubblicati in Gazzetta Ufficiale il 25 settembre 2025 e sono diventati pienamente operativi dal 10 ottobre dello stesso anno.

L'obiettivo dichiarato dal Ministro Valditara è stato fin dall'inizio quello di "costruire una scuola autorevole, non autoritaria", dove il rispetto per le persone e per le istituzioni fosse un valore non negoziabile. Una visione che ha trovato il parere favorevole del Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione e che si è tradotta in un impianto normativo articolato su tre pilastri: responsabilizzazione dello studente, trasformazione delle sanzioni e valorizzazione del merito comportamentale.

Il contesto in cui la riforma è maturata non può essere ignorato: episodi di violenza verso il personale scolastico, fenomeni di bullismo e cyberbullismo in crescita, e una percezione diffusa che il voto di condotta avesse perso ogni reale funzione educativa. I dati del rapporto ISTAT 2024 segnalavano che il 22% degli studenti della secondaria aveva assistito ad atti di aggressione verbale verso i docenti, un dato che aveva contribuito ad alimentare il dibattito pubblico.

Le nuove regole: dal 5 che boccia al 6 che rimanda

Il cuore della riforma è la riconfigurazione della scala di valutazione del comportamento nella scuola secondaria di secondo grado. Le regole sono nette e non lasciano margini di interpretazione:

Un voto di condotta pari a 5/10 comporta la bocciatura automatica, indipendentemente dai risultati nelle altre discipline. Non servono più atti di eccezionale gravità o la commissione di reati: la bocciatura può scattare anche per "comportamenti che costituiscano gravi e reiterate violazioni del Regolamento di Istituto". È un cambio significativo rispetto alla normativa precedente, che limitava la bocciatura per condotta ai soli casi estremi.

Un voto di condotta pari a 6/10 determina il rinvio a settembre. Lo studente deve redigere un elaborato critico su tematiche di cittadinanza attiva e solidale, collegato ai motivi specifici che hanno determinato il voto insufficiente. L'elaborato viene valutato dal consiglio di classe e solo il suo superamento consente l'ammissione alla classe successiva. Non si tratta di un compito formale: l'elaborato deve dimostrare una reale presa di coscienza e una riflessione matura sulle proprie responsabilità.

Nella scuola secondaria di primo grado, il voto di condotta torna a "fare media", incidendo sul calcolo della media complessiva e potendo influire sull'ammissione alla classe successiva. È un segnale importante: la responsabilizzazione inizia già dai banchi della scuola media.

Un principio fondamentale della riforma è la separazione tra valutazione del profitto e valutazione del comportamento: nessuna infrazione disciplinare può influire sui voti delle singole materie. Il comportamento ha una sua dimensione autonoma, valutata con criteri propri.

Le sospensioni trasformative: dalla punizione alla crescita

La seconda grande innovazione riguarda le sospensioni, completamente ridisegnate nel loro impianto filosofico e operativo. Il principio guida è esplicito: chi sbaglia non va escluso, ma responsabilizzato. Le sospensioni non significano più restare a casa — un approccio che il Ministero ha definito "inefficace e potenzialmente dannoso" — ma partecipare attivamente a percorsi educativi strutturati.

Per le sospensioni fino a due giorni, lo studente rimane a scuola e svolge attività di approfondimento sulle conseguenze dei comportamenti che hanno causato il provvedimento. Le scuole individuano autonomamente i docenti incaricati di condurre queste attività, che si concludono con la produzione di un elaborato critico valutato dal consiglio di classe.

Per le sospensioni superiori a due giorni (fino a un massimo di quindici), lo studente è chiamato a svolgere attività di cittadinanza solidale presso strutture convenzionate: RSA, associazioni di volontariato, Croce Rossa, canili, mense per persone in difficoltà. Le convenzioni disciplinano il percorso formativo personalizzato, i tempi, le modalità e le figure di riferimento. Il consiglio di classe può deliberare che l'attività prosegua anche dopo il rientro in aula, secondo principi di temporaneità, gradualità e proporzionalità.

Alcune scuole hanno già attivato percorsi particolarmente significativi. In un istituto della provincia di Grosseto, come documentato dalla stampa specializzata, gli studenti sospesi hanno supportato anziani nell'apprendimento di competenze digitali, collaborato con la Croce Rossa locale e prestato servizio presso il canile comunale. I risultati, secondo i docenti coinvolti, sono stati incoraggianti: la recidiva dei comportamenti scorretti si è ridotta significativamente.

💡 Documentare i percorsi educativi è fondamentale per la valutazione del comportamento.

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Otto mesi dopo: i primi risultati nelle scuole

Il bilancio provvisorio della riforma presenta aspetti positivi e criticità da non sottovalutare. Sul fronte dei risultati, diverse scuole segnalano una maggiore attenzione degli studenti al proprio comportamento, soprattutto nelle classi terminali dove il legame tra condotta e crediti per la Maturità è diretto e tangibile. La consapevolezza che un 5 in condotta significa bocciatura ha prodotto un effetto deterrente che, pur non essendo l'unico obiettivo della riforma, rappresenta un dato di fatto.

Le sospensioni trasformative stanno raccogliendo feedback prevalentemente positivi nelle scuole che sono riuscite ad attivarle con strutture convenzionate adeguate. Il passaggio dalla logica punitiva a quella riparativa sembra funzionare quando il percorso è realmente personalizzato e accompagnato da figure educative competenti.

Le criticità, tuttavia, non mancano. La più significativa riguarda la disponibilità delle strutture convenzionate: nelle aree più isolate del Paese, individuare enti e associazioni dove svolgere le attività di cittadinanza solidale si è rivelato complesso. Gli elenchi regionali previsti dalla normativa sono stati predisposti con tempistiche diverse da regione a regione, creando una disparità nell'applicazione della riforma.

Un secondo aspetto critico riguarda la formazione dei docenti. Valutare il comportamento con criteri trasparenti e condivisi, gestire i percorsi di approfondimento per le sospensioni brevi, documentare le attività di cittadinanza solidale: sono competenze che richiedono aggiornamento professionale specifico. ItaliaScuola.it ha attivato percorsi formativi accreditati MIM dedicati proprio a questi temi, offrendo a dirigenti e docenti strumenti concreti per gestire la riforma con competenza e serenità.

Un terzo elemento di riflessione riguarda il carico burocratico aggiuntivo per i consigli di classe: la documentazione dei percorsi di approfondimento, la valutazione degli elaborati di cittadinanza attiva, la gestione delle convenzioni con le strutture esterne richiedono tempo e organizzazione che non sempre le scuole hanno a disposizione.

Voto di condotta e Maturità 2026: il peso sui crediti scolastici

L'impatto della riforma sulla Maturità 2026 è diretto e misurabile. Come stabilito dall'O.M. 54/2026, il voto di condotta incide sui crediti scolastici secondo regole precise:

  • Il punteggio più alto all'interno della propria fascia di credito è riservato esclusivamente agli studenti con un voto di condotta pari o superiore a 9/10.
  • Con un voto di condotta inferiore a 6/10, lo studente non viene ammesso all'esame di Stato.
  • Con un voto di condotta pari a 6/10, l'ammissione è subordinata al superamento dell'elaborato di cittadinanza attiva.

Considerando che il credito scolastico vale fino a 40 punti su 100 nel punteggio finale della Maturità, l'incidenza del comportamento sul voto di diploma non è trascurabile. Uno studente con condotta costantemente al 9 o al 10 nel triennio accumula un vantaggio significativo rispetto a chi si attesta sul 7 o sull'8, con conseguenze concrete sul punteggio finale e sulla possibilità di ottenere la lode.

La gestione accurata dei crediti scolastici diventa quindi un aspetto strategico per le segreterie. ClasseViva, il registro elettronico utilizzato da 4,5 milioni di utenti giornalieri, consente di tracciare in tempo reale voti, note disciplinari, assenze e comportamenti, offrendo al consiglio di classe una visione completa e documentata del percorso di ogni studente.

Monitorare il comportamento: il ruolo degli strumenti digitali

La riforma del voto di condotta rende evidente un'esigenza che la scuola italiana avverte da tempo: la necessità di strumenti efficaci per il monitoraggio e la documentazione del comportamento degli studenti lungo l'intero anno scolastico. Non si tratta soltanto di registrare note disciplinari, ma di costruire un quadro complessivo che tenga conto di presenze, partecipazione, impegno e crescita personale.

Il consiglio di classe, chiamato a esprimere un voto di condotta che oggi ha conseguenze rilevanti — dalla bocciatura all'esclusione dalla Maturità — ha bisogno di dati oggettivi e di una documentazione strutturata. Le decisioni non possono più basarsi su impressioni o su una valutazione estemporanea a fine quadrimestre.

Aule Virtuali Plus permette di estendere il monitoraggio anche alle attività collaborative e ai percorsi di approfondimento svolti online, documentando la partecipazione attiva degli studenti e la qualità dei loro contributi. Per le sospensioni brevi che prevedono attività di approfondimento a scuola, la piattaforma consente di assegnare, raccogliere e valutare gli elaborati in modo tracciabile.

💡 La valutazione del comportamento richiede dati strutturati, non impressioni.

ClasseViva Scrutinio Online gestisce l'intero ciclo di scrutinio, dalla proposta dei voti alla generazione dei tabelloni, con una sezione dedicata alla valutazione del comportamento conforme alle nuove disposizioni normative.

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La gestione amministrativa della riforma coinvolge anche le segreterie scolastiche. Segreteria Digitale supporta la digitalizzazione dei flussi documentali legati alle sanzioni disciplinari: dalle delibere dei consigli di classe alle comunicazioni alle famiglie, dalla gestione delle convenzioni con le strutture esterne alla documentazione dei percorsi di cittadinanza solidale.

Per le scuole del primo ciclo, dove il voto di condotta torna a fare media, la necessità di un monitoraggio costante è altrettanto rilevante. Il cambiamento culturale parte dai più piccoli: abituare gli studenti fin dalla scuola secondaria di primo grado a considerare il comportamento come parte integrante del proprio percorso formativo è un investimento sul futuro.

Per quanto riguarda la scuola dell'infanzia e il segmento 0-6, ClasseViva Infanzia garantisce la continuità dell'ecosistema digitale Spaggiari fin dai primi anni, ponendo le basi per una documentazione educativa che accompagnerà lo studente lungo tutto il percorso scolastico.

Per esplorare percorsi di orientamento e crescita personale che favoriscano la consapevolezza e la responsabilità fin dalle scuole secondarie, WonderWhat offre strumenti di scoperta dei propri talenti e delle opportunità formative, mentre Scuola.net mette a disposizione percorsi didattici ed e-learning per docenti che vogliano integrare le tematiche di educazione civica e cittadinanza attiva nella propria pratica quotidiana.

Uno sguardo al futuro

La riforma del voto di condotta è ancora giovane e il suo impatto reale potrà essere valutato pienamente solo al termine del primo anno scolastico di applicazione. Gli scrutini di giugno 2026 saranno il primo vero banco di prova: quanti studenti verranno bocciati per il 5 in condotta? Quanti saranno rinviati a settembre con l'obbligo dell'elaborato? E le sospensioni trasformative avranno prodotto cambiamenti duraturi nei comportamenti?

Quello che appare già chiaro è che la riforma ha riportato al centro del dibattito educativo un tema fondamentale: il comportamento non è un aspetto accessorio della vita scolastica, ma una dimensione formativa a pieno titolo. Una scuola che educa non si limita a trasmettere saperi: insegna a stare nel mondo con rispetto, responsabilità e consapevolezza. E questa, forse, è la lezione più importante che la riforma Valditara sta provando a restituire alla scuola italiana.

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